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Liberali “Amministrative 2027, apparentamenti in base ai programmi. Quanto al consigliere Putzu …”

L’Associazione Liberali Piacentini prende atto del risultato del referendum sulla riforma costituzionale della magistratura in cui ha prevalso il no (anche se a Piacenza e Provincia il si ha avuto la meglio). Ritiene si sia persa l’occasione di completare la riforma Vassalli del 1989 (scritta dal prof. Gian Domenico Pisapia) con cui si è introdotto il rito accusatorio nel processo penale, sostituendo quello inquisitorio del 1941 introdotto in epoca fascista e dove la separazione delle carriere tra pubblico ministero e giudice era uno dei punti cardine.

VOLONTA’ POPOLARE Ritiene altresì che su questi temi la volontà popolare sia sovrana allorché, seguendo il procedimento di cui all’art. 138 della Costituzione per riformare alcuni articoli della costituzione, occorra ricorrere al referendum confermativo quando non si raggiunge la maggioranza dei due terzi del Parlamento per l’approvazione del disegno di legge.

Occorre quindi prendere atto che alla luce delle bocciature degli ultimi referendum confermativi, su questi importanti argomenti si debba trovare l’accordo in Parlamento per raggiungere la detta maggioranza qualificata.

LA POLITICA LOCALE Per quanto riguarda la politica locale (continua l’Associazione Liberali Piacentini), al di là dei titoli di giornale in cui si parla di avvicinamento dei liberali al centrosinistra in ottica elettorale del 2027, la verità è ben altra e sempre quella delineata dall’Associazione in tutti i suoi comunicati e nei propri consessi. E cioè che ogni possibilità di apparentamento (ad oggi del tutto prematura) non potrà prescindere da programmi caratterizzati, per buona parte, da contenuti di chiara ispirazione liberale.

IL CONSIGLIERE PUTZU Ed anche l’attività del proprio consigliere comunale Filiberto Putzu (al di là di mere interpretazioni di “comodo”) è ricondotta a quanto il compianto avvocato Corrado Sforza Fogliani aveva espresso in Consiglio comunale dopo le elezioni del 2022. E cioè che i liberali votano i provvedimenti che di volta in volta vengono ritenuti più opportuni per il bene della città, senza distinzione di colore politico, contrastando quelli che tali finalità non hanno.

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