Un appuntamento da non perdere, dedicato agli arazzi e ai segreti del restauro tessile, va in scena domenica prossima 15 dicembre alle ore 15.30 alla Galleria Alberoni.
Si tratta di Laboratorio aperto. I segreti del filo. Come nasce un arazzo e come lo si restaura: incontro, conversazione al telaio, laboratorio con simulazioni, prove dal vivo e dimostrazioni pratiche, a cura della restauratrice di arazzi Tiziana Benzi, che sarà a disposizione del pubblico per svelare i segreti delle antiche tecniche di tessitura, le affascinanti procedure di tintura dei filati e per presentare agli intervenuti tutte le procedure e le tecniche che ci permettono oggi di “curare” un arazzo, salvandone e recuperandone la sua originaria bellezza.
La partecipazione all’incontro è gratuita. È consigliata la prenotazione ai seguenti contatti (info@collegioalberoni.it – 3494575709); si accede infatti fino a esaurimento dei posti disponibili. L’incontro – laboratorio avrà la durata di un’ora e trenta minuti circa.
L’iniziativa è promossa da Opera Pia Alberoni, con il contributo di Regione Emilia Romagna, nell’ambito della convenzione triennale sottoscritta dai suddetti Enti per l’ampliamento dell’organizzazione museale.
Laboratorio aperto. I segreti del filo e del restauro
Si tratta di un evento speciale che permetterà al pubblico di immergersi attivamente dentro l’esperienza del restauro dell’arte tessile, della quale Piacenza vanta una collezione straordinaria come quella degli arazzi del Cardinale Alberoni.
In una delle sale mostre della Galleria Alberoni sarà ricostruito e allestito un laboratorio di restauro: un arazzo, tessuti didattici, il telaio, il tavolo a mattonelle, aghi e filati, aspiratori, microscopi, attrezzature minute per la tintura, polveri naturali e sintetiche che, insieme ad altri, costituiscono gli arnesi del mestiere del restauratore. E nel laboratorio aperto ci sarà Tiziana Benzi, ad accompagnare i visitatori alla scoperta di tutte le fasi di un intervento di restauro che permettono di salvare la bellezza di grandi capolavori dell’arte tessile. Il pubblico potrà anche sperimentare qualche operazione, ovviamente su tessuti didattici, per comprenderne meglio l’efficacia e la complessità.
Un’occasione davvero unica per incontrare, conversare con una delle più esperte restauratrici italiane di arazzi e per applicarsi, sotto la sua supervisione, in complesse procedure di risanamento dell’arte tessile.
Tiziana Benzi è oggi impegnata nel restauro del settimo arazzo della collezione del Collegio Alberoni, intervento di restauro che si concluderà nel 2026 e gode del contributo della Regione Emilia-Romagna.
Nel suo importante curriculum vanta una lunga collaborazione con il Palazzo del Quirinale e con altre prestigiose Istituzioni quali Venaria Reale, Accademia di Francia, Museo egizio di Torino, Vittoriale degli italiani, Duomo di Cremona, Palazzo Ducale di Mantova, Ambasciata di Malta (Roma), Ambasciata di Francia (Roma) e molte altre ancora.
Dall’arte tessile alla musica. Il concerto della Banda Ponchielli
Particolarmente ricco il pomeriggio culturale offerto dalla Galleria Alberoni che permetterà al pubblico di passare dall’arte tessile a quella musicale e da quest’ultima all’arte della solidarietà.
Domenica 15 dicembre alle ore 18 si terrà infatti, nella Sala degli Arazzi, il concerto del Corpo Bandistico Amilcare Ponchielli, con ingresso a offerta a sostegno dell’Associazione Mondo Aperto, attiva a Piacenza dal 2002 e impegnata a stimolare un proficuo dialogo tra le diverse culture, volto ad arricchire lo scambio e il reciproco rispetto in una convivenza rispettosa dei valori della democrazia, della solidarietà e della pace.
(Si potrà accedere in Sala, fino a esaurimento dei posti disponibili).

I segreti del filo. Si replica domenica 22 dicembre
L’iniziativa Laboratorio aperto. I segreti del filo sarà replicata alla Galleria Alberoni, sempre con Tiziana Benzi, domenica 22 dicembre, alle ore 15.30.
La partecipazione all’incontro sarà anche in questo caso gratuita; è consigliata la prenotazione ai seguenti contatti (info@collegioalberoni.it – 3494575709). Si accederà infatti fino a esaurimento dei posti disponibili.

