Cantante e attrice, Elena Arcuri, ha lavorato per anni in teatro, dove, in questa doppia veste, è sempre stata in grado di sfumare i due ruoli, integrandoli e declinando il valore della sua voce a servizio dell’espressività. Oggi, dopo un percorso dedicato a sviluppare una visione nuova e anticonvenzionale di arte e di formazione, l’artista piacentina è anche e soprattutto imprenditrice. Insieme ad un socio, Federico Salerno, ha aperto tre scuole di musica, canto e teatro, due a Milano e una terza, appena inaugurata, a Bergamo. No. Non si tratta della solita scuola di musica. “Ingressoartisti”, questo il nome del progetto, è qualcosa di più. Come si legge nella presentazione sul sito, metodo e obiettivi sono del tutto nuovi in una visione pluridisciplinare che mette al centro la persona e i suoi bisogni “Ci impegniamo quotidianamente per insegnare musica, canto e teatro alle persone che hanno qualcosa da raccontare.” E ancora “Ci attiviamo con dedizione affinché tu possa esprimere, attraverso l’arte, la tua straordinaria, unica visione del mondo.” Nessun limite di età, centinaia di allievi, la voce e il corpo motori di un viaggio per tirare fuori quello che ciascuno ha dentro, di importante. L’intervista ad Elena Arcuri, autenticamente artista anche negli aspetti più originali, punta i riflettori non solo su un’ eccellenza piacentina, ma soprattutto su un modo nuovo di concepire arte e cultura. Non qualcosa di somministrato a scopo “educativo”, lontano dai bisogni reali del pubblico e a senso unico, ma semmai condiviso e realmente desiderato. Scambio di talenti, opportunità per crescere, veicolo straordinario per raggiungere felicità e piena espressività di sé.
Elena ti ho lasciata anni fa attrice e cantante , oggi di cosa ti occupi?
Attrice e cantante si, con tanti anni di lavoro anche come docente. Una doppia/tripla competenza, una figura non frequente la mia . Ecco perché mi è capitato spesso o di cantare in teatro o di recitare nella musica. Diciamo che non ho mai avuto problemi a trovare lavoro perché la mia voce si prestava a ruoli ed esigenze diverse. A un certo punto, grazie anche ad intenso percorso di psicanalisi, mi sono resa conto che in scena non ero più felice. In pratica, quando andavo in scena, ero più interessata al pubblico, piuttosto che a quello che facevo. E proprio li ho cominciato a rendermi conto di essere nata per occuparmi degli altri.
Un passaggio molto sofferto, quello del cambiamento, e che ha richiesto tempo; un bravissimo analista mi ha accompagnata in questa ricerca del significato della mia vita. Una vocazione che ho sviluppato anche attraverso la mia ulteriore formazione: ho studiato musicoterapia e counseling psicologico sviluppando un metodo basato su attenzione e cura degli altri attraverso l’ascolto e la produzione artistica.
Da una decina di anni non sono più in scena. Il mio lavoro è interamente dedicato a consolidare questo progetto di scuola di musica, canto e teatro.
Una scuola diversa, Ingressoartisti ,innovativa, basata sul valore espressivo della musica e sull’autenticità dell’arte
La musica è un linguaggio primitivo per tutti. Poi, crescendo, siamo stati sempre più condizionati dai comportamenti, dalla società, dalle parole e dai loro significati. La parola ci appare più importante del suono. Eppure, pensandoci bene, la nostra verità è nel suono, è lì che emergono le nostre emozioni, contenuti profondi e sinceri. Nessuna cultura può fare a meno della musica, ma abbiamo dimenticato che il modo di dire le cose resta l’aspetto più profondo della nostra espressività, a prescindere dai contenuti: quella è la vera musica.
La scuola che dirigo, insieme al mio socio Federico Salerno, ha un’impronta relazionale; la musica è un veicolo per esprimere se stessi e poter stare con gli altri in una dimensione di ascolto, rispetto ed espressività.
Nel creare questo progetto, ti sei ispirata a qualcosa che esisteva già, penso a modelli europei o anche di altre culture, o hai creato qualcosa di nuovo?
Posso dire che, con Federico, abbiamo creato qualcosa di completamente nuovo, unendo le nostre competenze e lavorando per almeno 10 anni in grandissima sintonia e armonia. Io ho portato una cultura di relazione e di cura dell’altro attraverso la voce, il teatro, la musicoterapia e il counseling.
