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ABBASSO HALLOWEEN!

In questi giorni diversi conoscenti mi hanno chiesto quello che anch’io mi domando: << Cosa cavolo si festeggia ad Halloween?>> Tra mostri, streghe, pipistrelli, scheletri e zucche, non si capisce il senso della festa, ammesso e non concesso che l’orrido e lo spaventoso meritino una festa. Così mi sono informata ed ho scoperto che nelle prime tracce di Halloween risalenti a metà del 1700 in Scozia si festeggiava l’ultimo raccolto prima della stagione fredda. Si chiudeva la parte più feconda dell’anno facendola coincidere con “la vigilia della festa di tutti i Santi”. La parola “Halloween” sarebbe la sintesi di questa frase che si è storpiata nel tempo perché si è abbreviato il suo suono. Forse perché due opposte stagioni si toccano incontrandosi un ultimo momento, si penso’ che ben altri opposti potessero incontrarsi almeno una volta l’anno:i morti e i vivi. Era la vigilia dei Santi a cui sarebbe immediatamente seguita quella della ricorrenza dei Defunti. Cominciò a girare anche la leggenda del fabbro Jack che per molte volte si era preso gioco del diavolo, ma poi cedette e alla sua morte non fu accolto né in Paradiso né all’Inferno e, a quanto pare, nemmeno in Purgatorio, perché si racconta che fu condannato a vagare per sempre respinto da tutti che mettevano una zucca illuminata ovunque per fargli capire anche a distanza che non c’era posto per lui. Se Halloween si fermasse qui sarebbe tollerabile. Tener lontano qualcuno che ha avuto a che fare col Male e stare col fiato sospeso per un eventuale ritorno dei defunti potrebbe avere un suo pathos, invece i bambini, e non solo, si travestono da scheletri e streghe, mangiano ridendo biscotti a forma di ossa alla cui vista io provo uno schifo che rasenta il vomito. So che sono ossa finte e dolci, ma trovo terribile che bimbi anche piccolissimi si abituino a non inorridire. Come se non bastassero già milioni di stupidi video dove la violenza e la morte sono un gioco che fa ridere, dove i mostri sono la normalità così come personaggi e bambini dai super poteri. Credo che questi video di cui si nutrono anche i più piccoli non siano estranei alla violenza e all’indifferenza diffuse tra i giovani. Anche nella nostra infanzia c’erano mostri e streghe, ma erano l’eccezione e soprattutto erano altro da noi, fuori dal mondo normale. In questi video invece sono i bambini stessi, i loro genitori, i loro amici ad essere rappresentati come mostri. Questo è forse uno dei motivi per cui molti sentono Halloween come una bella festa e ci aggiungono: <<Dolcetto o scherzetto?>> Non ci trovo nulla da ridere, tutt’altro. M’indigna questa sudditanza culturale a qualcosa che non ci appartiene né ci migliora. Non è come accogliere ad es. la musica di un altro paese, qui si tratta di un tema delicatissimo: la morte.
Mi sorprende che tanti i quali si vergognerebbero di seguire le nostre tradizioni (vedi Santa Lucia soppiantata da Babbo Natale) per timore di sembrare passatisti , si pieghino invece senza fiatare a questa colonizzazione dai risvolti economici. Anche ripristinare certe nostre tradizioni potrebbe avere un riscontro economico. È giusto che i bambini siano il più possibile felici, esorcizzino la morte e non ne abbiano il terrore, ma in questi giorni, invece di stupide mascherate e e cibi dalle forme repellenti, si potrebbe tutti, insieme ai bambini, ricordare con dolcissima nostalgia tutte le persone care, familiari e non, che non ci sono più. E magari fosse vero che almeno in una notte speciale tornassero da noi, per dare e dire loro tutto quello che dovevamo dire e dare, chiedere scusa di tante cose, ammettere di aver finalmente capito tante cose e quanta ragione avevano loro. Magari tornassero davvero per un abbraccio che ce li stringa al cuore. Allora si che potremmo festeggiare coi dolcetti e ben altro. Se per farli ” tornare” dovessimo illuminare finestre, giardini, balconi lo faremmo, ma non con delle zucche vuote come certe teste.
Bruna Milani

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11 Commenti

  1. Ottimo l’articolo di Bruna Milani che descrive in maniera puntuale questa trasvalutazione dei valori che surrettiziamente da decenni ci hanno imposto le élite che ci governano le cui finalità sono sotto gli occhi di tutti

  2. Ho letto l’articolo di Bruna Milani riguardante Halloween. Lo trovo profondo, ben impostato con (finalmente) riferimenti etnici, storici ben calibrati. E’ sostanzialmente più che condivisibile il giudizio che Milani da a questa ennesima intrusione pseudoculturale sulle nostre ricchissime radici religiose e pagane… Vorrei aggiungere però che purtroppo un spregiudicato e superficiale adeguamento a mode che da tempo albergano a vari livelli nella nostra società. Basterebbe per fare un bagno purificatorio che tolga queste fittizie condivisioni culturali riprendere in mano “in toto” Pier Paolo Pasolini. Concludendo apprezzo la “grinta” di Bruna Milani.
    Giorgio Fabbris, Vicenza

  3. Interessante articolo che fa riflettere sul non senso di una festa anglosassone nata da una macabra storpiatura di un rituale sacro come la commemorazione dei Santi e dei defunti. Meglio sarebbe tarrasmettere in questi giorni ai bambini il rispetto per i cari defunti e per le azioni dei Santi il cui ricordo sarebbe di sicuro più utile ed educativo.

  4. Condividiamo pienamente quello che Bruna ha scritto in questo articolo, con la sua sensibilità e intelligenza. Purtroppo le teste pensanti cominciano a scarseggiare. Nessuno ha più tempo per nulla. Impegni che sembrano doveri, correre e fare le cose e i lavori con approssimazione il tutto mirato al massimo profitto per poi fermarsi quasi di colpo e sprecare quanto guadagnato perché così funziona.Halloween non sfugge a questa logica consumistica. Se non fosse che la martellante pubblicità di certi prodotti induce molte persone a non pensare e fare acquisti, forse, questa festa, per noi aliena non esisterebbe.

  5. Come sempre scavando nel passato tutto diventa più chiaro e acquista un senso…grazie Bruna per aver espresso la tua posizione in modo così schietto e chiaro e con cui concordo pienamente.

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