Lettera di due ambulanti piacentini al Presidente della Regione. Non una lamentela, ma una richiesta che va nel segno della solidarietà e della equità. La lettera, firmata, viene pubblicata in forma anonima:
Gentilissimo Presidente,
le scriviamo in quanto siamo molto allarmati per una notizia appresa recentemente da un quotidiano locale.
Da oltre trent’anni svolgiamo attività di vendita ambulante, nell’ambito della floricoltura, in vari paesi della provincia. Ovviamente l’attuale emergenza sanitaria ci ha colpito e ci colpisce ogni giorno, rendendo difficoltosa la sostenibilità della nostra attività. Ma nonostante questo, non vogliamo utilizzare questo spazio per lamentare le perdite economiche, che purtroppo toccano la quasi totalità delle attività della zona e non solo. Vogliamo scriverle per esprimere la nostra preoccupazione in merito alla recente scelta di sospendere tutti i mercati, anche quelli infrasettimanali. Siamo molto preoccupati in quanto non vediamo in questa sola misura una possibile arginazione della diffusione del virus Covid-19. Siamo allarmati quando vediamo che i bar e i ristoranti rimangono aperti, pur con delle parziali limitazioni d’orario. Siamo allarmati quando vediamo che non sono state prese ordinanze che impongono la chiusura di tutte le attività commerciali extra-alimentari. Siamo allarmati quando vediamo che le imprese continuano la loro attività produttiva, comportando notevoli spostamenti e assembramenti di persone. Tutte queste realtà offrono servizi (o prevedono azioni) che si devono svolgere in luoghi chiusi e dove il ristagno di persone è molto più elevato rispetto ad un’attività aperta e più limitrofa come sono i mercati.
Le chiediamo quindi se non sia più opportuno sospendere tutte le attività non strettamente necessarie. Noi siamo assolutamente favorevoli e disposti al sostenimento di un sacrificio economico, purché questo serva seriamente ad un contenimento della diffusione del virus.
Ad oggi, considerando queste ultime novità, queste parziali limitazioni non ci paiono né solidali né egualitarie. Siamo consapevoli del fatto che la nostra categoria professionale non goda di particolare potere contrattuale presso gli organi politici, però siamo pur sempre una realtà produttiva. Piccola e a conduzione familiare, ma pur sempre una sana, rispettosa e onesta attività.
Sospenda tutte le attività, Presidente, cosicché non siano vani i sacrifici fin qui sostenuti!
Confidiamo nella sua professionalità, che si esprime anche nella considerazione del grido dei più piccoli, di coloro che non vengono mai sentiti!
La ringraziamo per la sua disponibilità e, sperando che queste righe non siano vane, le porgiamo i nostri più cordiali saluti.



