HomeAttualitàIL NOSTRO MAESTRO BUSSI, INDIMENTICABILE PERCHÉ SPECIALE

IL NOSTRO MAESTRO BUSSI, INDIMENTICABILE PERCHÉ SPECIALE

Ne scrivo adesso, volutamente a giorni di distanza dalla sua perdita, perché non lo faccio per dovere di circostanza, ma perché mi spiace davvero, mi manca davvero e mancherà davvero a tutti, anche a chi non l’ha conosciuto. Il maestro FRANCESCO BUSSI infatti era non solo un grandissimo esperto di musica, ma un vero gentiluomo, una di quelle persone ormai introvabili, persone gentili, attente, capaci di ascoltare e capire e poi consigliare pazientemente. Magnifico insegnante, non solo conosceva al livello più alto la sua materia “Storia della musica” ma sapeva trasmetterla.

Non ho avuto la fortuna di essere sua allieva come lo è stata Mirella Molinari che infatti lo ha ricordato con affetto e ammirazione. Purtroppo io no, ma ho potuto ascoltarlo e quando raccontava e spiegava sapeva incantare. Riusciva a far amare ciò che amava cosa che solo i grandi maestri sanno fare. Non basta avere mille lauree per saper insegnare bene una materia ai propri allievi. Spesso si passano solo fredde nozioni utili ma interessanti solo per la mente.
Ben altra cosa, ben altro talento è saper trasmettere qualcosa di appassionante e caldo, qualcosa di vivo che vivrà in noi impercettibilmente e ci cambia, ci amplia, ci migliora, ci rende più sensibili, più attenti e riflessivi, più profondi, più vasti.

Grande insegnante e grande divulgatore dunque, ma anche anche grande uomo. Soprattutto in questa veste l’ho conosciuto. Sono orgogliosissima dell’interesse che il Maestro BUSSI dimostrava per ciò che scrivevo. Ne parlavamo e mi accorgevo che mi aveva capita fino in fondo.

Parlavamo pure di musica antica e di quella barocca che amo, di Bach e di Poesia, degli esseri umani e di come va il mondo. Aveva un approccio lucido e profondo, una grande tenerezza per l’umano.
Mi trasmetteva intelligenza e calma, fiducia. E non solo a me.
Una mia carissima amica, eccellente violinista che era stata sua allieva, rimase completamente sola, malata e senza nessuno. Si rivolgeva al Maestro BUSSI come a un padre, gli raccontava i suoi dolori fisici e morali, si sfogava con lui che l’ascoltava a lungo con pazienza e gentilezza, la consigliava e confortava. Che perdita per la mia amica la scomparsa del Maestro! Che perdita per Mirella, per me che non non ho più un simile interlocutore ! Ma che perdita per tutti, perché è difficile ritrovare oggi le doti che il Maestro si è portato via : signorilità, pazienza, sincero interesse, vero gusto per ciò che nobilita l’animo umano.
Piacenza dovrebbe celebrare e ricordare degnamente il Maestro BUSSI, perché non possiamo fare a meno dei valori che in pubblico e in privato il maestro ci ha trasmesso e testimoniato.

Bruna Milani

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1 commento

  1. Ci sono persone che non sono mai abbastanza valorizzate
    È auspicabile condividere un grande senso di riconoscimento per quello che ha saputo fare affinché il suo impegno e il suo lavoro non vengano dimenticati

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