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Libiam nei lieti calici-L’alfabeto della cucina verdiana. Roberto Codazzi “Verdi é piacentino”

Non solo sapori piacentini o parmigiani, sulla tavola di Giuseppe Verdi, come racconta il libro di Roberto Codazzi “Libiam nei lieti calici-L’alfabeto della cucina verdiana”. La diatriba circa i natali del grande maestro non trova per forza risposte nelle sue preferenze enogastronomiche. Semmai, nel caso di un confronto su questo terreno, si finirebbe in una sostanziale parità, tenendo conto anche del fatto che l’ambito provinciale da cui arrivava il Cigno di Busseto fu poi superato dalle tante esperienze internazionali, nonostante Verdi amasse ricordare “rimarrò sempre un contadino delle Roncole”.

Cibo e vino, nel caso di Verdi, tratteggiano infatti il profilo di un uomo di mondo, nella maturità, un buongustaio aperto a sapori esotici e ad esperienze nuove. Il tutto, mescolato a riverberi di una tavola meno raffinata, che rimase base imprescindibile, nel bere e nel mangiare.

Roberto Codazzi

LA SERATA A PONTENURE Pubblicato anni fa, il libro di Roberto Codazzi “Libiam nei lieti calici-L’alfabeto della cucina verdiana” darà il titolo ad un’interessante serata a Pontenure sabato 20 settembre. Alle 21.15, nel teatro Serra di Villa Raggio, andrà in scena un omaggio alla musica e al bel canto organizzato da DeA Donne e Arte e promosso dal Comune di Pontenure,un’occasione per raccontare e approfondire aspetti inediti o poco conosciuti della vita di Giuseppe Verdi. “In generale-precisa Codazzi-musica e cibo sono più vicini di quello che sembra. E non penso solo a Rossini che è considerato il musicista gourmet per eccellenza. Un po’ tutti i musicisti, abituati ad esaltare sentimenti ed emozioni, erano e sono affamati dei tanti aspetti della vita, anche a tavola.”

La buona tavola era appagamento e convivialità anche per Verdi, nato ruspante e diventato gourmet, complessivamente in grado di sintetizzare i sapori di casa sua con vini e cibi che imparò a conoscere durante le varie trasferte all’estero, soprattutto parigine. Un bel mix di saporti e suggestioni, ben raccontati nel volume di Roberto Codazzi, musicista, giornalista, musicologo e direttore artistico del Museo del Violino di Cremona.

LIBIAMO NE’ LIETI CALICI – L’ALFABETO DELLA CUCINA VERDIANA 

Cosa si evince dalle abitudini culinarie del Cigno di Busseto? “Verdi che era magro e secco, era un mangione e buon bevitore. Sappiamo ad esempio che al Grand Hotel et de Milan, pochi giorni prima prima della morte, il cuoco gli servì un menù (conservato nel Museo della Scala) con diverse portate e piatti sostanziosi:il bue stufato, tre quattro/primi, altrettanti secondi e diversi dolci. Tra i cibi preferite anche la spalla di San Secondo, che regalava ad amici e collaboratori, e, tra le bevande, oltre al vino, emerge una passione per il caffé; pare infatti che ne bevesse fino a 15 al giorno.

Ma la cosa più interessante é il fatto che la cucina di Verdi racconta un pò la sua vita, l’evoluzione della stessa. Partito da piatti poveri della bassa e della sua terra, figlio di un oste, apprezzava il Lambrusco, duro e pesante, ma poi come uomo di mondo si appassionò a vini più raffinati e ad una cucina internazionale.

Tra i tanti esempi di piatti apprezzati dal compositore mi piace ricordare il risotto alla Verdi, semplice, cotto nel brodo con il midollo di bue, alla fine mantecato con parmigiano, zafferano e scaglie di tartufo. Sintesi perfetta di sapori che arrivano da luoghi e culture diverse.”

VERDI PIACENTINO? I gusti a tavola di Verdi, raccontano qualcosa che possa aggiungere chiarezza alla diatriba tra Piacenza e Parma, circa le sue origini?

“Verdi era piacentino, non c’é alcun dubbio. La sua famiglia era originaria del luogo dove tornò a vivere e cioé Sant’agata di Villanova sull’Arda. Ci sono diversi studi che ricordano in particolare le origini della mamma, ma ovviamente, le conclusioni possono essere diverse,  dipende se si valuta la vicenda alla luce dei confini di oggi oppure a quelli di allora, pensando al fatto che il Ducato di Parma e Piacenza era un territorio comune.

La vicenda é complessa e agita ancora il dibattito. Io penso, e lo dico senza problemi, che Verdi sia piacentino, e che anche le sue scelte in vita lo dimostrino. Parlando poi di cibo e bevande, come già detto, la cucina verdiana si basa su eccellenze di entrambi i territori, ma evidenzia anche un’inevitabile, interessante evoluzione, con sapori e profumi incontrati nei viaggi all’estero, nelle frequentazioni internazionali del Maestro, nel suo stile di vita che lo portava, ad esempio, in Liguria a svernare. E’ qui che imparò ad apprezzare il pesce, inserendolo in modo costante nella sua alimentazione”

IL CONCERTO DI DEA, CONTESTO MAGICO E si parlerà di questo e di molto altro nel corso della serata a Pontenure, il 20 settembre, dalle 21.15, con ingresso libero e senza prenotazione.

Il racconto di Codazzi si alternerà a famose arie d’opera di G. Verdi che verranno eseguite da due giovani e talentuosi cantanti lirici, Carmen Lopez, soprano e Hyun-Seo Park, tenore che si sono distinti al 7°Concorso Internazionale San Colombano (che si è svolto dal 17 al 20 ottobre 2024 a Palazzo Farnese). I cantanti saranno accompagnati al pianoforte dal M°Cesare Goretta.

Una collaborazione con DeA Donne e Arte, e con la presidente, Giovanna Beretta, che per Codazzi prosegue e si consolida.

“Si la mia collaborazione con DeA prosegue. Sono spesso in giuria a Piacenza in occasione del Concorso San Colombano e questo mi fa molto piacere (anche come occasione, appunto, per gustare cibo buono). Nel caso poi del concerto di Pontenure, sono attratto dal format, che unisce racconto e musica e anche dalla location. Un piccolo Teatro, particolarissimo, esempio di quella ricchezza culturale che solo un paese come l’Italia può ancora vantare di avere.”

 

 

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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