Andrea Ambrogio è un illustratore naturalista. Piacentino, in qualche modo figlio d’arte (il padre, Armando Ambrogio, agronomo, é stato ma anche illustratore del manuale “Alberi e arbusti d’Italia” e di altre opere) si dedica da anni alla pittura naturalistica e paesaggista usando la tecnica dell’acquarello. Il suo sogno, fin da quando ero bambino, è sempre stato quello di rappresentare animali, piante, paesaggi. La sua formazione é basata su studi di scienze biologiche, ma soprattutto, Andrea, è un artista curioso e interessato alla bellezza, con la passione per la natura, la vita selvatica e il territorio piacentino, anche se le sue pubblicazioni riguardano anche molti altri luoghi.
Lo abbiamo incontrato nello splendido spazio dell’ex chiesa del Carmine, sede di un laboratorio aperto e di un coworking condiviso anche da Piacenza Diario. In tempo di pandemia, la scelta di tenere il volto protetto durante l’intervista non vi deve stupire, si tratta di un segno di rispetto. Gli sguardi, le parole, il valore del racconto compensano, anche in questo caso, la mancanza di ciò che non vediamo a causa delle mascherine.
L’interesse e l’apprezzamento autentico per la storia di Andrea è alla base dell’intervista curata e condotta da Paola Torretta, autrice di interessanti approfondimenti culturali e anima del blog www.paolatorretta.it




Grande Ambrogio, i suoi taccuini sono poesia non solo illustrazione naturalistica