HomeAttualitàAL MUNICIPALE CONCERTO DI GIOVANNI ALLEVI GRANDE PIANISTA E SPECIALISSIMO UOMO

AL MUNICIPALE CONCERTO DI GIOVANNI ALLEVI GRANDE PIANISTA E SPECIALISSIMO UOMO

Domenica 12 gennaio alle ore 18 gran concerto di Giovanni Allevi presso il Teatro Municipale di Piacenza. Chi è questo pianista? <<Un gatto sotto la credenza>>. È lui stesso a definirsi così, perché ama stare in disparte a osservare e meditare, a indagare in sé e intorno a sé per aumentare << la consapevolezza del vivere qui e ora, perché la vita è meravigliosa>>. Parole sue. Consapevolezza che egli ritiene più importante persino della felicità come ha imparato dall’esperienza di una gravissima malattia per la quale a lungo ha rischiato di morire e per due anni lo ha tenuto lontano dai concerti.
Su questa parte della sua esistenza ha scritto un libro, ma non come fanno tanti per raccontare la malattia, bensì per condividere i doni, sì proprio i doni, che ha ricevuto da quello che ha sofferto.

Doni come la consapevolezza, il sentirsi parte di tutta l’umanità, la scoperta e l’accettazione della fragilità, il sentire la corsia d’ospedale come casa e non come luogo da evitare, lo scoprire la fratellanza con chi soffre e il valore della cultura (non dell’erudizione). Soprattutto scoprire l’ importanza delle cose che contano davvero.
“I nove doni” glieli ha incredibilmenti regalati la malattia o, più esattamente, il suo sapersi rapportare ad essa. Davanti al dolore e al rischio di morire ci sono solo due possibilità: o disperarsi o vivere un’ altra dimensione, un altro significato, un’altra scala di valori. Infatti quando tutto si riduce all’essenziale si capisce finalmente cosa conta davvero e allora ad esempio <<i numeri non contano più >> dice Allevi e se prima anche un solo posto vuoto lo turbava ora non gli importa: è vivo, sente di far parte di un tutto universale e senza tempo, ha la musica e sa che la vita, anche per il fatto di essere semplicemente vita, è meravigliosa.

Giovanni Allevi è pianista, compositore, direttore d’orchestra, scrittore, laureato in filosofia, marito di una brava pianista, padre di due figli e padre putativo di un micio di nome Gatto. Famosissimo in tutto il mondo, ha suonato anche con Jovanotti, Ligabue, Cristicchi e altri. Spazia soprattutto dal jazz alla musica classica. Le sue composizioni, che potrebbero forse definirsi di stile “classico contemporaneo”, sono piacevolissime, limpide e fluide. Hanno la chiarezza del suo eloquio di affabulatore incantatore. Ascoltarlo parlare è affascinante quanto sentirlo suonare. La bella forma delle frasi, l’aggettivazione perfetta, la chiara messa a fuoco dei pensieri più profondi e la comprensibile esposizione dei concetti più ardui fanno sì che ascoltarlo è, ogni volta, arricchimento intellettuale e spirituale. È stato insignito di molte onorificenze tra cui quella di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Tutti noi abbiamo ben presente la sua figura alta e dinoccolata, con una foltissima chioma di riccioloni scuri, i gesti ampi, ondulati quasi che dirigesse lo spartito dei suoi pensieri, le sue parole come strumenti d’orchestra,
Il 2 giugno del 2022 alla Konzerthaus di Vienna alla fine del suo concerto tutto il pubblico in piedi gli tributava un’ ovazione eccezionale, ma lui aveva un dolore atroce alla schiena e non riusciva ad alzarsi per ringraziare il pubblico. Era l’inizio della sua malattia: ” mieloma multiplo” tumore al midollo spinale.
E lui che ha fatto? Terrorizzato e sgomento non è andato su internet per saperne di più, ma è andato a vedere a quali note corrispondevano le lettere del nome
“mieloma” basandosi su una teoria di J. S. Bach. Ne è uscita una musica bellissima che, poiché non poteva suonare il pianoforte, gli ha ispirato “Tomorrow” una sinfonia per violino e orchestra che ha provato a dirigere mentalmente scendendo dal letto d’ospedale e alzando le braccia con una flebo in vena. Questa è la sua forza e la sua grandezza di musicista: la capacità di attingere alla Bellezza grato alla Vita che glielo consente.
Abbiamo raccontato tutto questo di lui non per muovere a compassione né per chiedere indulgenza nel giudicare la sua arte. Siamo noi ad aver bisogno di compassione per non aver capito ciò che invece ha capito lui.
Abbiamo voluto dire quanta esperienza di vita, quanto pensiero, quanto dolore, quanta illuminante saggezza, quanto amore per la vita troveremo nella sua musica.
In quanto al giudizio sulla sua arte il tutto esaurito parla da sé.

Quel ragazzone degli inizi forte, intelligentemente ironico, simpaticissimo

è oggi un signore con la stessa aria da ragazzo ma con la chioma bianca e che si commuove facilmente.

Suonerà indossando un busto scomodo e rigido, sarà imbottito di oppiacei per poter sopportare i dolori lancinanti, ha formicolio alle mani e gli tremano le dita. Perfezionista qual’era e qual’è ha imparato a non preoccuparsene più di tanto, perché al rischio di piccole imperfezioni supplisce con l’amore per la musica, per il piacere di suonare, grato di godere del Creato. Tutta la sua filosofia di vita, come tutto sé stesso, sono nella sua musica come perfettamente nella sua voce: una risata che sa di pianto e un pianto che contiene sorrisi.

Bruna Milani

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3 Commenti

  1. Il ritratto di un grande uomo ,prima che di geniale artista,che Bruna descrive come sempre da par suo,con la consueta squisita sensibilità .L’artista sublime che scopre la malattia ,si ritrova vulnerabile e vive questo periodo della sua vita cercando di fare ciò che ha sempre fatto: suonare .

  2. Grazie Bruna per la delicatezza usata nel descrivere e mettere in evidenza la sensibilità di questo grande Artista. In pochi sanno apprezzare le opportunità che la malattia sembra negare. Lui vive e spiega gentilmente quanto di bello sa vedere. Solo solo i Grandi ci riescono. Carlo e Nadia

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