Il Laboratorio di Alberto Esse/Luogomobile e lo Studio Baldini scendono in campo in difesa dei monumenti storici della città. Il Duomo, in particolare, sede di opere straordinarie come quelle del Guercino. Che senso ha, collocare accanto a questi capolavori il dipinto di un pittore contemporaneo?? Se lo chiedono i firmatari di questo documento, alcuni dei quali presenti oggi sul sagrato della Cattedrale per lanciare la loro protesta, per risvegliare la coscienza e l’orgoglio di una città che sembra dormire. Tra loro Alberto Esse e Lino Baldini, ma anche Domenico Ferrari Cesena, Maurizio Bottigelli, Bernardo Carli. Nessuna polemica religiosa, anche se la performance può risultare blasfema. Nessuna polemica nemmeno nei confronti dell’artista piacentino Ulisse Sartini.
Una riflessione culturale su scelte che lasciamo perplessi e l’invito alla Curia a ripensare il posizionamento di quest’opera.
Ecco il testo/documento che ha accompagnato l’installazione
Piacenza*Piazza duomo*ottobre 2017
“Non dobbiamo avere per forza nostalgia della qualità comunicativa “semplice”, “comprensibile” dell’arte figurativa, delle immagini realistiche “che sembrano vere”. Questa “semplicità”, questa “comprensione”, a pensarci bene, sono le stesse della televisione di oggi e di certi programmi”.
Mons. Ersilio Tonini.
E’ un vero “scandalo” (“Guai al mondo per gli scandali – San Matteo) l’esposizione in modo definitivo della Ultima Cena del pittore vetero/ figurativo Sartini in una sede artisticamente qualificata come il Duomo di Piacenza.
E’ una offesa agli autentici capolavori presenti in questo monumento e alla sua grandezza architettonica.
E’ una offesa al Guercino ed alla sua arte ed a chi viene ad ammirare i capolavori della cupola del Duomo.
Qualsiasi persona che capisca minimamente di arte non può non accorgersi di come la cosiddetta Ultima Cena di Sartini è uno di quei prodotti anacronistici dal punto di vista espressivo che mons. Tonini mette sullo stesso piano di certa televisione e cultura spazzatura. In questo quadro è stata usata, anche con molta rigidità di risultati formali, una tecnica pittorica di almeno quattrocento anni fa, ponendosi completamente nel solco di quella pittura che nulla ha a che fare con una autentica arte contemporanea. Penalizzando così anche quei valori religiosi che il tema del quadro vorrebbe richiamare ma che invece sono semplicemente strumentalizzati.
E’ come se il Gurcino invece che iniziare con coraggio l’avventura del barocco avesse dipinto con lo “stile” di Giotto. Certo non sarebbe stato chiamato ad affrescare la sua cupola.
Il Duomo di Piacenza è oltre che luogo di fede, patrimonio artistico culturale di tutta la città e non solo e come tale deve essere assolutamente tutelato e difeso (anche dalla Sovrintendenza) da qualsiasi intervento che intacchi i suoi notevoli valori artistici ed architettonici.
Se proprio vuole, la curia, contraddicendo anche chi all’interno della chiesa come mons. Tonini ha una visione artistica più evoluta, può mettere il quadro nel suo museo privato “Cronos”.
La realizzazione dell’installazione “Prima Colazione” non è una polemica religiosa ma vuole denunciare uno scandalo artistico e culturale.”



