Conferenza stampa stamattina davanti ai cancelli dell’ex Mercato Ortofrutticolo Conferenza come ultimo tentativo di pacifico, civile, dialogo e confronto con l’amministrazione comunale prima di far partire contro di essa la causa legale già predisposta da un fortissimo gruppo di cittadini insieme a varie associazioni culturali.

Comincia l’architetto Stefano Benedetti nell’ennesimo tentativo non solo di salvare tutto il comparto dell’ex Mercato (e altri spazi della zona), ma fa pure una dettagliata disamina di tutte le illegittimità che l’accordo fra Comune e privati sembra contenere. Prima di far partire la denuncia legale si presentano proposte alternative per far avere a Piacenza tutto quanto le serve senza abbattere nulla. Proposte di buon senso, fattibili e risolutive sia per avere la stazione delle autocorriere che per avere un parcheggio lungo un chilometro per 160 metri a disposizione dei pendolari. immediatamente a nord della stazione ferroviaria. Non solo, indica anche come ottenere vari servizi al chiuso e all’aperto per dare all’Università Cattolica una pista ciclabile e un vero campus per gli studenti come in tutte le grandi università del mondo. Questo attirerebbe numerosi giovani e darebbe vivacità al luogo e porterebbe un buon indotto economico. Ha fatto seguito Alberto Esse che col Laboratorio dell’Arte e della Cultura da tempo insegue con varie performance la Sovrintendenza che basandosi su falsità ha dato l’autorizzazione all’abbattimento dell’ex Mercato. Il primo marzo è stata inviata una lettera alla Sovrintendenza nella quale si evidenziavano tutti gli errori su cui si era basato il via alla distruzione e pertanto le si chiedeva di rivedere la decisione, ma dopo mesi nessuna risposta nonostante la legge preveda l’obbligo di rispondere entro 30 giorni. Esse ha anche sfidato l’amministrazione a verificare se la pensilina contiene davvero eternit come lei sostiene. Se così fosse sarebbe una gravissima responsabilità delle amministrazioni comunali fin qui succedutesi perché lì si vendevano prodotti alimentari. Infine è intervenuto l’ambientalista Giuseppe Castelnuovo che ha stigmatizzato il non coinvolgimento dei cittadini nel piano urbanistico. Ha poi detto che ovviamente una Cittadella dello Spettacolo piena di gente ad ogni ora dà più sicurezza di un enorme parcheggio deserto. Si è poi detto stupito del silenzio dei commercianti rispetto a un progetto di centro commerciale in città, più grande di Auchan, e a ridosso del centro . Se venisse costruito sarebbe la fine per i negozi al dettaglio e significherebbe la morte del centro che senza negozi di prossimità e senza più abitanti diventerebbe una cattedrale nel deserto.

Questa conferenza è stato l’ultimo tentativo di dialogo e confronto col Comune prima di far partire la denuncia legale già pronta. Evidentemente ai politici non interessa sapere cosa desiderano i cittadini e in che tipo di città vogliono vivere. I politici decidono senza democrazia, senza dare informazioni, senza far partecipare alle scelte. Non rispondono quasi temessero il confronto e interpretano i suggerimenti come offese personali. Piacenza è stretta in una congiura di silenzio: tacciono i commercianti, non risponde -pur essendo obbligata- la Sovrintendenza, l’amministrazione comunale non viene alle conferenze e prosegue nella sua scellerata decisione ignorando mozioni, proteste, proposte. Costringere i cittadini a ricorrere alle vie legali, comunque vada a finire, per l’amministrazione locale è una vergognosa sconfitta politica.
Bruna Milani



