“Non ci si improvvisa capitale della cultura” Lo dice Alberto Esse e soprattutto lo scrive. Ecco il contenuto del volantino distribuito ai partecipanti all’Assemblea su Piacenza capitale della cultura tenutasi oggi 09/09/2017 presso l’Auditorium della Fondazione:
Piacenza capitale della cultura 2020: una bella pensata, ma nella pratica…
Nella pratica è solo una proposta demagogica perché chiunque abbia una qualche nozione di cultura ed arte sa benissimo che Piacenza NON HA NESSUNA POSSIBILITA’ di spuntarla per la semplice ragione che allo stato dei fatti NON è una capitale della cultura.
PERCHE’ non ci si inventa, dall’oggi al domani, capitale della cultura con qualche uscita estemporanea ma lo si diventa con un lungo percorso di attività e di esperienza in questo campo che Piacenza non ha provenendo da decenni di disattenzione al settore di immobilismo e di ristagno da parte delle amministrazioni
PERCHE’ non basta il patrimonio monumentale ed intellettuale, che Piacenza in effetti ha, ma occorre una visione ed un programma oggi non esistenti.
PERCHE’ per diventare capitale della cultura bisogna sapere di che cultura si parla, per es.se si vuole essere la capitale della cultura della paura, del razzismo, della xenofobia o la capitale dell’apertura mentale e dell’accoglienza.
Soprattutto se si vuole essere la capitale della cultura come fattore di crescita umana e sociale come prevede la nostra costituzione o la capitale della cultura come motore del marketing, del commercio e del turismo.
Il fatto che nel processo attuale di candidatura siano stati fino ad ora , in modo assolutamente bipartisan, privilegiati i soggetti economici rispetto agli operatori culturali e artistici, il fatto che non uno dei gruppi di lavoro sia dedicato appunto alla cultura come promozione umana e sociale è chiarificante sulla concezione che muove e che ha mosso l’attuale amministrazione comunale e le precedenti.
Per questo, al di là delle buone intenzioni e della buona fede di alcuni attori questa candidatura è oggettivamente fumo negli occhi dei cittadini con cui i Partiti in modo bipartisan e consociativo vogliono nascondere il loro sostanziale disinteresse nei confronti della Cultura e dell’Arte.
Il laboratorio di Alberto Esse
membro della Consulta della Cultura e dell’Album comunale della Associazioni
Piacenza 9 settembre 2017



