Grande fermento attorno al progetto del ristorante annesso alla struttura (con tanti pronti a gestirlo e con diverse novità), un locale che però vedrà la luce nella primavera 2019. Molto prima, anche se con un leggero ritardo, l’apertura dell’ex Chiesa di Sant’Agostino sullo Stradone Farnese, un luogo straordinario che verrà restituito all’antico splendore e alla città grazie al coraggio e alla passione di Enrica De Micheli, l’antiquaria piacentina che si é aggiudicata la concessione del bene.
Dunque, in questo mese di Agosto, lavori complessi per assicurare servizi indispensabili, dal riscaldamento ai bagni, ma anche il prendere forma di tante idee che confermano nel complesso il progetto originale. Sant’Agostino sarà un centro propulsore di arte e cultura, un luogo speciale per ospitare mostre, eventi, corsi, manifestazioni in sintonia con la mission dell’ex Chiesa piacentina, ma soprattutto un tassello fondamentale per valorizzare la rete culturale della città, in sinergia attiva con le altre realtà museali e artistiche già presenti.
I progetti concreti vengono dunque confermati da Enrica De Micheli:
dal 7 al 14 ottobre, a questo punto prima dell’inaugurazione ufficiale, Fuori Visioni, con l’esposizione, in un circuito regionale, di opere di giovani artisti emergenti;
Il 20 ottobre, data da confermare, l’inaugurazione ad inviti, quindi domenica 21, anche in questo caso da confermare, l’apertura alla città, nel segno di una restituzione che anima tutto questo progetto;
di grande respiro anche le collaborazioni con il Salone del Mobile di Milano (Piacenza ospiterà in Sant’Agostino un Fuori Salone per un mese), con l’artista piacentino Davide Groppi, maestro delle luci, che ci stupirà con scelte di grande raffinatezza e in generale con il mondo dell’arte internazionale, con la scelta di un direttore artistico che proprio nei prossimi giorni potrebbe dare conferma di accettare l’incarico piacentino.
Una cosa é certa. Enrica De Micheli, coadiuvata in questo percorso dall’Arch. Enrico De Benedetti, ha quello che serve per garantire una rinascita che, speriamo, trascinerà con sé le forse culturali e artistiche della città. Raggiunta al telefono, alla fine di un’estate intensa, non tradisce alcun cedimento, ma anzi trasmette energia positiva e voglia di rimboccarsi le maniche. Insomma, non saremo Capitale della Cultura nel 2020, ma forse, molto prima, potremo vivere una stagione culturale degna di una città d’arte come la nostra.



