Quando si parte da un luogo ricordo, l’ultima cosa che vediamo, l’ultimo saluto è lo svettare di un campanile ed è sempre un campanile che al ritorno ci accoglie già da lontano col saluto della sua svettante visibilità. La prima identità concreta, visibile, di un paese, è il campanile della chiesa, per questo sta a cuore a tutti.
SpronatI dalla possibilità offerta dal Bonus Facciate alcuni abitanti di Mareto sono determinati a ristrutturare la loro “Chiesa di San Martino in Mareto” partendo dalla facciata e arrivando possibilmente a sistemare anche la casa parrocchiale. La chiesa di Mareto risale alla fine del XiX secolo e compje 125 anni.

Costruita col contributo degli abitanti delle frazioni di Mareto, Nicelli, Bolderoni e Molinari sotto la guida di don Enrico Preti fu edificata in tre anni. La prima .messa fu celebrata nel 1899 a Natale sull’altare in legno dorato dono del beato G.B.Scalabrini vescovo di Piacenza. Restaurare quindi per conservare un bene storico, di grande valore religioso, memoriale, affettivo è rinnovare riconoscenza al beato Scalabrini, è gratitudine verso i sacrifici di gente non certo ricca che per costruirla ha dato quanto poteva, ma ristrutturare anche per l’utilità spirituale e pratica che chiesa è canonica hanno ancora oggi in quanto possono essere luoghi di accoglienza, aggregazione, meditazione e gioia per gruppi locali e forestieri. Oggi più che mai c’è bisogno di ritrovarsi insieme in modo armonico con la natura, c’è l’esigenza di vita semplice e quieta, di ambiente non inquinato, di cibi sani, di rapporti veri. Mareto può offrire tutto questo, può essere occasione di rigenerazione fisica e psicologica, può offrire paesaggi stupendi, passeggiate piacevoli tra cui il percorso Via degli Abati. Il paese offre feste popolari come quella delle patate. (famosa la sua squisita torta di patate) Mareto, come altri paesini delle nostre montagne, vuole evitare lo spopolamento e desidera riempirsi di vita, ma va accostato con un turismo tranquillo, rispettoso.che non stravolga i suoi luoghi e il suo stile di vita. Se ristrutturate a dovere chiesa e canonica sarebbero il punto di partenza per rivalutare tutto il paese tanto amato dai suoi abitanti di ogni età che tutti amici e coesi si aiutano nelle varie iniziative che ogni gruppo organizza, come la festa d’estate o la cispolada sulla neve d’inverno.

Attivissimo e fra i promotori del. restauro il Circolo Oratorio Anspi Aserei il cui presidente Stefano Chiappelloni è pieno d’entusiasmo e d’amore per il suo paese come tutt,i proprio tutti, del resto, dal giovane Alessandro Sartori che tiene i contatti necessari a Fiorenzo Barbieri che seguirà il restauro fino ai più anziani. Per una Mareto più viva e più bella, possono aiutare tutti Enti e privati poiché è aperta una sottoscrizione in quanto il Bonus copre solo il 75 % del costo del restauro. È importante dare una mano perché non si tratta solo di salvare un edificio storico, si tratta di salvare la vita della nostra montagna e soprattutto si tratta di salvare un modo di stare insieme fra generazioni diverse impegnate nello stesso amore per Mareto. Troppi abbandonano i paesi per le metropoli, i giovani di Mareto invece vogliono restare, troppi pensano solo a sé stessi mentre gli abitanti di Mareto si sentono un solido insieme. Da Mareto quindi ci viene anche una bella lezione di vita che merita l’aiuto di tutti
Bruna Milani



