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Al Collegio Alberoni il recupero di un settimo arazzo, é della serie di Alessandro Magno

Un settimo arazzo alberoniano in restauro

E sono sette.

È iniziato infatti, con il contributo di Regione Emilia – Romagna, nell’ambito della convenzione per l’ampliamento dell’organizzazione museale sottoscritta da Opera Pia Alberoni e Regione Emilia Romagna, il restauro di un settimo arazzo dei diciotto straordinari capolavori in lana e seta che costituiscono la collezione del Collegio Alberoni, una delle più importanti in Italia e in Europa. Si tratta di un panno istoriato della serie di Alessandro Magno. Ma la convenzione sottoscritta tra Opera Pia e Regione darà vita anche un intenso programma triennale di attività culturali dedicato allo spettacolare patrimonio tessile alberoniano.

Per poter avere una nitida percezione del grande pregio della collezione di arazzi acquisita dal cardinale Alberoni è infatti sufficiente varcare la soglia della Sala degli Arazzi, progettata alla metà del secolo scorso appositamente per la loro esposizione, e vedere lo spettacolare colpo d’occhio che la collezione offre.

 

 

Alessandro sceso da cavallo accoglie la delegazione di un popolo vinto

L’arazzo attualmente sottoposto a intervento di recupero, affidato alla restauratrice Tiziana Benzi, appartiene, come gli ultimi due recuperati, alla serie di Alessandro Magno. Si tratta di un pezzo in lana e seta di oltre quattro metri di altezza e larghezza tessuto dall’arazziere Jan Leyniers (1630-1686), su probabili cartoni di Jacob Jordaens (1593-1678), uno dei maggiori seguaci di Rubens.

Nel prezioso panno Alessandro, posto al centro con corazza, cimiero, lancia ed il mantello ocra sulle spalle, riceve l’omaggio di due personaggi inginocchiati ai suoi piedi, che portano le insegne di una città. Alle loro spalle altri dignitari, accanto ad un edificio dalla fronte riccamente ornata, si inchinano al sovrano. Dietro Alessandro si trovano due soldati, parzialmente coperti, di cui uno, col cimiero in capo, porta lo scudo. Alla sinistra del sovrano compare un cavallo che scalpita, trattenuto dall’arciere: su una ricca gualdrappa è posta una scimmietta che sembra voler giocare con i due soldati che stanno dietro. Le bordure sono molto ricche e portano in alto tre festoni di frutti e fiori e al centro un elmo con corona. In basso, al centro, due trombe incrociate, tra armi, fiori e frutta. Sui laterali, fiori, frutti e armi legati ai capitelli.

Un laboratorio di restauro piacentino e alberoniano e una restauratrice d’eccezione

Anche questo arazzo è stato affidato al laboratorio di restauro di Tiziana Benzi, ospitato presso Palazzo Chiappini, a Piacenza, antico edificio di proprietà dell’Opera Pia Alberoni dove la fondazione ha la sua sede.

Tiziana Benzi, profonda conoscitrice della collezione di arazzi alberoniani, ha già realizzato il restauro di alcuni panni istoriati che costituiscono la collezione del cardinale Alberoni.

Nel suo importante curriculum vanta una lunga collaborazione con il Palazzo del Quirinale e con altre prestigiose Istituzioni quali Venaria Reale, Accademia di Francia, Museo egizio di Torino, Vittoriale degli italiani, Duomo di Cremona, Palazzo Ducale di Mantova, Ambasciata di Malta (Roma), Ambasciata di Francia (Roma) e molte altre ancora. (Vedi paragrafo dedicato)

 

 

 

 

 

Gli arazzi del Cardinale. Un lungo e impegnativo progetto di recupero

 

Un progetto complessivo di restauro avviato nel 1995

La vera e propria impresa di recupero della collezione alberoniana di arazzi era stata avviata nel 1995 ed aveva portato al restauro dei due pezzi della serie detta di Priamo. L’ottimo risultato ottenuto aveva spinto Opera Pia Alberoni e Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna a intraprendere il recupero di due ulteriori arazzi della serie di Alessandro Magno, portando pertanto a quattro il numero complessivo di arazzi restituiti al loro antico splendore. L’impossibilità di reperire ulteriori fondi, e di attingere ai finanziamenti pubblici, aveva poi determinato l’interruzione dell’ambizioso progetto.

