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BOBBIO FILM FESTIVAL GRAN FINALE. VENERDI’ 9″IL TRADITORE” E SABATO 10 “MIRACOLO A MILANO”RESTAURATO

La storia di “Gelsomina Verde”. con Pacifico e Arcopinto, è stata al centro della serata di ieri del Bobbio Film Festival: una storia vera, nota alle cronache, quella della ventiduenne di Scampia dedita al volontariato, torturata per ore e infine uccisa con un colpo di pistola nel 2004. Il suo corpo venne dato alle fiamme all’interno di un’auto essendo stata per un breve periodo la ragazza di Gennaro Notturno, membro del clan degli “scissionisti” di Secondigliano

Ospiti della serata,  il regista Massimiliano Pacifico e il produttore Gianluca Arcopinto, che nel confronto con il pubblico hanno spiegato come hanno scelto questa storia. “Gelsomina è stata una vittima della mafia, era una persona che aiutava il suo quartiere, si dedicava al volontariato; l’unica sua ‘colpa’ è stata innamorarsi dell’uomo sbagliato. Storie come queste non vanno dimenticate, e con questa idea è nato il film”. Attraverso il racconto del terribile omicidio di mafia, Pacifico ha indagato le contraddizioni di un certa società, completamente allo sbaraglio: “Una situazione di degrado sociale e culturale perché, oltre all’efferato delitto, c’è tutto un contorno di omertà. La mafia è origine e conseguenza di una povertà non solo economica, ma anche etica e culturale. Un vero veleno sociale”. Nel cast, anche Francesco Verde, fratello di Gelsomina: “Da subito lo abbiamo coinvolto nel progetto, assumendo poi un ruolo determinante come interprete”. 

Questa sera, pausa per il Bobbio Film Festival, che torna domani con “Bangla” e il suo regista (nonché protagonista) Phaim Bhuiyan. Nel film, Phaim è un giovane bengalese musulmano, ha ventidue anni, è nato in Italia, vive con la famiglia a Torpignattara, lavora come steward in un museo e suona in un gruppo. Durante un concerto incontra Asia, istintiva, sregolata, molto diversa da lui. Nasce l’amore, che Phaim dovrà conciliare con la prescrizione islamica della castità prima del matrimonio. 

Ricordiamo poi che venerdì 9 agosto, ancora alle ore 21.15, ci sarà una nuova proiezione de “Il traditore” presso il Chiostro di San Colombano a Bobbio, il film di Marco Bellocchio con Pierfrancesco Favino, pluripremiato ai Nastri d’Argento e unico film italiano in corsa all’ultimo Festival del Cinema di Cannes. Apertura lo scorso 27 luglio del Bobbio Film Festival 2019, la proiezione de “Il traditore” ha registrato presto il tutto esaurito; per chi se la fosse persa, venerdì 9 ci sarà nuova occasione di vedere la pellicola. 

Infine, ricordiamo anche il gran finale del Bobbio Film Festival con un classico del cinema, sabato 10 agosto, ore 21.15, in versione restaurata a cura della Cineteca di Bologna: l’appuntamento sarà però non con l’annunciato “Polvere di stelle”, ma con “Miracolo a Milano”, a causa di motivazioni tecniche che non hanno consentito la proiezione del primo. 

Capolavoro del 1951 uscito dal cappello di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, “Miracolo a Milano” è tratto dal romanzo “Totò il buono” dello stesso Zavattini, che collaborò alla sceneggiatura assieme a De Sica. 

Prima della proiezione, ci sarà la consueta cerimonia di premiazione del Bobbio Film Festival con la consegna del Gobbo d’Oro, l’ormai tradizionale riconoscimento realizzato appositamente per la rassegna dall’artista Luigi Scaglioni.

• Biglietti • 

I biglietti hanno un costo di € 8,00 e possono essere acquistati: on line al sito www.comune.bobbio.pc.it oppure a Bobbio presso l’ufficio IAT (Piazza San Francesco) dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 18.00 tutti i giorni dall’inizio festival; le sere delle proiezioni anche dalle 19.30 alle 21.30 presso chiostro di San Colombano, piazza Santa Fara. 

Per informazioni sull’acquisto di biglietti e abbonamenti: 

iat.bobbio@sintranet.it 

Informazioni:

Per informazioni sui programmi, le attività, gli ospiti del festival consultare il sito www.fondazionefarecinema.it o scrivere a info@fondazionefarecinema.it  

Per informazioni logistiche: 

IAT del Comune di Bobbio, Piazza San Francesco, 29022 Bobbio (Pc), tel 0523 962815 

www.fondazionefarecinema.it

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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