Federico, che è produttore discografico, polistrumentista e autore di metodi di didattica per strumenti, ha portato la sua esperienza anche come arrangiatore e musicista. Il risultato ha dato vita ad un metodo e ad un modello che ci sta dando grandi soddisfazioni e che portiamo avanti continuando ad espanderci con due sedi a Milano e una appena aperta a Bergamo.
Lezioni tradizionali individuali di strumento o anche lezioni di gruppo?
I nostri insegnanti sono formati da noi in modo da applicare una didattica basata sulla unicità dell’allievo e sull’impegno a far emergere il meglio di ciascuno. Come si può vedere dal sito, i corsi sono tanti e diversi e tanti sono anche gli strumenti a cui sono dedicati i corsi. Alcuni prevedono lezioni individuali, altri, come quello di teatro, si svolgono in gruppo.
Il punto di partenza è comunque sempre un colloquio iniziale con chi desidera iscriversi per mettere a fuoco le reali esigenze di ciascuno. Si va da chi punta ad una formazione musicale per poi iscriversi in Conservatorio a chi ci sceglie perché vuole cambiare qualcosa nella propria vita. Un obiettivo che raggiungiamo non solo con i corsi, ma anche impegnando i nostri allievi in tanti progetti, tanti spettacoli, non solo il classico “saggio” di fine anno. La nostra sede ha una sala teatro con palco e una sala di registrazione, ma spesso ci appoggiamo a locali più grandi per esibizioni che coinvolgono un pubblico molto numeroso. L’ultima è stata pochi giorni fa con l’esibizione di diverse band e l’esecuzione di brani inediti, composti dagli allievi del corso di song writing, che hanno avuto grande successo.
Devo aggiungere inoltre che noto una grande differenza rispetto a quando ho iniziato io. Allora bisognava scegliere: o facevi l’artista o seguivi percorsi accademici tradizionali per poi andare a svolgere una professione tra le tante. Oggi questi due mondi si intrecciano, da noi vengono manager o ingegneri che contemporaneamente sono anche artisti di livello alto, musicisti o attori impegnati in tournée professionali.
Quindi il target delle tue scuole è eterogeneo?
La nostra scuola è aperta a tutti, abbiamo allievi di tutte le età e con tutte le motivazioni possibili. Come dicevo prima, chi viene da noi ha bisogno di cambiare qualcosa della propria vita. Spesso si tratta di persone in una fase di crisi intesa come opportunità di cambiamento. Una svolta nella vita ma anche nella mentalità e infatti quello che imparano da noi, molti lo applicano, lo usano anche nel loro lavoro e nella loro vita, ogni giorno. Un altro aspetto che vorrei sottolineare è l’interdisciplinarietà dell’offerta. Molti dei nostri allievi seguono più di una materia (ad esempio teatro, chitarra e canto) proprio applicando l’idea di un’accademia che intreccia discipline e competenze.
Tre sedi, nuove espansioni. Ingressoartisti potrebbe arrivare anche a Piacenza? La tua città..
Ci sto pensando, so che Piacenza ha una tradizione e una storia musicale importanti con scuole fantastiche. La mia proposta, diversa da quello che già c’è, potrebbe inserirsi come completamento di un’offerta già interessante, quindi senza sovrapporsi a nulla. Vedremo..
Una scuola, un metodo, nato per dare felicità, aiutare le persone a trovare davvero la loro strada. Tu oggi sei felice Elena?
Da quando ho aperto la scuola sono riuscita a ricostruire tutti i pezzi delle mie passioni e della mia preparazione, a metterli insieme in modo organico e ho incontrato la felicità. Io sono felice.
Arte, cultura, musica, teatro. La tua esperienza ti permette di esprimere una valutazione sul valore di questi ambiti e su quello che andrebbe cambiato, in generale, ma anche a Piacenza
Cominciamo col dire che non si parla più di cultura e di pubblico, ma di più culture e di diversi pubblici. Io personalmente guardo con grande rispetto a chi si occupa privatamente della cultura, a chi investe in essa e quindi rischia in operazioni e progetti culturali di valore e di qualità. Quello che, in generale, arriva dalla politica, dalle istituzioni pubbliche, purtroppo, non è quasi mai allineato con i gusti del pubblico. Ecco perché sostengo che chi si occupa di cultura dovrebbe cambiare mentalità. O si cambia la mentalità o si cambiano le persone. Chi non è disponibile a cambiare dovrebbe avere almeno l’umiltà di lasciare il posto a chi ha gli strumenti giusti per intercettare i bisogni del pubblico. I fruitori della cultura sono spesso costretti a guardare cose orrende o, peggio, a subire l’idea di cultura come qualcosa che educa. C’è questa pretesa della cultura istituzionale di educare lo spettatore che invece, semmai, dovrebbe trovare nell’arte nel teatro e nella musica quello che vuole e quello che gli piace.
