Una lettera aperta, quella di Lucia Pollini, piacentina, assistente odontoiatrica, che non vuole sollevare polemiche sterili, in un momento già complicato, ma solo accendere i riflettori su una delle tante categorie professionali a rischio, a causa dell’emergenza Coronavirus.
Eroi in trincea, senza sufficienti tutele (almeno non sempre), ce ne sono tanti. E non tutti hanno la ribalta e l’attenzione dei media, o la giusta considerazione da parte delle istituzioni. Una voce tra le tante, quella di Lucia, che spero possa stimolare almeno una riflessione e magari, qualche intervento concreto. I tempi per cambiare le nostre abitudini sono maturi, manca poco alla riapertura. E sarà proprio dopo il lock down che avremo bisogno delle misure di tutela per tutti. Chi torna a lavorare, deve farlo senza rischi. Passione e professionalità, come quelle di Lucia, non bastano a garantire il massimo della sicurezza per sé stessi e per gli altri.
Mirella Molinari
Cara Mirella, sono un’assistente odontoiatrica a cui il proprio lavoro piace moltissimo. Le scrivo per accendere un riflettore sulla mia categoria lavorativa, di cui né stampa né televisione si sono occupati. Nessuno e sottolineo nessuno ha mai parlato dell’alto rischio quotidiano a cui ogni assistente odontoiatra è esposta. Lavoriamo a pochi centimetri dalla bocca dei pazienti, durante le operazioni le particelle di saliva e sangue rimangono nell’aria, ma comunque noi siamo vicini ai pazienti, rassicuriamo i bambini e ascoltiamo gli anziani, cosa che ci arricchisce molto sia personalmente che professionalmente. Possibile che nessuno si sia ricordato che esistiamo anche noi? Noi che veniamo equiparate per contratto alle segretarie degli studi professionali, noi che non abbiamo indennità di rischio, noi che siamo esposti al contagio di malattie con la puntura di strumenti infetti. Attraverso questa lettera vorrei porre un quesito ai nostri datori di lavoro, ai sindacati e al governo, perchè tutti si riempiono la bocca con frasi di elogio per la nostra efficenza, sottolineando che siamo indispensabili all’interno degli ambulatori odontoiatrici, ma al contempo nessuno si batte per noi, e nessuno ci riconosce un contratto di lavoro compensato equamente rispetto al rischio e all’impegno che ogni giorno mettiamo nel nostro lavoro. In questo momento così drammatico, non è mio intendo sollevare polemiche sterili, ma semplicemente ricordare che anche noi esistiamo.
Lucia Pollini



