HomeAttualitàDINA VINCINI LOMBARDELLI, MOLTO PIÙ CHE MAMMA

DINA VINCINI LOMBARDELLI, MOLTO PIÙ CHE MAMMA

Ci sono state donne che hanno combattuto per la libertà, donne che per fondare una società migliore hanno collaborato alla stesura della nostra Costituzione e donne che hanno reso vivi i suoi valori fondanti concretizzandoli nella vita quotidiana.
DINA VINCINI LOMBARDELLI è tra queste, eccellente esempio di donne che nel dopoguerra hanno contribuito a migliorare tutto.
Dina fin da ragazza fu molto attiva, solidale, grande lavoratrice. Donna di campagna sapeva unire tradizione e modernità grazie ad acuta intelligenza e mente apertissima capace di cogliere subito, e di mettere in pratica, i fermenti e le nuove possibilità che negli anni ’50 e ’60 si aprivano anche per il mondo rurale.
Bisognava ricostruire l’Italia cittadina, industriale, contadina. Il mondo agricolo era forse il più difficile, il più restio alle innovazioni, ma aderendo al Movimento Donne Rurali, Dina Vincini Lombardelli ci riuscì nella zona in cui viveva.
Nonostante una minima formazione scolastica capiva e imparava tutto subito, parlava e scriveva benissimo, per cui solo grazie ai suoi molti innati talenti di perspicacia, forza di volontà e impegno è riuscita a migliorare culturalmente e concretamente la realtà in cui viveva in località Ca’ Longa nel territorio di Lugagnano in Val d’Arda. Donna poliedrica che andava a cavallo

e in Vespa o di buon’ora prendeva il pullman per Bologna dove seguiva i progetti dell’Ispettorato Agrario e della Coldiretti di Piacenza. Riusciva a fare tutto prima di partire: accudire gli animali, controllare l’orto, lasciare la casa in ordine e il pranzo per la famiglia. Faceva parte del gruppo 3P (provare, produrre, progredire) insieme a tutte quelle donne, anche le più timide, che riusciva a coinvolgere.

Trasmetteva loro ciò che sapeva.
Per loro è stata un po’ mamma in veste di educatrice, sostegno pratico e morale. Le ha fatte crescere come persone, come cittadine e come donne rurali rendendole consapevoli dei loro nuovi diritti: assicurazione, assegno sanitario, pensione,
Diritto di famiglia. In modo semplice in un clima amichevole quelle donne imparavano teoria e pratica perché si facevano lezioni anche di economia domestica per razionalizzare il lavoro domestico e contadino, per risparmiare, per mangiare più sano.

Dina spaziava dal fare il formaggio alle marmellate, dai diritti delle donne, a migliorie per le coltivazioni, dagli abiti pratici a quelli eleganti.
Insegnò a tutte quelle che erano diventate sue amiche ad aver cura di sé, a vestirsi con decoro perché le donne di campagna non sono da meno a nessun’altra. Eccole

Dina aveva sposato Giuseppe Lombardelli, agricoltore buono e illuminato che seppe capire e accettare nella sua interezza quella moglie così intraprendente dai molteplici impegni e interessi che egli rispettava. Ebbero due figli amatissimi: Giovanni e Alberta giustamente orgogliosissimi della loro indimenticabile mamma che non fu solo tale ma anche significativo riferimento di tutta una comunità.

Bella la foto in Vespa di quei tempi pieni di entusiasmo, ottimismo e slancio verso il futuro, quando sembrava possibile costruire un nuovo mondo.

Quando DINA VINCINI LOMBARDELLI scomparve il dolore fu immenso per tutta una comunità, ma resta quello che ha seminato in campagna, nei cuori e nella mente di tanti, soprattutto donne nelle quali ha saputo far nascere e crescere una nuova consapevolezza del loro valore di donne, di lavoratrici, di cittadine.
Commuove pensare che l’orto, la campagna, il giardino che lei ha curato con sapienza e amore, continua a produrre verdure, frutti e fiori.

E chissà che i fiori più belli non vogliano essere uno splendido omaggio della Primavera ai meriti e al ricordo di quella ben più che mamma speciale che è stata DINA.

Bruna Milani

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