HomeAttualitàEMERGENZA CORONAVIRUS. INTERVISTA ALLA DOTTORESSA SOPHIE OTT

EMERGENZA CORONAVIRUS. INTERVISTA ALLA DOTTORESSA SOPHIE OTT

Restare in salute al tempo del Coronavirus, tutelare il proprio benessere psico-fisico con una serie di azioni consapevoli orientate verso uno stile di vita rispettoso degli altri e della natura. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Sophie Ott, medico di origine francese (https://www.sophieott.it/), in Italia dal 2003, da anni impegnata sul fronte della salute globale, frutto di integrazione tra la medicina convenzionale, le medicine complementari e lo sviluppo del potenziale umano. Dopo aver esplorato diverse terapie non convenzionali e applicato i principi della Medicina Cinese, della Biopsicogenealogia, della Biokinesiologia®, delle Biocostellazioni® e di altre terapie complementari, dal 2009 la dott. Ott propone seminari e laboratori per aiutare sempre più persone a guadagnare autonomia nel salvaguardare e ripristinare la propria salute.

Con lei parliamo dunque di salute in generale, non offriamo rimedi miracolosi contro il Coronavirus, ma, semmai, riprendiamo principi applicabili in qualsiasi momento della nostra vita. Scelte di buon senso, che hanno un fondamento scientifico e un’evidenza confermata da più parti. Un messaggio di speranza e amore che oggi può aiutare tanti ad affrontare con maggior serenità questa difficile fase della vita dell’umanità.

Dott. Sophie Ott, come sta vivendo questo periodo di emergenza? Come medico si sente coinvolta e spinta a dare in qualche modo il suo contributo?

Sono ovviamente dispiaciuta per i professionisti sanitari, i pazienti e i loro famigliari che stanno attraversando questo momento difficile. Sono anche dispiaciuta per tutte le persone sane a cui benessere e libertà sono limitati.Mi sento coinvolta come persona e ovviamente anche come medico.
Sono grata di avere conoscenze e strumenti imparati e applicati negli ultimi 30 anni che mi aiutano ad attraversare questo momento un giorno alla volta, cercando di rimanere centrata e scegliendo con attenzione il mio nutrimento, non solo fisico, e le azioni utili da compiere a sostegno delle persone in difficoltà.

Sappiamo che non è virologa e che quindi preferisce non entrare nel merito scientifico della pandemia da Coronavirus. Però anche in questo caso, analizzando quanto sta accadendo in generale, si può parlare del concetto di prevenzione e di salute, temi sui quali lei lavora spesso con medicine anche non convenzionali, quindi complementari.

In 25 anni di attività professionale, mi sono adoperata per un ripristino dell’autonomia delle persone in termine di salute, indirizzando gli insegnamenti e le mie comunicazioni a tutela e a sviluppo del proprio potenziale di salute e di auto-guarigione, con la proposta di un cambio di paradigma.
La conoscenza rende liberi. Per me oggi sono la non conoscenza e la dipendenza da un’autorità in cui non si ha completa fiducia che mandano le persone nel panico.

La conoscenza di sé, i concetti e strumenti di auto-aiuto (self care) che ho scelto di condividere sono fondamenti per una salute a 360 gradi non solo fisica, ma anche emotiva, mentale, relazionale e spirituale. Sono adatti a qualunque situazione esterna, quella attuale inclusa. La situazione attuale, avendo la particolarità di non essere solo individuale ma collettiva, richiede eventualmente d’intensificare la messa in pratica di questi strumenti.

Questa situazione ci mette davanti al fatto che spesso non abbiamo potere sugli eventi. Dal momento in cui l’evento si è verificato, l’unico potere che ci rimane è scegliere il modo in cui lo viviamo.

Ciò condizionerà le nostre emozioni, le nostre azioni e i nostri risultati.

Ogni persona può scegliere se alimentare paura, rabbia, giudizio e separazione oppure amore, integrazione, collaborazione e unità. Questa scelta condiziona il presente e il futuro.

