Si è svolta lunedì 7 luglio, presso la bellissima Villa Barattieri di Albarola, la prima conviviale dell’anno rotariano 2025-2026 del Rotary Club Piacenza, ora presieduto da Enrico Chiodi, che da qualche settimana ha ricevuto il collare dal past presidente Pierluigi Petrini.

Il Rotary Club Piacenza è il più antico della nostra provincia e tra i più risalenti anche a livello nazionale e si appresta a celebrare l’anno venturo il centenario dalla fondazione, traguardo di assoluto rilievo, che attualmente solo pochissimi altri club del nostro paese hanno raggiunto.
Prima della serata inaugurale, si è riunito il consiglio direttivo, composto anche da Augusto Pagani, Marcus Benussi, Paolo Toscani, Marco Groppi, Roberta Fiorani, Mauro Gandolfini, Eleonora Savi, Pietro Coppelli, Giorgio Visconti e Caterina Fiazza, che si è subito posto all’opera per organizzare il prosieguo dell’attività sociale, con particolare riferimento ai numerosi progetti di service patrocinati dal club.
Quest’anno il Rotary Club Piacenza vedrà altresì un’importante novità, consistente nella creazione del club satellite Piacenza Primogenita, presieduto da Edoardo Zaffignani, che costituisce per l’appunto un sottoinsieme del club, formato da giovani membri per lo più provenienti dal mondo Rotaract e che, pur entrando a pieno titolo nell’organico del club padrino, avrà anche una vita sociale autonoma.
La compartecipazione con il nuovo club satellite costituisce una nuova sfida per il Rotary Club Piacenza, club di antica tradizione che non si sottrae tuttavia al cimento, all’insegna dei valori rotariani di innovazione nella continuità e del motto scelto dal Presidente del Rotary International “Unite for good” che significa appunto “Uniti per il bene”.
I numerosi soci e ospiti intervenuti alla serata sono stati resi partecipi dei propositi del club e dei progetti abbozzati durante la riunione del Consiglio direttivo, che si è già attivato per dare il via all’organizzazione dell’anno sociale perché, come ha sottolineato il Presidente Enrico Chiodi “anche se le persone del presidente e dei consiglieri cambiano, il Rotary resta, è la nostra grande famiglia che ci chiama per fare tutti del bene uniti”.



