Non dovrebbe sfuggire, come invece spesso accade, che l’impegno a difendere il poco verde che rimane, specie gli alberi ad alto fusto, non è la posa di velleitari contestatori “a prescindere” né una battaglia per la sola estetica. Nemmeno è soltanto la difesa dell’interesse di pochi abitanti.
È invece l’assunzione attiva di responsabilità e solidarietà a favore di un benessere comune indispensabile alla salute di tutti. Di TUTTI, quindi anche dei politici come pure di chi non si fa carico del problema e anche a favore di chi non sa vederlo nella sua interezza con tutte le sue implicazioni e conseguenze. C’è un aspetto positivo in ogni mobilitazione di cittadini che il vero polltico illuminato sa cogliere al volo. È infatti l’occasione di conoscere la loro maturità civica della quale gli amministratori dovrebbero essere orgogliosi, sulla quale dovrebbero puntare e con la quale dovrebbero cercare la soluzione più giusta e condivisa.
È questa la speranza che scaturisce dall’incontro fra cittadini ed esponenti del Comune che si è tenuto di recente in via Amaldi per discutere dei Tigli a rischio di abbattimento.
Il vicesindaco Matteo Bongiorni e l’assessore all’Ambiente Serena Groppelli hanno illustrato ai presenti il loro programma di “rigenerazione urbana” che, a quanto è sembrato capire, consisterebbe nell’abbattimento di molti alberi ad alto fusto per eventualmente sostituirli con alberelli di altre essenze che impiegherebbero decenni (se non muoiono prima) per dare lo stesso salutare beneficio che danno oggi i circa diecimila Tigli presenti in città: ossigeno, pulizia dell’aria, ombra, frescura, profumo. Perché allora eliminare il tesoro verde che già ci regala bellezza e salute? Gli amministratori pubblici hanno detto: perché le loro radici rovinano l’asfalto dei marciapiedi e chi cade protesta e chiede i danni, perché sono un ostacolo alle carrozzine, perché le potature costano, perché sono vecchi… Hanno detto di aver incaricato tre agronomi per avere indicazioni.
Qual’è il vero scopo dell’incarico?
Cercare alberelli per sostituire i Tigli o invece, come i cittadini vorrebbero, lo scopo dato agli esperti è salvare il maggior numero possibile di alberi? È stato detto che in via Amaldi si vorrebbe fare un esperimento, ma se il suo risultato fosse non solo negativo ma irreversibile ? È ovvio che anche il verde, come altre scelte, possa dare qualche inconveniente, ma è importantissimo avere l’approccio giusto a partire dallo scopo condiviso e dal metodo più esatto. È il metodo che fa la differenza fra il solito modo di lavorare e uno diverso, innovativo, partecipato, che si avvale del confronto con città che hanno trovato soluzioni esemplari.
Togliere alberi per far ad esempio piste ciclabili è una follia. Col caldo che ogni anno aumenta nessuno potrebbe percorrerle sotto il sole cocente. Per quanto riguarda i “soggetti fragili” per poter uscire in carrozzina prima devono esistere e per esistere devono respirare, aria buona se possibile, aria che gli alberi migliorano. Piacenza è una delle città più inquinate d’Europa pertanto non possiamo permetterci di eliminare nemmeno un solo albero.
A proposito, quali provvedimenti intende prendere il Comune per il filare d’alberi ad alto fusto eliminato sul confine della Vittorino?
Il verde è ormai un lusso che sta diventando privilegio di pochi.
Le abitazioni che s’affacciano sul verde varranno sempre di più, senza verde cala il loro valore commerciale.
Una città ricca di verde è più bella, più sana, turisticamente più appetibile. Certo dev’essere anche sicura ma sotto tutti gli aspetti e su tutti i marciapiedi anche dove non ci sono radici ma esistono buche, crepe, rattoppi fatti a gobbe che fanno inciampare e sobbalzare le carrozzine.
I piacentini vogliono tenerseli cari i loro pochi preziosissimi alberi.
Una città va progettata insieme ai suoi cittadini che la vivono e che non devono essere tenuti all’oscuro degli interventi per trovarsi poi davanti al fatto compiuto.
Per questo si spera nel prossimo incontro previsto fra un mese, perché in questo tempo l’amministrazione comunale può riflettere sulle proposte dei cittadini e verificare le soluzioni ipotizzate: aiuola per i Tigli di via Amaldi, calcestruzzo drenante, sollevamento dei marciapiedi problematici come già fatto in altre città.
Democrazia e civiltà significano anche incontrarsi e confrontarsi, collaborare, non offendersi per le idee diverse, non viverle come un affronto, ma come esercizio di libertà di parola, pronti a imparare quello che non si sapeva, a documentarsi, a lavorare insieme per il bene di tutti.
Bruna Milani




Come non essere d’accordo con te cara Bruna. Evidentemente sensibilità e politica non vanno insieme!
Grazie cara Bruna,sei sempre presente.Apprezzo moltissimo il tuo impegno e la tua vicinanza,chissà che davvero si potrà sslvare l’esistenza degli alberi di via Amaldi ,di via Boselli e che il modello che il vicesindaco porta per la riqualificazione ambientale si rivesta dei pensieri dei suoi cittadini che vogliono soluzioni diverse.
Per fortuna abbiamo persone sensibili come te che ci rendono migliori coi loro pensieri
Viviamo in una delle città più inquinate d’Italia, dovremmo avere viali e parchi ricchi di verde e di alberi ad alto fusto per abbattere questo smog e invece cosa facciamo? Tagliamo quei pochi alberi che ci sono per poi, se va bene, piantarne dei nuovi molto giovani, metà dei quali moriranno per trascuratezza.
L’uomo si considera il padrone del creato e come tale distrugge ciò che lo ostacola, vedesi l’abbattimento delle piante avvenuto in Piazza Cittadella
Quegli alberi esistevano da decenni, il progetto di un parcheggio avrebbe dovuto tenere conto della loro presenza, e non eliminarli perché considerati un ostacolo.
Ma chi si crede di essere l’essere umano?
Dimentica spesso che i vegetali sono esseri viventi e come tali debbono essere rispettati. L’uomo non è PADRONE del creato bensì è solo il CUSTODE , di conseguenza dovrebbe prendersi cura e rispettare tutti gli esseri viventi
Ma il profitto e il denaro vengono prima di tutto anche…della salute e della volontà dei cittadini.