Una foresta di donne per Giorgio Rastelli e sua figlia, Silvia Rastelli, in mostra alla XIII° Florence Biennale, dal 23 al 31 ottobre alla Fortezza da Basso di Firenze. Al centro della kermesse contemporanea di arte e design, l’universo femminile rappresentato da artisti diversi. Tra loro anche i piacentini Giorgio (origini milanesi) e Silvia Rastelli.

Dalla loro installazione emerge lo sguardo di due generazioni diverse, con visioni complementari della donna. Una leggiadra ballerina in legno, senza volto e in costante equilibrio per Giorgio e stele con tratti a matita ed elementi simbolici come l’ulivo, il melograno, l’albero della Tentazione e un uccello, scelti da Silvia. La molteplicità per Giorgio e l’identità per Silvia e, in entrambi, le tante possibilità di riconoscersi e identificarsi. Un altro tassello della storia professionale di due artisti uniti da un legame familiare importante e indissolubile, ma allo stesso tempo indipendenti e autonomi nella loro espressività. “Qualcuno pensa che abbiamo lo studio insieme e chiede a me notizie delle opere di mio padre. In realtà siamo due artisti indipendenti- ci ha detto Silvia- e con un’identità ben precisa”

Essere figli di un artista non delinea un percorso obbligato, come spesso erroneamente si pensa. Significa, certo, avere un modello stimolante, ma non per forza da emulare o superare. Giorgio Rastelli e Silvia Rastelli ne sono un esempio

Giorgio Rastelli continua a stupire e ad emozionare con le sue opere, riconoscibili ma allo stesso tempo sempre nuove, e Silvia Rastelli (artista da quasi 20 anni) ha raggiunto un suo stile, del tutto personale e convincente, affascinante e decisamente smarcato da quello del padre. L’esperienza di Firenze ha confermato la loro affinità, la capacità di lavorare anche insieme e soprattutto l’alta qualità della loro proposta.
“Un’edizione speciale della rassegna- ha rimarcato Silvia- a differenza di altre volte, l’occasione per un confronto bellissimo con altri artisti. Uno stare insieme che ha generato uno scambio proficuo, destinato a svilupparsi anche oltre i giorni della mostra. E anche la condivisione con mio padre, é stata opportunità per un dialogo non scontato e davvero intenso” Le foto che vediamo, infatti raccontano un clima speciale, quello di un evento ancora soggetto a limitazioni anti-Covid ma con tanta voglia di far tornare l’arte protagonista e in presenza; immagini degli allestimenti, di ufficialità ma anche di un backstage divertente, vissuto pienamente e con energia positiva. Con Silvia e Giorgio Rastelli, negli scatti che seguono, alcuni dei protagonisti della kermesse: l’artista Andrea Felice, l’artista Laura Zeni, l’artista giapponese Mari Terauchi, il presidente di Luxury Brand Agent Alessandro Casarin e la figlia Aurora Maria Casarin…

13a Florence Biennale. Feminine Eternal Change
La 13ª Florence Biennale ospita, al Padiglione Cavaniglia dal 23 al 31 ottobre 2021, lo special concept curato da Fortunato D’Amico, dal titolo Eternal Feminine Eternal Change, è un’esposizione collettiva costituita esclusivamente da installazioni, realizzate da 60 artisti selezionati dal curatore in chiave interdisciplinare e multiculturale.
Il Femminino è stato inteso come concetto trasversale, interpretato per dare volto a indagini artistiche sensibili alle tematiche sociali, ambientali, economiche, esplorato da punti di vista differenti, rilevati nel largo panorama espressivo delle arti. Le proposte elaborate da performer, fotografi, pittori, scultori, architetti, designer, musicisti, poeti, video maker, sono state selezionate dal curatore al fine di sollecitare sul pubblico riflessioni urgenti sulla condizione contemporanea della Grande Madre, un pianeta Terra collassato sotto la pressione dell’inquinamento e della cattiva gestione delle risorse, oltre che di una democrazia decadente, in un’epoca caratterizzata da economie ed epidemie globalizzate. Tra le proposte presentate dagli artisti emergono le problematiche legate all’universo femminile alle soglie del terzo millennio, comprese quelle delle differenze culturali e di genere e alla questione LGBTQ+
Il Padiglione Cavaniglia si propone quest’anno come un grande laboratorio, attivo per pratiche militanti di cambiamenti responsabili e sostenibili, che il mondo dell’arte contemporanea deve necessariamente considerare, non solo da un punto di vista Estetico ma anche Etico.
FORTUNATO D’AMICO
Gli artisti presenti alla 13a Florence Biennale, esposti nel Padiglione Cavaniglia, sono:
Artiglieria – Change for Planet; Yuval Avital; Stefano Benedetti e Carlo Busetti; Marco Bertìn; Claudia Cantoni; Silvia Capiluppi – LenzuoliSOSpesi; Maria Cristina Carlini; Max Casacci; Giulio Ceppi; Andrea Cereda; Sara Conforti; Paola Crema; Mario De Leo; Chiara Del Sordo; Massimo Facchinetti; Valentina Facchinetti; Roberto Fallani; Andrea Felice; Manuel Felisi; Anna Ferrari e Piero Cademartori; Elia Festa; Enzo Fiore; Martina Fontana; Duilio Forte; Patrizia Benedetta Fratus; Marcella Gabbiani; Loredana Galante; Piero Gilardi; Rossella Gilli; Giuse Iannello; Pina Inferrera; Lorenzo Lucatelli; Maria Elisabetta Marelli; Max Marra; Marica Moro; Fabio Novembre; Fiammetta Parola e Ermanno Ivone; Daniela Pellegrini; Ercole Pignatelli, Giuliano Sangiorgi e Laura Zeni; Michelangelo Pistoletto e Angelo Savarese; Cristina Pistoletto; Giuseppe Portella; Sonja Quarone e Pablo Stomeo; Alfredo Rapetti Mogol “Cheope”; Giorgio Rastelli e Silvia Rastelli; Paola Risoli; Paola Rizzi; Maria Francesca Rodi – Collettivo Artistico “iL NODO LaChicca&LeSciure”; Massimo Roj; Giovanni Ronzoni; Pierangelo Russo; Ludovica Sitajolo; Mari Terauchi; Oliveiro Toscani; Barbara Uccelli; Emmanuele Villani; Fiamma Zagara.