Vale anche per Piacenza?
Parlo in generale, ma credo che Piacenza sia in linea con il resto del paese. Secondo me c’è troppa distanza tra le istituzioni che erogano proposte culturali e le persone. Bisogna davvero che chi si occupa di cultura, e non solo, scenda dal piedistallo e abbia l’umiltà, quando serve, di affidarsi a validi consulenti, a persone capaci. Questo non significa, peraltro, perdere potere, rinunciare all’autorevolezza di ruoli istituzionali, ma offrire alle persone proposte in sintonia con i loro gusti. Anche in questo caso, usare la cultura per generare appagamento e, perché no?!, felicità vera.
Grazie Elena, mia insegnante di vocalità tanti anni fa. Ero venuta da te per sviluppare una corretta dizione. Ho imparato molto più. Ho scoperto quale tesoro prezioso poteva essere la mia voce, ho abbandonato le tante paure che ne limitavano la bellezza, ho lasciato che un pò della mia anima si esprimesse attraverso essa.
Mirella Molinari
CURRICULUM di ELENA ARCURI:
Direttore della Scuola di musica, canto e teatro INGRESSOARTISTI – Milano e Bergamo
FORMAZIONE: Diploma in Canto – Conservatorio G. Nicolini di Piacenza; Diploma in Musicoterapia – CMT Milano; Diploma in Counselling Transazionale – Centro di Psicologia e Analisi Transazionale di Milano.(Docente di canto e tecnica vocale alla Scuola del Teatro Stabile di Torino;Responsabile dei progetti didattici Opera Domani As.Li.Co. Teatro Sociale di Como; Direttore Corsi Teatro Litta Milano; FORMATORE Public speaking per MIDA)
COLLABORAZIONI: Gianni Bella, Giovanni Caviezel, Dose & Presta, Elio De Capitani, Omar Fantini, Gene Gnocchi, Jovanotti, Mara Maionchi, Aldo Nove, Roberto Piumini, Riccardo Recchia, Luca Ronconi, Paolo Rossi, Pippo Santonastaso, Daniele Silvestri, Tullio Solenghi, Ricky Tognazzi.
FESTIVAL: Spoleto Festival dei due Mondi, Santarcangelo dei Teatri, Voci nuove di Castrocaro, Biennale di Musica Contemporanea di Zagabria, MilanoOltre, Teatro Greco di Siracusa, Terror Vocis (Nuova Consonanza e Tempo Reale, RM), Tramedautore (MI), Festival della Letteratura di Mantova, Armunia (Castiglioncello), “Verdestate” rassegna culturale estiva del Comune di Milano.
TV: CENTRAL STATION – MTV e Comedy Central, BIG – Odeon Tv, Colorado Café Lab, Zelig Lab, SPAM – Paramount/Comedy Central, VIA VERDI, 49 – Alice Home Tv, TUSCOLANA 1055 – Leonardo/SKY, L’ALMANACCO DEL GENE GNOCCO .
INCISIONI DISCOGRAFICHE: CAFFE’ CAFFE’ Edizioni RICORDI; LA MUTAZIONE (di Bruno de Franceschi e Maurizio Ben Omar) UFIP; CANTI SENZ’ORDINALE (di Attilio del Re) STRADIVARIUS; GERONIMO STILTON E IL MISTERO DEL TESORO SCOMPARSO Edizioni PIEMME; ASPETTANDO IL NATALE Rizzoli Corriere della Sera; MAI TARDI (di Luca Garlaschelli) Radio Coop
SPOT: BICIOC, FIAT, WURSTEL DI POLLO AIA, MOULINEX, UNICREDIT, CIRIO (con Gerard Depardieu)

Per chi volesse sapere qualcosa di più in merito a Ingressoartisti può trovare qui tutte le info https://www.ingressoartisti.it/



