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IL SENSO DEL PRESEPE

Benissimo l’albero, bellissimo coi suoi addobbi brillanti e colorati ispirato pare alla visione delle stelle attraverso i rami gelati dei grandi abeti del nord. Benvenuto dunque l’albero di Natale che è gioia, ma gioia e basta.

Il Presepe invece è molto di più. Lo sentiamo dentro di noi, al di là di come la si pensi e di quello a cui si crede. È un coinvolgimento strano, un’emozione delicata, uno struggimento dolce.
Ho sempre pensato che nulla fosse più poetico di un Presepe e ne ho cercato ostinatamente il perché scoprendo ad ogni Natale un motivo in più.
Quest’anno credo d’aver finalmente capito il significato complessivo del Presepe grazie a una locandina della mostra di presepi in corso all’oratorio della parrocchia di Podenzano (PC).

Circa 50 splendidi presepi costruiti da pazienti artisti provenienti dalla bergamasca, da Annicco (CR)i sigg. Daniele Villa e Maria Torresani, da San Polo Carlo Maria Strozzi, altre opere di Giuseppe Campanello e del sig. Fedeli e di Sergio Rossi e poi di Sergio Costa da Lodi, dalla Caritas piacentina e dall’Assofa.
Presepi di varie ambientazioni e varie culture dai classici a quello “andino” simpaticissimo con le sue statuette cicciottelle.

Carlo Maria Strozzi “Presepe andino”

Tutti rappresentano la stessa scena seppure in stili diversi: una coppia di genitori col loro neonato e gente che giunge da ogni dove, talvolta in compagnia di animali, portando ciò che può fosse anche solo la musica di un piffero o di una zampogna. La frase sulla locandina all’ingresso spiega tutto:OGNI FAMIGLIA È PRESEPE.
Sì , anche la famiglia umana. Ecco cosa commuove del Presepe, commuove quella prova di collettività, quello scopo comune, quel convergere a una proposta d’amore non per il proprio popolo, per la propria ideologia, per la propria patria, ma PER TUTTI. In questa rappresentazione di società ideale, dove tutti sono in armonia e ciascuno dona quel che può, scopriamo che alla fine c’è tutto, non manca niente e si è contenti, senza divisione senza nemici, senza conflitti . Non solo, ma uomini e animali convivono, il cielo stellato, non offuscato da inquinamento luminoso, brilla sopra una terra fertile dal fresco, umido profumo di muschio.
Una terra ancora fertile che ancora respira perché non soffocata dal cemento: un suggerimento di ambientalismo. Anche questo primordiale, rassicurante rapporto con la terra che ritroviamo nel profumo di muschio, abeti, agrumi, ci dà quella strana sensazioni di un ritorno, non più alienati e nervosi ma giunti all’approdo, a quella quiete del cuore che ci fa coincidere col senso vero della vita.
E dico “senso” perché “senso” in questo contesto è più di “significato”. Infatti sentirsi non solo davanti al Presepe, ma Presepe noi stessi, appaga tutti i nostri sensi oltre che la mente e il cuore. Il benessere di sentirsi tutti insieme in pace col mondo è troppo bello! È questa la proposte che ci viene dal Presepe, è questo che voleva San Francesco quando ricostruì per la prima volta la nascita di Gesù.

Marco Polo trascrisse nel suo libro una stupenda leggenda dei Magi dove si narra che Gasparre, Melchiorre e Baldassarre entrarono uno alla volta nella grotta per vedere il piccolo Gesù, ma ogni volta non videro un neonato bensì loro stessi. Solo quando entrarono tutti insieme Dio si rivelò in forma di Bambino Gesù. Come a dire che la Verità (e tutti i valori che la compongono e che ne derivano) è possibile solo in un insieme. Inconsapevolmente, ma con la prontezza intuitiva che posseggono, i napoletani mettono chiunque nei loro Presepe. Io non ero d’accordo, non capivo. Ora so che è un auspicio, una prova reale di fraternità mondiale.
Allora perché vogliamo separare il mondo in blocchi? Creare nemici? Dividerci in classi sociali? Perché non cercare l’unione come primo valore, come scopo di tutto? Forse solo quando saremo tutti uniti fra noi, fra noi e gli animali, fra noi, gli animali e la terra risolveremo tutti problemi economici, sociali e politici e ambientali e sapremo finalmente cosa vuol dire vivere nel benessere vero e qual’é il senso della vita che coincide con quello del Presepe. Utopia per anime belle? Può darsi, ma intanto facciamo di quest’idea una cometa da seguire e vediamo se, poco alla volta, ci porterà proprio fin lì.
Bruna Milani

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3 Commenti

  1. E’ giusta cosa, davanti alla poca sensibilità che molta gente dimostra in questo magico periodo, rimarcare i veri valori che la nascita di Cristo ha significato. Fede e tradizione popolare si uniscono nella rappresentazione del presepe e dimostrano che l’uomo ha, nel fondo del suo cuore, il senso della ricerca per un mondo bisognoso di pace.
    Grazie Bruna per le belle parole ci hai donato.
    Buon Natale a Tutti

  2. Come i Poeti nell inchiostro fissano le loro emozioni, così i Presepisti con le loro mani danno Vita a creazioni uniche.
    La magia del Presepe è nel catturare l attenzione del visitatore ed invitarlo a fermarsi per osservare i dettagli.
    Oggi viviamo in un mondo che ha dimenticato l’importanza di potersi fermare per riflettere.
    Spero che il Natale possa riportare nelle persone il saper apprezzare i momenti.
    Buon Natale a tutti

  3. Ho apprezzato molto questo articolo di Bruna Milani e l’ho condiviso con la mia amica Patrizia Comastri che commenta così: “L’articolo di B.Milani è proprio bello!!! Un’emozione speciale deriva dalla profondissima semplicità delle sue osservazioni. Incredibile la sua capacità di quasi sorvolare sull’aspetto più strettamente religioso del Presepe al punto di poter essere tranquillamente letta e condivisa anche da non credenti. Bruna sempre vera Artista. Artista è chi sa in primis cogliere, indi esprimere ciò che tutti noi abbiamo sotto gli occhi e… o nemmeno cogliamo, o cogliamo senza soffermarci anche perchè tendiamo a dare tutto per scontato (da ciò fra l’altro perlopiù la nostra infelicità che invece si tramuta in sensazione di intima, gioiosa purificazione ad opera appunto dell’Artista vero, cioè colui o colei che mette in vibrazione le corde della nostra Anima).

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