Un titolo che può sembrare retorica, buonismo spicciolo, auspicio da mondo dei sogni, lontano da una realtà difficilmente modificabile. Eppure io credo che molti di noi, ieri, alla notizia dell’esito dell’indagine dei Carabinieri che ha portato a 11 arresti e 35 indagati tra amministratori, politici e imprenditori del territorio piacentino, abbiano pensato proprio questo. Ci affidiamo alla giustizia, ci auguriamo ovviamente che chi é coinvolto, con ipotesi di reato pesantissime, tra cui associazione a delinquere, concussione, corruzione e abuso d’ufficio, solo per citarne alcune, abbia la possibilità di spiegare, di difendersi in modo adeguato e magari di scagionarsi. Ma il pensiero va oltre i casi singoli, per quanto sconvolgenti, perché legati in gran parte ad amministratori conosciuti, spesso portati ad esempio come simbolo di impegno civico in comunità e territori difficili e con tante sfide.
APPELLO ALLA POLITICA E AI CITTADINI
A pochi mesi dalle elezioni amministrative che, anche a Piacenza, stanno già rimettendo in modo la macchina della politica e dei buoni propositi per il futuro, questo terremoto giudiziario che ha sconvolto la comunità piacentina deve servire almeno a questo: a scardinare il sistema, a opporsi alla rassegnazione che “va be, ma si sa, funziona così da sempre e sarà difficile cambiare”, a non lasciare sola la Giustizia che opera con finalità anche preventive certo, ma che si trova a lavorare su quello che é (o meglio sarebbe, in attesa di giudizio) già accaduto . E allora a chi si candida, per un futuro amministrativo, si chieda innanzitutto un programma elettorale che garantisca, a fianco dei canonici della giustizia, strumenti a tutela della legalità, del controllo costante e trasparente. Un impegno a non rinunciare a un principio primario come quello dell’onestà. A porre, come bandiera del proprio progetto amministrativo, quello di uno sviluppo che non debba pagare il prezzo della corruzione, del lassismo, della tolleranza verso “consuetudini” inaccettabili, ancorché sollecitate dalle difficoltà a muoversi nell’intricato sistema burocratico amministrativo, prima ancora che dalla cupidigia o dalla brama di denaro o potere (o entrambi).
Ai cittadini, con la stessa enfasi, si chiede di pretendere tutto ciò e di essere per una volta anche attori, seppur in modo indiretto, di quello che riguarda il territorio, la sua gestione, di chiedere strumenti di partecipazione vera che li coinvolgano e li tengano informati in modo diretto. Eleggere un sindaco significa certo dargli/le fiducia, approvare le sue idee, delegarlo/la ad attuarle nel tempo e a scegliere una squadra che possa affiancarlo/la, in questo, nel migliore dei modi. Ma non vuol dire abbandonarlo/la, limitandosi a criticare; semmai, invece, vigilare e monitorare con il buon senso che prescinde da competenze specifiche e mirate e che potrebbe basarsi anche solo (ma é già tanto!) sull’amore per un territorio che rappresenta noi e la nostra storia.
PIACENZA E’ ANCHE ONESTA’ ED ECCELLENZA, NON CE LO DIMENTICHIAMO
Di pentole scoperchiate a Piacenza, in questi ultimi anni, ne abbiamo viste tante, grazie al lavoro delle Forze dell’Ordine e degli organi di giustizia. Un lavoro sommesso, silenzioso, ramificato, scrupoloso, estremamente professionale. Il risultato, certo, é un treno in corsa che investe un pò tutti e che ci sollecita a riflettere, con lucidità e responsabilità. Lo ha ricordato la procuratrice Grazia Pradella, ieri, a margine della conferenza stampa riportata dai tanti colleghi della stampa locale e nazionale, rassicurando i piacentini. L’indagine ha esiti pesanti, ma va oltre la politica, al di là di questo o quello schieramento, e colpisce un sistema che può essere scardinato, isolato e scorporato da una città che é anche altro. Con Piacenza Diario, abbiamo scelto di non seguire la cronaca, nei suoi dettagli, e quindi in merito a questi facciamo riferimento a quanto pubblicato da altre testate, in particolare Piacenzaonline diretta da Carlandrea Triscornia, che ha seguito la vicenda e che continuerà ad aggiornarvi circa gli sviluppi futuri. Non potevamo però non condividere con chi ci segue un pensiero, per semplice e istintivo che sia. E soprattutto non potevamo non prendere, a nostra volta, un impegno con chi ci legge. Da anni con il nostro blog parliamo di persone, idee, eccellenze, giovani che ce l’hanno fatta e che ci rendono orgogliosi di questa terra piacentina. Storie piccole, spesso dimenticate, che però fanno grande la nostra identità. Continueremo a farlo, a costo di risultare stridenti in un contesto che oggi ci appare drammatico, perché Piacenza possa ricordarsi che é anche questo e che valori come impegno, onestà e lealtà verso chi ci dà fiducia, non sono passati di moda, non sono inadeguati, vecchi, ma anzi: sono quanto mai vitali e importanti per superare anche i capitoli come questo, sicuramente tra i più bui della nostra storia recente.
Mirella Molinari