Mi piacerebbe molto che ognuno fosse consapevole del potere e dunque del contributo che può dare nel proprio piccolo, ogni volta che sceglie la via dell’amore, per la creazione di un presente e di un futuro pieni di salute, gioia e serenità.

A questo proposito, faccio riferimento all’ultimo articolo pubblicato nel suo blog https://www.sophieott.it/ un intervento in cui parla di pace e del” mantenimento o il ripristino della salute come un combattimento”. Ci spieghi qualcosa di più

Ho scritto questo articolo mesi fa ed è il frutto di riflessioni maturate in questi anni. Nel mio percorso professionale ho avuto il privilegio di accompagnare, oltre ai pazienti e ai loro famigliari confrontati con la malattia, anche i professionisti sanitari, insegnando loro competenze relazionali, di comunicazione e di gestione emotiva. Ho incontrato un tale disagio in tutti che ho voluto indagare la radice di questo disagio. L’ho trovata nel paradigma di guerra che ha invaso tanti aspetti della nostra vita, incluso l’approccio alla malattia.

La situazione attuale è il risultato di anni di cultura guerresca. Cultura che ha fatto abbracciare le ipotesi di Pasteur a favore di un “microbo-nemico” e tralasciare le ipotesi di Bernard che poneva l’attenzione sull’importanza del “terreno” della persona più che sull’agente esterno. La situazione di oggi lo dimostra: il pericolo non viene dall’essere portatore del virus bensì dal non sopportare la sua presenza.

Sono anni che osservo i mass media e i social network alimentare la rabbia, l’intolleranza, l’esclusione, la dualità, la confusione soffiando sul fuoco della paura, trasformando man mano il terreno di una gran parte della collettività. Il risultato ne è un terreno che oggi è indebolito e fertile al panico, alla frustrazione, alla carenza di discernimento e facilmente manipolabile.

Quando le scelte sono spinte dalla paura, andiamo spesso in reazione perdendo di vista l’obiettivo primario. Ci ritroviamo per esempio a combattere un nemico con mezzi che mettono a rischio la vita e il benessere di milioni di persone.

Vorrei portare l’attenzione sul rischio dello stabilire un obiettivo come “uccidere il nemico” e suggerire invece a ciascuno di concentrarsi sul desiderio di rinforzare la salute fisica, emotiva, relazionale e spirituale di ogni individuo e così dell’intera collettività.

Non rivalutare alcuni fondamenti della nostra cultura ci espone a vivere nel futuro altre situazioni identiche.

Penso che l’attenzione vada portata sul modo di aumentare la nostra capacità di integrare l’ignoto, di adattarsi ai cambiamenti, di sviluppare il nostro discernimento tra ciò che è vitale e ciò che è tossico o ancora di rinforzare la nostra sicurezza istintiva. A un livello più spirituale, siamo confrontati alla nostra impermanenza, cioè che tutto è transitorio, e per tanti è fonte d’insicurezza. Accettare l’impermanenza, oltre a rimetterci nel flusso della Vita, permette di vederne tutti i vantaggi. Grazie all’impermanenza tutto può cambiare in ogni momento, anche le situazioni più difficili.

Ciò che alcuni vivono come una guerra può esser letto come una grande opportunità di fermarsi, scendere dal nostro piedistallo, uscire dall’illusione di onnipotenza e dall’indifferenza arrogante al nostro ambiente. Un’opportunità di rimetterci al nostro posto di semplici esseri umani vulnerabili, ospiti del pianeta Terra insieme a tanti altri esseri viventi.

Le persone che di solito partecipano ai suoi laboratori o seminari, in questi giorni, le chiedono di aiutarle ad affrontare questa emergenza? Fanno riferimento in qualche modo al lavoro svolto con lei, anche se ovviamente non legato alla pandemia?

Le persone che hanno fatto un percorso di conoscenza e sviluppo personale con me hanno anche loro gli strumenti per vivere questo momento il più serenamente possibile. I feedback che ho sono buoni.

Comunico anche con le persone che hanno scelto di ricevere la mia newsletter. Tramite quella ribadisco conoscenze fondamentali utili.

