HomeAttualitàAffidamenti diretti a Piacenza. Botta e risposta tra Papamarengi e l'ass. Fiazza

Affidamenti diretti a Piacenza. Botta e risposta tra Papamarengi e l’ass. Fiazza

«L’Amministrazione era a conoscenza dei rapporti intercorsi tra il Direttore Generale del Comune e il soggetto beneficiario dell’affidamento? Per quale motivo, pur in presenza di numerosi operatori qualificati nel settore, si è scelto di procedere con un affidamento diretto senza acquisire e mettere a confronto più proposte? E infine, nel fiorire di incarichi di questi ultimi anni a numerose realtà toscane anche a discapito di quelle piacentine, esistono altri incarichi affidati dal Comune a soggetti che in passato hanno avuto analoghi rapporti con il Direttore Generale?».

Sono queste le domande al centro dell’interrogazione presentata dal consigliere comunale di opposizione Jonathan Papamarenghi, che chiede all’Amministrazione di fare piena chiarezza sull’affidamento del Piano di marketing territoriale “Piacenza Nexus”.

L’interrogazione prende le mosse dall’affidamento diretto, disposto nel settembre 2025 per un importo di 46.360 euro, alla Fondazione PromoPA di Lucca. Una procedura consentita dalla normativa per importi sotto soglia, ma che – osserva Papamarenghi – sarebbe bene affiancare con l’acquisizione di più preventivi al fine di motivare con maggiore forza la scelta del contraente, garantendo all’Ente e alla Città di Piacenza trasparenza, confronto tra competenze e miglior rapporto tra qualità e costo del servizio.

Secondo quanto emerge dagli atti consultabili, non risulterebbero essere state richieste altre offerte economiche e tecniche, nonostante il settore del marketing territoriale possa contare su numerosi soggetti altamente qualificati, sia pubblici sia privati.

L’interrogazione richiama inoltre il ruolo particolarmente delicato del Direttore Generale del Comune, che non è un semplice dipendente pubblico ma una figura di nomina politica, fiduciaria del sindaco, cui fanno capo i dirigenti dell’Ente. Lui, a Piacenza, ricopre anche gli incarichi di Segretario comunale e Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza.

Proprio durante la presentazione ufficiale del piano di Marketing “Piacenza Nexus”, avvenuta lo scorso 22 aprile, è stato il Direttore Generale a intervenire prima degli assessori e al posto dei dirigenti che invece hanno lavorato alla pratica.

Il caso che suscita parecchie perplessità è evidenziato da Papamarenghi: da verifiche facilmente riscontrabili, emergano negli anni numerosi rapporti tra la Fondazione PromoPA e l’attuale Direttore Generale del Comune. Tra questi figurano la partecipazione dello stesso Direttore Generale come relatore a passate iniziative organizzate dalla Fondazione e la recensione in tono elogiativo, pubblicata sui canali della stessa PromoPA nell’anno dell’affidamento del Piano, del volume da lui scritto sulla gestione del personale negli enti locali.

L’interrogazione evidenzia inoltre la recente nomina al professor Ermanno Bonomi, proprio curatore del medesimo piano “Piacenza Nexus”, anche nella commissione per la selezione del nuovo gestore di Palazzo Gotico e del Bar Ristorante nel Palazzo comunale.

«L’interrogazione – precisa Papamarenghi – chiede chiarezza sulla legittimità dei rapporti professionali intercorsi tra il Direttore generale e chi oggi sta ricevendo, dal comune di Piacenza, affidamenti ben remunerati. Ciò che si chiede è se, proprio alla luce di tali rapporti e del ruolo apicale ricoperto dal Direttore Generale all’interno del Comune, non sarebbe stato più opportuno procedere con un confronto tra più operatori qualificati, così da rafforzare la trasparenza della scelta e fugare qualsiasi dubbio sulla sua opportunità. Trasparenza consiste anche nell’adottare le procedure che meglio tutelano la fiducia nei confronti del nostro Comune da parte dei cittadini e delle imprese, che sempre più spesso si vedono escluse dagli incarichi nella loro Città».

Nota dell’assessore Fiazza a commento delle dichiarazioni del consigliere Papamarenghi

“Quando mancano gli argomenti, si ricorre a ricostruzioni suggestive, al limite della diffamazione e prive di qualsiasi fondamento, con l’unico obiettivo di “fare notizia”.

Promo P.A. è una fondazione che da oltre vent’anni collabora con amministrazioni pubbliche di tutta Italia. Trasformare in un presunto “caso” i rapporti istituzionali con una fondazione, la partecipazione gratuita a convegni in cui vengono condivise le buone pratiche delle amministrazioni pubbliche o una recensione tra i tanti riconoscimenti professionali ricevuti da un segretario comunale significa operare una ricostruzione dei fatti che non trova alcun riscontro nella realtà.

C’è un dato che va chiarito una volta per tutte: il Direttore generale non ha mai conferito a Promo P.A. l’incarico relativo al piano di marketing e non intrattiene alcun rapporto professionale con la Fondazione. L’affidamento è stato effettuato nel pieno rispetto del Codice dei contratti pubblici, secondo le procedure previste dalla legge.

