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COME I SOCIAL HANNO CAMBIATO LA NOSTRA VITA. A PALAZZO GALLI UN INCONTRO SU RISCHI ED OPPORTUNITA’

Il giovane piacentino Jacopo Franchi presenta venerdì 18 ottobre il libro “Solitudini connesse

Un incontro per analizzare il nostro rapporto con i social e – attraverso di loro – per capire com’è cambiato (in meglio o in peggio?) il modo di socializzare nell’era digitale. A fornirci una bussola in questo complesso sistema di relazioni sarà il giovane piacentino Jacopo Franchi, ospite venerdì 18 ottobre a Palazzo Galli della Banca di Piacenza (Sala Panini, ore 18), dove presenterà – in dialogo con il giornalista Emanuele Galba – il libro “Solitudini connesse” (Agenzia X edizioni). Esperto di comunicazione digitale, il dott. Franchi ha iniziato la sua carriera a Parigi; oggi vive e lavora a Milano nell’ambito delle nuove tecnologie applicate alla finanza, dopo un’esperienza di social media manager.

“Solitudini connesse” non è un libro contro i social, ma un testo che ci aiuta a capire esattamente cosa ci tenga legati ad essi e cosa siamo diventati dopo anni di esposizione quotidiana al loro flusso di post e tweet. Il volume, nella prima parte, parla del “noi” in rapporto ai social. A parere dell’autore Facebook, Twitter e tutti quelli venuti dopo sono l’ancora di salvezza dei timidi, perché ci consentono di nascondere paure e debolezze. Ma i social sono anche un formidabile strumento per informarsi in maniera diretta, senza filtri, con la controindicazione del pericolo fake news, problema che Jacopo Franchi affronta nella seconda parte del suo lavoro, che ha come filo conduttore l’algoritmo, quello che decide, nel social che frequentiamo, cosa possiamo vedere e da chi possiamo essere visti in base alle preferenze che palesiamo. Un sistema che produce, però, più di una stortura. Nella terza parte del libro, spazio al rapporto tra i social e gli “altri”: le èlite, i poveri, gli anziani, gli adolescenti, i malati e i migranti, citati come esempio di “solitudini connesse”. Utilizzando i social rimangono in rapporto con familiari e amici che sono rimasti in patria (che rappresentano un passato che non possono più raggiungere), ma faticano a connettersi con chi vive ora accanto a loro.

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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