È un orgoglio piacentino, e non solo, Marzia Zambianchi la straordinaria giovane artista che con le possibilità fisiche ed espressive del proprio corpo crea meraviglie nella forma d’arte più avanzata, quella sospesa nell’aria.
Oggi che il corpo viene considerato soprattutto merce e trattato in modi sempre più volgari e brutali come fosse indipendente dall’interiorità, Marzia dimostra invece quanto sia bello e appagante esprimersi nell’arte con la totalità del proprio essere.
Marzia Zambianchi ha ottime basi che le hanno consentito di raggiungere questo risultato di eccellenza.
Bimba piccolissima ha iniziato con la ginnastica artistica presso la QT8 della Farnesiana a Piacenza per poi passare alla ginnastica ritmica nella quale si è classificata seconda al campionato nazionale. 
Volontà ferrea, spirito di sacrificio che non si ferma davanti ad alcuna difficoltà, determinazione, costanza, pazienza, il tutto unito a una grazia innata. Non è retorica, ma necessità indicare Marzia come buon esempio per tanti giovani che cercano solo scorciatoie poco faticose dimenticando che più la meta è difficile da raggiungere più grandi sono la soddisfazione, il merito, l’onore.
A un certo punto della sua vita non le bastava più esprimersi con la ginnastica. Dopo l’adolescenza l’evoluzione della sua mente e i cambiamenti del suo corpo esigevano altri orizzonti.
Si presenta allora alle selezioni per entrare all’Accademia di arti circensi in Portogallo. Supera brillantemente le prove ed entra nel Teatro Casa das artes (Famalica, Portogallo). Si perfeziona in arti circensi che aggiunge alle sue competenze: specializzata in cerchio aereo e danza acrobatica della quale è insegnante.
Tutte qualità che possono esprimersi nel circo moderno andato ormai ben oltre il brivido del trapezio del camminare sul filo come si faceva un tempo. Oggi il circo moderno è la forma più evoluta dell’arte non solo per la bellezza che esprime, ma perché l’artista è la sua stessa opera. Proprio questo mettere in scena sè attraverso se stessa è il grande pregio di Marzia artista indipendente che proprio grazie a questa indipendenza crea da sé i propri spettacoli, gesto per gesto, sceglie le musiche, i costumi, la coreografia, i testi. Si, anche i testi, perché Marzia Zambianchi ha pensieri interessanti da veicolare come quello su Eva cacciata dal Paradiso. È questa sua opera intitolata “E” che ha presentato di recente con successo al “Festival de l’eau” a Saint Nazare in Francia. Unica italiana selezionata alla call “Resonance” è stata ospite della residenza per artisti ” La Volière”. Altre volte e in altri luoghi ha vinto la selezione per essere ospitata in residenze per artisti dove ci sono gli spazi e la tranquillità per progettare e provare le esibizioni. Presto sarà ospite alla ” Fabbrica del Vapore ” di Milano.
A Saint Nazare l’artista (instagram@marziazambianchi) ha interpretato col corpo e con la voce la “sua” Eva salita sull’albero (della conoscenza) come tutte le donne disobbedienti che salgono sugli alberi per protesta, sia quelle del terzo mondo che quelle in difesa dell’ambiente.
L’Eva di Marzia lascia volontariamente il Paradiso dove tutto è perfetto e perciò senza sorprese preferendo andare nel mondo umano dove tutto è imprevedibile. Dall’alto dei suoi rami la visione è più ampia, forse più esatta. Quando entra nel nostro mondo Eva sorseggia un caffè mentre la radio trasmette notizie dal Paradiso.
Lo spettacolo “E” si conclude con un “A Dieu” che significa “A Dio” ma che pronunciato può sembrare anche ‘adieu” “addio”. Ecco ciò che si può chiamare il “pensiero corporeo” di Marzia Zambianchi : le sue riflessioni così nuove espresse attraverso insolite modalità teatrali (dove anche il pubblico partecipa) di cui lei è autrice, regista, coreografa. Lunghe ore di fatica per inventare, utilizzare, controllare ogni più piccolo muscolo con una padronanza e una consapevolezza del proprio corpo inconcepibili per la maggior parte di noi. Una padronanza di sé davvero invidiabile, un sicuro autocontrollo di cui molti avrebbero bisogno, soprattutto i potenti della Terra. È così che una tale esibizione artistica diventa molto più che Bellezza, molto più che punto d’equilibrio armonico (per chi guarda) fra la paura del rischio e l’ammirazione, ma riempie quel vuoto là in alto di pensiero corporeo fatto di gesti che esprimono idee che incantano ricamando l’aria.
Bruna Milani