Se il consigliere Papamarenghi ritiene che siano stati commessi illeciti, presenti un esposto alle autorità competenti. Se invece non esistono violazioni, è il momento di smettere di gettare fango su persone e istituzioni.

Ancora più grave è aver spostato il confronto politico sui dipendenti comunali e perfino su aspetti della loro vita privata. La politica deve giudicare gli atti dell’Amministrazione, non mettere alla gogna persone che svolgono con professionalità il proprio lavoro. Questo non è confronto politico: è un attacco personale che nulla ha a che vedere con l’interesse della città.

Piacenza ha bisogno di un’opposizione che controlli, verifichi e faccia proposte. Non di un’opposizione che, non trovando argomenti contro l’azione dell’Amministrazione, costruisce sospetti, getta fango sui dipendenti comunali e tenta di screditare le persone.

Questo non sarà mai il nostro modo di fare politica”.

La replica di Jonathan Papamarenghi

“Aprendo della nota dell’assessore Fiazza in merito alla mia richiesta di chiarimenti anticipati nel Consiglio comunale di lunedì 13 sui rapporti che hanno visto protagonista il Direttore Generale del Comune e alcune realtà che nell’ultimo periodo hanno beneficiato di numerosi affidamenti diretti – senza bando pubblico.

Certamente, tanto io quanto i consiglieri che sono intervenuti dopo di me ribadendo la necessità di avere risposta ai miei quesiti, saremo stato felici di sentire tale riscontro durante il Consiglio comunale medesimo, che è luogo del confronto e del dibattito democratico, dove invece il sindaco ha più volte detto di non voler rispondere.

Debbo però desumere che l’Assessore, che tecnicamente nulla ha a che fare con la gestione degli incarichi oggetto delle richieste e che neanche politicamente è competente in materia, essendogli stata tolta ormai da anni, dal suo stesso sindaco, la delega al Marketing territoriale, sia stato mandato avanti dall’Amministrazione per cercare di sollevare fumo su una vicenda che nulla ha di personale, come si tenta di far passare, ma tutto di pubblico e meritorio di risposte.

Non non si può credere infatti che Fiazza, di professione avvocato e quindi avvezzo, se non ad altro, a maneggiare la materia giuridica, possa credere, come prova a far intendere, che al direttore generale (anche segretario comunale, anche responsabile per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, anche dirigente dell’avvocatura eccetera, eccetera, eccetera) figura di vertice tecnico del comune e nomina politica del sindaco, non debbano rispondono, nell’esercizio delle funzioni loro assegnate, i dirigenti dell’Ente.

Altrettanto non si può credere che Fiazza abbia dimenticato i fondamenti del del suo precedente ruolo di Presidente del Consiglio comunale, siccome invita un Consigliere – ripeto, seguito da diversi altri bella sua richiesta – a non chiedere chiarimenti in Consiglio, dove l’Amministrazione è tenuta a rispondere, ma eventualmente in procura. Anzitutto tenga presente che non sono abituato a far politica con la carta bollata, ma col dibattito politico nelle sedi competenti; certamente però, come anche colleghi del centrodestra hanno fatto in passato come, ad esempio, quando hanno scoperto della famigerata fideiussione falsa di piazza cittadella, non esiterei a rivolgermi ad altre sedi nel momento in cui se ne verificasse la necessità.

Chi opera nelle istituzioni sa bene – o ci si aspetta che lo saplia – il confine tra profilo pubblico e quello privato: quando si occupano posizioni di vertice ove è indispensabile la totale trasparenza, sta proprio a queste figure di vertice, anche per questo pagate con cifre a 5 zeri, far si che la propria condotta non possa dar adito a dubbio alcuno.

Siccome però sono abituato a entrare nel merito dei fatti, a differenza dell’amministrazione che oltre ai video ricorre a comunicati fumosi per distrarre dalle questioni serie, come già comunicato o depositato una puntuale Interrogazione dove, a differenza di quanto dice il Fiazza, è ben circostanziato tutto ciò di cui si chiede chiarimento – tutt’altro che illazioni, e sono certo che, come prevede la normativa, l’amministrazione risponderà puntualmente a legittime domande. Sarò certamente ben felice, avendo esercitato i doveri del mio ruolo, di prendere atto della massima trasparenza anche nei rapporti non solo di oggi ma anche passati di chi dirige il nostro Comune, laddove fosse così.

In conclusione fa bene Fiazza a dire che c’è bisogno di un’opposizione che controlli, verifichi e faccia proposte: è proprio quanto si sta facendo, senza timore; tanta agitazione da parte della Giunta Tarasconi certamente fa intendere di aver toccato un nervo scoperto. Altrettanto da parte narrivano le proposte, fatte sia verbalmente che formalmente su una serie innumerevoli di iniziative per le quali l’amministrazione ha sempre deciso di andare in senso opposto: tutti i Piacentini vedono bene con quale ottimo risultato.

Posso però ben capire che, non sapendo di che tipo di Amministrazione abbia bisogno Piacenza, l’attuale centro sinistra, come dice l’assessore, stia già pensando a come fare opposizione.”

 

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