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IN CITTADELLA UN CAPODANNO STELLARE

Non può essere ridotto a poche righe di cronaca il racconto dell’ ALTRO CAPODANNO, il Capodanno ALTERNATIVO con cui gli oppositori del parcheggio interrato e del taglio degli alberi hanno voluto festeggiare in piazza Cittadella la fine del vecchio anno e l’arrivo del nuovo. Mentre in Piazza Cavalli si svolgeva una festa calata dall’alto con musica anni ’90 tipica del periodo “Milano da bere “, in Cittadella tutto era più vario e spontaneo perché voluto e creato dal basso, dalla fantasia e dalle capacità della gente. Ciascuno ha contribuito alla riuscita della festa bella e affollata. Qualcuno in totale anonimato ha portato poltroncine, altri del cibo. È impossibile farne l’elenco completo amche se lo meriterebbero.Molte le proposte di intrattenimento, persino il gioco “Indovina chi era” nel quale guardando foto di bambine e bambini bisognava indovinare chi era fra i presenti. È stata allestita una tavolata con cibi e bevande per tutti, anche per i passanti.

Scenette e musiche scelte da Eros Franzini. Si è cantato e ballato. Sono stati proiettati video sulla storia dei tanti anni di iniziative e manifestazioni per salvare alberi e piazza.

Apprezzatissimo il teatro delle marionette col quale è stata messa in scena la brutta storia del parcheggio interrato voluto ad ogni costo e in gran fretta dall’amministrazione comunale, ma ora i lavori sono fermi da tempo e non si sa perché. Gli anziani ricordano che lì erano cadute bombe e forse ci sono ancora. Pare sia stata richiesta al Genio Pontieri un’indagine in tal senso e sarebbe bene che i cittadini ne conoscessero l’esito. Simona Fornari, Adriano Corsi con la figlia Simona e Ludmilla Sandu arguti, ironici, divertentissimi hanno polarizzato l’attenzione di tutti compresi i bambini di passaggio.Canti, balli, poesie, riflessioni e impegni rinnovati, volontà più determinata che mai come mostravano alcuni cartelli.

Un altro cartello prendeva ispirazione da una bella immagine di Carl Gustav Jung dove il serpente del male si trasforma in qualcosa di bello. Su questo cartello erano scritti i nomi dei pacifici combattenti come a dire che da un’esperienza dolorosa si può uscire più consapevoll, più determinati, più coesi, più forti di prima. Dice la dolcissima e super creativa Simona Fornari : <È come se fossimo diventati stelle noi stessi, per quella luce nuova che è nata in noi>. Anche Alberto Esse del Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte ha avuto un’idea luminosa con lo slogan <Meno luci fuori, più luci dentro>.

Simbolicamente si indossava una stella come testimonia Manuela Marenghi presenza assidua, intensa, ma silenziosa proprio come una stella.

Dunque simbolicamente e realmente menti e cuori brillavano davvero quel 31 dicembre 2024, festeggiavano l’essere insieme su temi e valori comuni, per questo allo scoccare della mezzanotte, quando è apparso un benaugurante zampone con lenticchie, si è brindato all’anno nuovo

come fonte di occasioni e speranze per ottenere il disarmo, la fine delle guerre, la fine della costruzione e vendita di armi. Speranza di salvare l’ambiente a partire dagli alberi in città come quelli di via Damiani. Brindisi alla speranza di poter fare qualcosa per migliorare la società e la città , perché tutti hanno diritto alla gioia e nessuno di noi può essere davvero felice se c’è chi soffre soprattutto sotto le bombe o in campi profughi muore per fame e per freddo. In Cittadella stelle effimere di buone intenzioni? Certo che NO. Stelle convinte che diventano prassi di vita, luci che guidano scelte e impegni. Di queste brillava l’albero secco addobbato a festa.

I partecipanti erano le luci non artificiali, ma stelle umane che brillavano in Piazza Cittadella.

Bruna Milani

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12 Commenti

  1. Grazie Bruna che dai voce alle stelle del cielo di piazza Cittadella.Un tuo libro è stato il premio Gardella perché donato da Barbara Gardella.Lo ha vinto una ragazzina dal nome Simona al gioco dei barattoli da far cadere con delle palline,antico gioco che ha creato il fracasso giusto per celebrare il capodanno..Saremo sempre riconoscenti per la tua presenza sempre così impegnata nel raccontare con poesia le umane vite …

  2. Candori,racconti d’inverno libro di Bruna è stato il regalo di Barbara Gardella( che ci da la forza del continuare) per la vincitrice del gioco della piazza. Per lei invece si è regalata Invernalia.Anch’io me lo son regalato questo libro.Bravissima Bruna.

  3. Cara bruna,fai sempre vivere anche se da lontano,sono a Genova,le atmosfere,le realtà,l’animo piacentino con una finezza e una profondità di sentimento proprio tua,ma che risuona dentro di noi facendoci rivivere dimensioni lontane,ma sempre vive.grazie Bruna e auguri di rimanere a lungo la nostra voce

  4. Anche l’articolo emana luce… un bagliore di speranza, di consapevolezza, di impegno nelle giuste scelte!
    Grazie Bruna per dare voce alle cause difficili, che a volte possono sembrare fallimentari contro lo strapotere di una mala autorità, ma che alla fine si rivelano vittorie di unità, solidarietà e libertà.

  5. Quello che ha creato questo gruppo attorno alla disgraziata follia piombata addosso alla piazza cittadella dovrebbe essere preso ad esempio da tutti e per ogni situazione meritevole di attenzione che vive oggi e che temo vivrà domani, la nostra società.
    Un piccolo gruppo di persone che ha ascoltato il proprio cuore e ha deciso di non rimanere passivo, di agire, di informarsi autonomamente (la corretta informazione è sempre l’arma migliore di chi opera a fin di bene ) per capire davvero come stavano le cose, per poi dire NO! con il sentimento, il coraggio e la fantasia, condividendo ideali, gioia, dolore, lacrime, risate e amicizia mentre altre anime si univano a questo flusso di persone vive.
    Si diffondesse questo fenomeno come una vampa incendiaria avremmo un mondo talmente migliore da renderlo irriconoscibile.
    Grazie a Bruna e a tutto il gruppo.

  6. Bellissima iniziativa! È molto confortante, a maggior ragione in un periodo storico orribile come questo a livello internazionale, che un folto numero di persone non si rassegni alle brutture e agli scempi continuamente promossi da chi ci MALgoverna e faccia di tutto per denunciarli e per trasmettere una scala di valori sana e autentica alle giovani generazioni. ✌️

  7. Bravissimi per la forza che dimostrate di fronte alle avversità (e il taglio degli alberi è una di queste); personalmente preferisco soffrire in silenzio e macerarmi nell’animo per l’ottusità che regna intorno. Capisco che la mia sofferenza non è d’aiuto tuttavia esiste.
    Un saluto affettuoso.

  8. Grazie per questa descrizione dettagliata e precisa del modo alternativo e generoso di affrontare la “festa” coinvolgendo tutti gli uomini, donne e bambini di buona volontà,!
    Io vivo a Cittadella in provincia di Padova, e gli articoli di Bruna Milani mi coinvolgono su quanto avviene in quest’altra Cittadella, bistrattata e vilipesa da una politica meschina che ne ha distrutto la bellezza secolare.
    Applausi ai cittadini che se ne sono riappropriarti, anche se solo per una notte, ma molto significativa!!

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