Dentro il laboratorio di restauro
Alla scoperta dell’arte tessile e della sua conservazione.
Un viaggio tra storia e tecnica
Come afferma la restauratrice Tiziana Benzi: ogni restauro è un dialogo tra passato e presente, nel quale la maestria artigianale, la capacità dell’artista si unisce alla scienza e alla tecnica moderna per salvaguardare la bellezza e il valore di preziosi manufatti e dei racconti che raffigurano.
L’arte del restauro degli arazzi: un viaggio attraverso storia e tecnica
Il restauro di un arazzo inizia con la conoscenza della sua origine: ogni arazzo è un’opera tessuta a mano, nata da un cartone dipinto e realizzata su telai storici, attraverso i quali l’abilità del maestro tessitore intrecciava fili di lana e seta, a volte arricchiti da metalli preziosi. Questo straordinario processo ha prodotto capolavori che oggi richiedono interventi per preservarli.

Il restauro prosegue con un’analisi accurata: lo studio storico-artistico e un’indagine diagnostica per identificare materiali, tecniche e degrado. Successivamente, l’arazzo viene rimosso dalla sua sede, e, dopo il distacco degli elementi incongrui come rammendi e toppe, viene preparato per essere pulito, spesso tramite aspirazione controllata, eliminando polvere e particelle senza danneggiare l’armatura.
Se necessario, le grandi opere possono essere sottoposte a lavaggio ad acqua, eseguito in grandi vasche appositamente progettate, per rimuovere lo sporco intrinseco, senza compromettere i materiali originali.
Le fasi successive prevedono il consolidamento dell’armatura tessile: si fermano eventuali lacune e si reintegra, ove necessario, la mancanza di trama ed ordito, utilizzando filati compatibili. Ogni intervento è reversibile, garantendo che l’arazzo possa “raccontare” la sua storia anche nel futuro.
Il lavoro si conclude con il montaggio su supporti sicuri, che distribuiscono uniformemente il peso e proteggono la struttura tessile. Infine, viene creato un piano di manutenzione per assicurare la conservazione a lungo termine.
Tiziana Benzi, restauratrice degli arazzi del Collegio Alberoni e delle principali collezioni italiane
Tiziana Benzi, profonda conoscitrice della collezione di arazzi alberoniani, ha già realizzato il restauro di alcuni pezzi della collezione del cardinale Alberoni. È ora impegnata nel restauro di un ulteriore arazzo della serie di Alessandro Magno, della collezione del cardinale Alberoni, il settimo che, con il contributo della Regione Emilia-Romagna, sarà recuperato entro il 2026.
Nel suo importante curriculum vanta una lunga collaborazione con il Palazzo del Quirinale e con altre prestigiose Istituzioni quali Venaria Reale, Accademia di Francia, Museo egizio di Torino, Vittoriale degli italiani, Duomo di Cremona, Palazzo Ducale di Mantova, Ambasciata di Malta (Roma), Ambasciata di Francia (Roma) e molte altre ancora.
Gli arazzi del Cardinale Alberoni
Sono diciotto i superbi capolavori, suddivisi in tre serie diverse, che costituiscono la collezione di arazzi del cardinale Giulio Alberoni, in assoluto una delle più importanti raccolte italiane. Si tratta degli otto pezzi della Serie di Enea e Didone, tessuti dall’arazziere Michel Wauters di Anversa intorno al 1670 su cartoni di Giovan Francesco Romanelli, il maggiore allievo di Pietro da Cortona, gli otto pezzi della Serie di Alessandro Magno, tessuti da un ignoto arazziere fiammingo attivo a Bruxelles nella seconda metà del Seicento (forse Jan Leyniers) su probabili cartoni di Jacob Jordaens, uno dei più importanti seguaci di Rubens; e infine i due arazzi più antichi, quelli della cosiddetta Serie di Priamo.
Colto e attento conoscitore dell’arte del suo tempo Giulio Alberoni, per quanto riguarda l’arte tessile, prediligeva i capolavori antichi.
Dei diciotto straordinari pezzi istoriati nessuno è infatti a lui contemporaneo.
Gli otto arazzi della serie di Alessandro Magno narrano episodi tratti quasi sicuramente dal De rebus gestis Alexandri Magni di Quinto Curzio Rufo:
[1] Alessandro si avvia a cavallo verso una spedizione militare; [2] Alessandro nella sua tenda riceve la moglie di Spitamene che gli porta la testa del marito; [3] Alessandro nel furore della battaglia; [4] Alessandro vincitore ossequiato dai vinti; [5] Alessandro in una foresta uccide un leone; [6] Una giovane donna (Rossane?), accompagnata dal figlioletto, si inginocchia davanti ad Alessandro; [7] Alessandro, caduto nel fiume Cidno, viene salvato dai suoi; [8] Alessandro, sceso da cavallo, accoglie la delegazione di un popolo vinto.