 

Due ulteriori arazzi restaurati negli anni 2022 e 2023.

La campagna di restauro ha potuto riattivarsi nel 2022, grazie alla sottoscrizione tra Opera Pia Alberoni e Regione Emilia-Romagna di una convenzione finalizzata all’ampliamento dell’organizzazione museale, che ha permesso di avviare e concludere il restauro di ulteriori due arazzi della serie di Alessandro Magno.

Sulla base della suddetta convenzione la Regione Emilia Romagna aveva infatti determinato un sostegno finanziario di €. 15.000 per l’anno 2022 e di €. 15.000 per l’anno 2023 specificamente destinati al restauro degli arazzi alberoniani.

Indispensabile e determinante per il successo dell’impresa anche il sostegno economico della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

 

Alla fine dell’anno 2023 gli arazzi alberoniani restaurati erano pertanto 6, sui 18 che costituiscono la preziosa collezione: un terzo della collezione stessa.

 

Una nuova convenzione con la Regione Emilia Romagna sottoscritta nel 2024.

Il piano culturale presentato l’estate scorsa da Opera Pia Alberoni è stato approvato dalla Regione (con una valutazione in assoluto tra le più alte attribuite ai partecipanti al bando) e ha portato alla sottoscrizione di una nuova convenzione triennale (2024-2026).

La Regione Emilia Romagna ha assegnato infatti a Opera Pia Alberoni un contributo di €. 17.100,00 per l’anno 2024, €. 16.300,00 per l’anno 2025 ed €. 17.600,00 per l’anno 2026, che permetterà il restauro di un settimo arazzo alberoniano, ma che vedrà inoltre la Galleria Alberoni impegnata in un intenso progetto culturale di presentazione e valorizzazione del suo straordinario patrimonio tessile, che di seguito descriviamo.

 

Alla scoperta degli arazzi del Collegio Alberoni

A dicembre di quest’anno sarà infatti organizzata l’iniziativa Laboratorio aperto che intende svelare al pubblico tecniche, metodologie e segreti degli interventi di conservazione del patrimonio tessile, nonché le tecniche di tessitura di quelle storie narrate per trame e orditi che sono gli arazzi. Il pubblico avrà la possibilità di immergersi nel restauro dei tesori tessili e scoprirne le procedure e anche le tecniche di tessitura. L’iniziativa sarà organizzata da Galleria Alberoni insieme alla restauratrice Tiziana Benzi e al suo staff.

 

Per l’autunno 2025 è invece programmato un importante appuntamento scientifico: si terrà infatti nella nostra città un convegno internazionale di studi dedicato agli arazzi alberoniani e al più generale tema del restauro, della conservazione e dell’allestimento museale dei panni istoriati, che renderà Piacenza capitale del settore e luogo di condivisione delle più avanzate sperimentazioni ed esperienze conservative avviate nel mondo. Il programma, in via di definizione, prevederà infatti l’intervento dei più importanti esperti del settore a livello mondiale e delle più significative istituzioni che conservano, espongono e restaurano straordinarie collezioni di arazzi. L’iniziativa sarà promossa in collaborazione con le Istituzioni che hanno sostenuto in questi anni gli interventi di restauro sugli arazzi alberoniani.

Accanto a questo importante appuntamento scientifico saranno organizzate, sempre nell’autunno 2025, due importanti iniziative rivolte al più ampio pubblico dei visitatori.

 

La musica racconta gli arazzi è un progetto innovativo e sperimentale.

Danilo Rea, uno dei più importanti pianisti italiani, noto per la sua capacità improvvisativa e di dialogo artistico, sarà incaricato dello studio delle tre serie di arazzi alberoniani al fine della loro presentazione al pubblico, nella Sala degli Arazzi, in note musicali. La musica del pianista, interpretando le grandi narrazioni, tra storia e mito, raffigurate per trame e orditi, darà forma a una innovativa presentazione museale e di dialogo tra differenti linguaggi artistici. Non si tratta di semplice concerto o spettacolo, ma di attività museale di valorizzazione degli arazzi. L’evento sarà progettato in collaborazione con il Piacenza Jazz Club.

