Detto fatto. A pochi giorni dalla pubblicazione dell’articolo in cui abbiamo raccontato della sua esperienza artistica al Bolshoi di Mosca, nel cast di Salomé di Strauss, il mezzosoprano piacentino ha messo a segno un altro colpo, questa volta sul fronte sanitario.
Nel corso della nostra intervista, le avevamo chiesto se aveva paura di contrarre il Covid e se sarebbe stata disponibile a farsi somministrare il vaccino russo Sputnik V, il primo al mondo ad essere stato registrato, ancora oggi definito efficacissimo e sicuro.
“Certo, lo farei-ci aveva risposto- ma non so se, in quanto straniera, potrò farlo”. Alla fine c’é riuscita e avrà anche i tempi giusti per completare il ciclo di prevenzione. In scena con le recite ufficiali di Salomé a fine febbraio, Chiuri ci aveva detto “Resterò a Mosca il tempo sufficiente anche per il richiamo, quindi perché no?”
Ed eccola lì. E’ lei la prima e l’unica cantante italiana, fino ad ora, ad aver ricevuto la somministrazione del vaccino anti-Covid russo.
“La somministrazione si é svolta al Teatro Helikon, diretto dal regista Dmitry Bertman -racconta Chiuri- Ci pensate? Un teatro a disposizione della cittadinanza con personale specializzato, infermieri dedicati a questa operazione di prevenzione.”

Un’immagine che contribuisce a dare la speranza di un traguardo finalmente vicino per tanti. E anche il coraggio per affrontare una prova di responsabilità civile, sulla quale in tanti, stanno ancora riflettendo e discutendo.