Sentendo il desiderio di aiutare più persone, ho creato lo scorso novembre un nuovo sito internet con a disposizione delle risorse gratuite e un blog. Il mio obiettivo è che sia fonte di informazioni, riflessioni, punti di vista disponibili a chi ha voglia di ampliare lo sguardo. Io ho uno sguardo non convenzionale sulla salute e sulla malattia, perciò cerco di esporne i fondamenti nel modo più chiaro e semplice possibile affinché siano accessibili a tutti.

Per esempio, ecco alcune azioni semplici che possiamo fare oggi in situazione di confinamento, oltre a rispettare i decreti dell’Autorità:

  • Respirare e nutrire la nostra pace interiore: cercare il silenzio, dosare le informazioni che arrivano dall’esterno (televisione, social e radio) e fare qualche minuto di respirazione consapevole e rilassamento/meditazione ogni giorno;
  • Esplorare e sfruttare tutti i vantaggi che ogni situazione porta con sè. In questo caso, per esempio, a tante persone è regalato un dono prezioso che spesso manca: il tempo;
  • Esporsi alla luce del sole: chi ha giardini, balconi, finestre ne approfitti più che può. La vitamina D creata dall’esposizione al sole è indispensabile a una buona salute;
  • Fare del movimento: il movimento drena il fegato, filtro delle nostre emozioni;
  • Fare l’esercizio dei 100 grazie: Ogni sera e a qualunque momento della giornata, ringraziare per tutto quello che è stato positivo durante la giornata, senza dimenticare tutto quello che spesso consideriamo scontato: avere un tetto sulla testa, acqua corrente in casa, calda o fredda a scelta, avere degli affetti, tante cellule del nostro corpo che funzionano in modo meraviglioso. Ringraziare per la gentilezza delle persone con cui siamo stati in contatto, per il tempo, per le relazioni positive, ecc. L’ideale sarebbe di allenarsi fino ad essere capace di trovare 100 ragioni per ringraziare ogni giorno.
  • Mangiare sano ascoltando cosa chiede il corpo. Se è difficile sentire i messaggi dal corpo, orientare l’alimentazione verso cibi carichi di vita: verdure e frutta fresca di stagione, cereali integrali, legumi, frutta secca, semi, erbe aromatiche, spezie,…

Quali saranno i prossimi incontri che la vedranno protagonista? Compatibilmente con una graduale riapertura, immaginando che è difficile stabilire oggi un programma, ricordiamo gli argomenti dei suoi laboratori e le possibili date.

Con l’intento di partecipare alla creazione di un presente e un futuro pieno di salute, gioia e serenità, proseguo il mio lavoro un passo alla volta, adattandomi alle circostanze.

Per questo propongo una via di conoscenza, comprensione e riconciliazione con noi stessi, con il corpo, con gli altri e con la Vita stessa.

Vista la situazione attuale, programmo man mano incontri on line. Per esempio lunedì 6 aprile terrò un webinar gratuito alle ore 21.00 dal titolo “Gestire le emozioni e creare un futuro entusiasmante”.

Proseguono, con appuntamenti mensili,  gli incontri di “Un mondo di benessere” iniziati a settembre scorso e aperti a tutti . È l’opportunità di approfondire la conoscenza di sé e di migliorare l’espressione del proprio potenziale per portare salute, pace e rispetto nella propria vita.

Con l’obbligo al confinamento, l’incontro di Marzo sulla trasformazione dei conflitti è stato tenuto “online”.
Il 28 di Aprile l’argomento della serata sarà “Scegliere il proprio nutrimento: non solo cibo”.
Il 26 di Maggio, nell’ultima serata del percorso, vedremo invece come “Migliorare il futuro con l’Amoros e un buon addormentamento”.

Come si può vedere, sono temi di grande attualità.
Perché conoscersi è sempre un tema di attualità.

A chi vuole maggiori informazioni consiglio di visitare il mio sito www.sophieott.it o di scrivere all’’indirizzo info@sophieott.it

Mirella Molinari

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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