Quarta edizione de “Il Po ricorda”.
Ottima l’esecuzione di un pezzo di rara e complessa esecuzione: l’op. 40 di Johannes Brahms,trio per violino, corno e pianoforte affidato a Clarissa Bevilacqua, Fiorenzo Ritorto, Yuya Tonouchi, tre dei più talentuosi studenti del Conservatorio).
Spazio anche a djembe, chitarre e percussioni di recupero autocostruite da Mohamed Bah, Mohamed Awali Bagnah, Bernard Malou, Lacine Diaby, Malang Danfa, Fode Noba,
sei dei ragazzi profughi rifugiati politici dell’Africa Occidentale francofona che partecipano al progetto “Identità Musicali” curato da Elisa Tartaglia, etnomusicologa e musicista del Nicolini.
Iniziato a novembre 2015, il progetto nasce dall’idea di usare la musica come mezzo per raccontare la propria personalità. Arrivando da lontano spesso i ragazzi portano con sè solo la loro musica e i loro ricordi. Giunti in un mondo che non conoscono, passano molto tempo con le cuffie nelle orecchie ascoltando musica che si sono portati nel loro viaggio. Il progetto si pone lo scopo di parlare di questa musica, dei gusti musicali di ognuno e di comunicare le proprie idee superando le barriere linguistiche e culturali.



