È rara, in questa società arida e individualista, la dimostrazione d’amore, filiale, parentale e di molti, per qualcuno. Invece è avvenuto a Soarza di Villanova (PC) sabato 8 luglio alle ore 17 in via XXV Aprile 143 con la scoperta di una targa ricordo sulla casa natale del poeta dialettale Mirco Maffini. L’idea era venuta ai figli, Simona e Matteo, due anni prima, ma erano indecisi se realizzarla non sapendo se il loro padre avrebbe apprezzato. Poi giorni fa è stata ritrovata una sua poesia inedita da brivido: la risposta inequivocabile del poeta era non solo di approvazione ma di desiderio. Giustamente è stata dai figli stampata sull’ invito all’evento.

Tradotto:
” una casa antica
Una targa d’ottone sulla porta…
Io sono là dietro
ma venite a trovarmi, venite!!!
non lasciatemi dormire!!!”
Ha introdotto Clara, nipote del poeta, che ha raccontato la storia della casa del primo ‘800 prima ricostruita coi suoi vecchi mattoni e ora ristrutturata e abitata da Clara, perché Mirco e i suoi non hanno mai voluto dividerla. La casa infatti vuole continuare a rappresentare l’unità familiare, la radice comune ancorata a Soarza il paese tanto amato.


La cugina Anna ha detto di Rosa, madre del poeta, figura cardine nella vita di Mirco che in una poesia si autodefinisce : “Io sono il figlio di mia madre”. Da lei il dialetto come lingua del latte, la casa come concreta appartenenza a quel paese trasognato che è Soarza. Non per vanità quindi Mirco ha “voluto” la targa, ma per continuare ad esserci. Da lì guarda il suo paese, la sua gente, quel mondo campestre sulle due rive del Po di cui ha saputo cogliere e dire tutto, natura e mentalità, in versi essenziali e perfetti come ha ben detto nel suo intervento Romano Freddi sindaco di Villanova. Il suo bel discorso non è stato formale, ma sentto e sincero perché davvero ha capito e apprezzato la poesia di Maffini soprattutto quella sull’invito con quel ” gnia” “cioè “venite”. Il sindaco ha espresso condivisione e apprezzamento per l’apposizione della targa che ha svelato .

Il parroco don Maurizio Chiesa ha benedetto la targa e i presenti tra i quali Franco Serena presidente dell’associazione “Amici di Soarza”. Sempre più la comunità soarzese apprezza la poesia di Mirco Maffini nella quale si specchia è si vede in modo nuovo e poetico.

L’identità di Soarza, locale e universale, è tutta nei versi del suo aedo. A cerimonia finita la famiglia Maffini ha offerto ai presenti un rinfrescante ristoro.
Su tutto il verso delle cicale che il poeta aveva cantato in una poesia e che ora cantavano per lui il tipico suono dell’estiva calura padana.
Bruna Milani




Bello !
Non conosco il poeta Maffini ma a questo punto desidero al più presto fare una visita a Soarza magari andandoci con la bici è apprezzando ancor più quella campagna immaginata
Bella storia!
Una targa bellissima e meritata.
Una persona dotata di creatività e nobiltà d’animo,
Nonostante io non conosco il dialetto sono riuscita a capire e a percepire il significato e la bellezza delle sue poesie.
Felice di averlo conosciuto.
È stata una bellissima idea quella della targa!!!! Per me è un onore…anzi due!!! Mirco era mio cugino e un soarzese doc! Ogni volta che passerò di lì sarà un motivo in più per ricordarti carissimo Mirco!
Sono importanti in ogni comunità gli scrittori, gli intellettuali, gli artisti in generale che lì vivono ed elaborano una loro opera creativa. Costoro intrecciano le loro storie e i loro sogni con il territorio. Sono risorse umane preziosissime e ci rallegriamo quando vengono considerate come meritano. Il poeta Maffini resterà sempre nel cuore di tutti.
Bella idea di Simona e Matteo ricordare Mirco con una targa sul muro della sua “ca’ vecia”
Bella iniziativa! La memoria va mantenuta viva. Grazie