Una moda, quella del social eating, che comincia a svilupparsi anche a Piacenza, anche se i piacentini si confermano cauti nei confronti delle novità, soprattutto a tavola.
Quanto alla diffusione effettiva, difficile tracciare una mappa precisa, almeno per ora.
Come funziona. Cuochi non professionisti (nella maggior parte dei casi, però, con esperienze nel settore della ristorazione) organizzano cene a casa propria. Prestazioni saltuarie, con appuntamenti annunciati sui social e con l’idea di unire persone diverse, che non si conoscono, alla stessa tavola.
E’ quello che si propone anche Flavia Ruggeri , anima (appunto) di SoulKitchen, home restaurant tra i primi nati a Piacenza. Incuriosita dalle foto di piatti e spezie orientali che si trovano sulla pagina Fb, e dalla presentazione del progetto “Una cuoca con le radici in Sicilia e l’anima in Asia, una casa nel cuore di Piacenza, otto persone a tavola per una serata speciale”, le chiedo di incontrarla.
Eccomi a casa sua, in centro città, con vista sui tetti della vecchia Piacenza. Flavia ha origini siciliane, ma ha vissuto a Milano, prima di arrivare a Piacenza (e a Bobbio). Del sud conserva i colori, i modi accoglienti, ma soprattutto le ricette a base di pesce e verdure. Le tante spezie, usate ad hoc, arrivano da viaggi e amicizie in Asia.
Sulla sua tavola anche buon vino, musica(soul, ovviamente) e cura dei dettagli. Flavia ci racconta come é nata questa idea: un progetto nuovo, per il quale ci vuole coraggio e tanta passione. Le cene a SoulKitchen di solito si svolgono il giovedì (con cadenza più o meno mensile)e uniscono persone che spesso non si conoscono. Insieme nel segno della tanto gettonata condivisione, assaporando cibi particolari, per un’esperienza al di fuori della routine.
Non ha paura di far entrare persone che non conosce in casa sua? No,perché non é mai sola, e perché comunque fino ad ora ha avuto solo esperienze positive.
Menù e date su Fb alla pagina di SoulKitchen. Il prezzo, indicato sulla pagina fb è di 40 € a persona e comprende...”oltre all’aperitivo di benvenuto, 4 bottiglie di vino per otto persone,una bottiglia di Prosecco con il dessert, e -a scelta tra rum,grappa,passito – a fine cena.Vi ricordiamo-precisa la presentazione- che Soul*Kitchen non è un ristorante ma è dedicato agli appassionati del Social Eating”.
Forse una risposta a chi lamenta una regolamentazione ancora poco stringente e chiara per un fenomeno che, alla stregua del carsharing e del Cohouse, si sta sviluppando sempre di più. Il must, insomma, resta la condivisione non solo virtuale, per abbattere i costi e per provare nuove esperienze.



