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E CI RISIAMO CON GLI ALBERI!

I cittadini vorrebbero tanto capire come l’amministrazione comunale possa conciliare la distruzione del pochissimo verde piacentino con la “scelta green” del Governo italiano che a sua volta ha recepito la “svolta green” dell’Unione Europea. Forse, senza saperlo, siamo diventati una città anarchica. Una città dove la salute, il diritto alla salute sancito dalla Costituzione, viene dopo tutto il resto. Purtroppo non si spiega altrimenti l’attacco ai pochi alberi cittadini sopravvissuti dei quali abbiamo assolutamente bisogno oggi e ne avremo sempre più bisogno in futuro.
E’ stato distrutto il giardinetto di Piazza Cittadella, unica oasi verde vicino alle scuoleper un parcheggio interrato anacronistico frutto di una progettazione per niente al passo coi tempi, che è l’opposto dei nuovi concetti e criteri di ambiente e mobilità urbana. Al posto del giardino c’è un grosso buco che poteva essere evitato se ci fossero state la volontà e la capacità di cercare alternative.
Ad esempio si poteva pensare a un parcheggio fuori terra nei pressi del ponte di Po
nell’ottica moderna di evitare l’ingresso delle auto nei centri storici, poi una navetta elettrica avrebbe potuto trasportare le persone in centro.

Eppure anche a Piacenza abbiamo dei buoni architetti paesaggisti attenti all’ambiente e all’uso di materiali naturali. Probabilmente non sono nemmeno stati interpellati.
Come se non bastasse adesso si vogliono abbattere pure gli alberi della rotatoria tra via Boselli e viale Martiri della Resistenza.

Possibile che solo da noi non si possano salvare alberi? Molte città all’avanguardia, italiane ed estere, esibiscono, con motivato orgoglio, grandi piante al centro delle loro rotatorie.

Perché a Piacenza no?
C’è poi il nuovo caso di via Amaldi, tranquilla piccola strada lunga soltanto circa 100 metri dove su un lato c’è un marciapiede libero e sull’altro 10 magnifici tigli che con le loro radici (stupidamente coperte dal cemento) hanno dissestato l’asfalto e restringono u poco il passaggio, ma perché ucciderli?

Per quella breve strada potrebbe bastare un solo marciapiede mentre a quello dei tigli si potrebbe sostituire il cemento con una lunga griglia in modo che le radici respirino e possano assorbire la pioggia. Questa soluzione potrebbe forse bastare in quanto la distanza fra i tigli e il muro varia da 90 cm. di larghezza incunaboli solo punto, ai successivi 100, 120, fino a 135 cm. Spazio sufficiente a far passare, con qualche attenzione, una carrozzina qualora dovesse proprio passare proprio lì e non sul marciapiede opposto.

Che agli amministratori manchi la mentalità e la cultura della salute nostra e del pianeta è ormai dimostrato. Non c’è in loro alcuna volontà di progettare in modo complessivo anziché parcellizzato.

Il primo urgente progetto sarebbe quello di salvare il salvabile cioè gli alberi ad alto fusto che ci rimangono.

Invece vediamo solo e sempre incuria, potature folli che non lasciano nemmeno qualche foglia per far respirare la pianta e consentire la sintesi clorofilliana. Abbiamo avuto l’abbattimento degli alberi in Cittadella e, prima ancora, de ”l’albera dei poeti” che in un primo tempo eravamo riusciti a salvare. La prova del nove del menefreghismo verso gli alberi da parte dei nostri amministratori è dimostrato da quanto accaduto a un bel filare di pioppi ed altre essenze che per un tratto di circa 50 metri delimitava un confine fra la Società Canottieri Vittorino da Feltre e un privato.

C’erano alti pioppi, fortemente identitari del nostro paesaggio lungo il fiume Po .
Si trovavano all’interno della rete di recinzione della Vittorino da Feltre. Ebbene, sono stati tutti abbattuti senza alcuna autorizzazione quando per abbattere anche un solo albero la legge impone non solo l”autorizzazione, ma obbliga pure alla messa a dimora di nuove piante della stessa sezione di quelle abbattute.

La cosa gravissima è che questo scempio non autorizzato è stato al Comune ufficialmente segnalato e protocollato in data 30 ottobre 2023, ma non si è mosso nulla, nemmeno una multa, indifferenza totale. Evidentemente del paesaggio, del verde, dell’aria, della salute dei cittadini a questi amministratori non importa nulla. Peccato che ci sia qualcuno fra i piacentini (per fortuna pochissimi insensibili) che non capisca l’importanza di certe battaglie che tanti cittadini fanno per il BENE DI TUTTI (quindi anche dei denigratori) non per ottenere
“il patentino di contestatori” o per un proprio esclusivo tornaconto personale. Chi sta a disquisire fra il numero della raccolta firme e quello dei partecipanti alle manifestazioni non ha capito niente e, purtroppo per lui, non è in grado di allargare il suo pensiero fino a comprendere che il valore vero della libertà e della democrazia è la partecipazione attiva alle decisioni le cui conseguenze ricadono su tutti.
Senza dimenticare poi che la città è dei cittadini e non di chi la governa.

Bruna Milani

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3 Commenti

  1. Noi cittadini del presidio siamo stati in via Boselli e via Amaldi.Le persone sono tutte o quasi tutte con noi.Come si fa a non amare gli alberi?Questi cittadini perderanno una parte di sé, quella parte gioiosa che ritrovavano affacciandosi dai loro balconi…Bruna,grazie di dar voce a questo vergognoso atto di prepotenza di chi è lontano dal cuore della città

  2. Via Amaldi è una via che si può tranquillamente chiudere perché non c’è di traffico, ovvero pochissimo. Poi giustamente il disabile può cambiare marciapiede. Via Boselli incrocio via Martiri il semaforo poteva tranquillamente rimanere perché gli automobilisti più di un rosso di attesa non lo hanno mai fatto, invece così il traffico è si più fluido ma trova il tappo alla rotonda di via Manfredi dove prima c’era l’imbuto (adesso c’è il tappo).

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