Il mezzosoprano, piacentino di adozione, è nel cast di Salomé di Strauss che sarà in scena al Bolshoi di Mosca dal 25 febbraio, attualmente in prova. Dopo averla vista in un breve video su fb, decido di chiamarla. Voglio chiederle qualcosa di più di questa esperienza in uno dei teatri più prestigiosi del mondo e qualcosa di più anche di questo strano periodo in cui l’arte e la musica sembrano dimenticate, scomparse, inutili orpelli senza valore. Almeno in Italia. Vederla a Mosca con la mascherina targata Fondazione Teatri Piacenza, mi ha già regalato un’emozione.

Anna ti ho vista a Mosca, ti ho un po’ invidiata. Non solo perché sei in una grande capitale della cultura, ma perché puoi di nuovo fare musica. Sarà in presenza di pubblico?
“Sono nel cast di Salomè di Richard Strauss, dove interpreto il ruolo di Erodiade; un nuovo, importante, allestimento con la regia di Claus Guth. E questo è già un onore, perché mi trovo a cantare con un gruppo di artisti ritenuti specialisti, a livello mondiale, di questo repertorio. Ma c’è di più. Sono in un luogo dove alla musica, all’arte, alla cultura, viene riconosciuto un valore sociale, da preservare con cura”
E certo. Il contesto della pandemia ha reso ancora più evidente questo dinstinguo tra diversi modi di concepire la cultura. La Russia ha già riaperto i teatri, appena è stato possibile farlo, con opportune cautele.
“Il Bolshoi è come una città-ci spiega Chiuri- ci sono tre palcoscenici e fino a 4 produzioni al giorno, dalla lirica alla concertistica fino al balletto. Il pubblico è in presenza al 50%, con mascherine e a distanza. Tutti sono rispettosi delle regole e tranquilli nell’applicarle; appagati dal poter godere di un aspetto ritenuto primario.

Noi canteremo ovviamente senza mascherina al momento della rappresentazione ufficiale, in prova la togliamo solo se siamo in scena in numero ridotto. Il cartellone del Bolshoi è prestigioso, quanto ad offerta culturale, nonostante le riduzioni dovute al periodo e ospiterà, tra gli altri, dopo Salomé, anche Placido Domingo, come direttore, in Manon Lescaut. Ma l’aspetto che colpisce di più é la considerazione e la fruizione del teatro da parte dei russi, una modalità di frequenza che fa parte della quotidianità di ciascuno. Un’abitudine trasversale che va oltre le differenze di età, censo e formazione. La cultura non é qualcosa di superfluo, di inutile. E’ parte fondamentale della vita, ad ogni età. E vorrei rimarcare che non mancano certo alternative in una società che offre molto dal punto di vista dell’intrattenimento, tra tv, internet, e altro”

Andare a teatro. Per i russi, qualcosa che si respira fin dall’infanzia, come uno degli strumenti per nutrire la propria vita.
“Si-conferma Anna Maria Chiuri-e anche il fatto che al Bolshoi abbiano scelto un cast di specialisti per questa produzione, internazionale, nonostante i tanti artisti che hanno a disposizione, dimostra la loro preparazione, il loro interesse per allestimenti di qualità altissima, anche a costo di fare un passo indietro, senza arroganza o presunzione”
Il tuo lavoro ti ha consentito di viaggiare, in un periodo in cui pochi possono farlo, e di vivere comunque pienamente la tua professionalità artistica.
“E’ vero, dopo mesi difficili, poter comunque lavorare e viaggiare é un privilegio. Avevo già avuto occasione di farlo un pò nei mesi scorsi, quando si poteva, e ho un programma di impegni per il futuro che mi porteranno in giro per il mondo: Giappone, Salisburgo, sicuramente l’Arena di Verona, sono già fissati. E poi sarò in scena a Piacenza, con la Favorita al Municipale, non so ancora se in presenza o in streaming.”
Non hai paura di contrarre il Covid, viaggiando o durante i tanti incontri di lavoro? La voglia di cantare é più forte di qualsiasi timore?
“No non ho paura, uso tutte le precauzioni possibili. Per questo viaggio in Russia ho fatto il tampone a Piacenza appena prima di partire, ho viaggiato in aereo con le distanze stabilite, avevo tutti i documenti necessari forniti dal Bolshoi nell’ottica della sicurezza mia e degli altri, uso sempre la mascherina…sono tranquilla.”
Magari riesci anche a fare lo Sputnik V prima di rientrare in Italia…
Perché no? Lo farei. Ma temo proprio non so se sarà possibile.
Detto fatto. Pochi giorni dopo, aggiorniamo l’articolo. La Chiuri c’é riuscita anche questa volta, come documenta la foto che ci ha inviato. E’ lei l’unica cantante italiana, fino ad ora, ad aver ricevuto la somministrazione del vaccino anti-Covid russo.