 

La domenica degli arazzi articolerà invece visite guidate e laboratori per avvicinare, in forma divulgativa, il pubblico più ampio possibile, alla collezione alberoniana.

 

Nell’anno 2026, che vedrà la conclusione dell’intervento di restauro sopra citato, Arte tessile in rete proporrà, nella forma della biciclettata culturale, un itinerario alla scoperta dei capolavori tessili custoditi ed esposti nelle istituzioni museali piacentine, consolidando pertanto la rete di collaborazione territoriale.

 

 

Un progetto ambizioso per una collezione di arazzi di grande importanza che vede costituirsi una rete di Enti, musei, Istituzioni, in una significativa collaborazione culturale a servizio della comunità locale e non solo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli arazzi del Cardinale Alberoni

Sono diciotto i superbi capolavori, suddivisi in tre serie diverse, che costituiscono la collezione di arazzi del cardinale Giulio Alberoni, in assoluto una delle più importanti raccolte italiane. Si tratta degli otto pezzi della Serie di Enea e Didone, tessuti dall’arazziere Michel Wauters di Anversa intorno al 1670 su cartoni di Giovan Francesco Romanelli, il maggiore allievo di Pietro da Cortona, gli otto pezzi della Serie di Alessandro Magno, tessuti da un ignoto arazziere fiammingo attivo a Bruxelles nella seconda metà del Seicento (forse Jan Leyniers) su probabili cartoni di Jacob Jordaens, uno dei più importanti seguaci di Rubens; e infine i due arazzi più antichi, quelli della cosiddetta Serie di Priamo.

Colto e attento conoscitore dell’arte del suo tempo Giulio Alberoni, per quanto riguarda l’arte tessile, prediligeva i capolavori antichi.

Dei diciotto straordinari pezzi istoriati nessuno è infatti a lui contemporaneo.

 

Gli otto arazzi della serie di Alessandro Magno narrano episodi tratti quasi sicuramente dal De rebus gestis Alexandri Magni di Quinto Curzio Rufo:

[1] Alessandro si avvia a cavallo verso una spedizione militare; [2] Alessandro nella sua tenda riceve la moglie di Spitamene che gli porta la testa del marito; [3] Alessandro nel furore della battaglia; [4] Alessandro vincitore ossequiato dai vinti; [5] Alessandro in una foresta uccide un leone; [6] Una giovane donna (Rossane?), accompagnata dal figlioletto, si inginocchia davanti ad Alessandro; [7] Alessandro, caduto nel fiume Cidno, viene salvato dai suoi; [8] Alessandro, sceso da cavallo, accoglie la delegazione di un popolo vinto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tiziana Benzi

Restauratrice accreditata nell’ELENCO RESTAURATORI DI BENI CULTURALI EX ART. 182 DLGS 42-2004 per il settore materiali e manufatti tessili ed in pelle, nel 1997, si specializza in restauro di arazzi e tessuti antichi presso il CE.SV.I.P. ente di formazione piacentino che organizzò il corso in gemellaggio con l’Opificio delle Pietre Dure a Firenze e la regione Emilia Romagna.

 

Il superamento di un concorso pubblico, indetto dal Palazzo del Quirinale a Roma le apre le porte per una carriera brillante e piena di Bellezza, ormai quasi ventennale.

 

La professionalità acquisita la porta a coordinare importanti cantieri, gestendo sia lo studio del progetto dell’intero iter di restauro che la parte di documentazione tecnica, conservazione preventiva, monitoraggio ed allestimento. Lavorerà con Enti italiani tra i più prestigiosi, quali il Quirinale e l’Accademia di Francia (RO), il Vittoriale degli Italiani (GR), Palazzo Pitti (FI), Museo Egizio (TO), l’Ambasciata dell’Ordine di Malta presso la Santa Sede (RO), il Collegio Alberoni (PC) e numerosi altri. Tiziana ha maturato una vasta esperienza    progettuale, teorica e pratica che le ha permesso di portare a termine importanti commesse su collezioni pregiate di materiali tessili di epoche e culture differenti: da imponenti cicli di arazzi, a pregiati abiti antichi, dai delicati tessuti orientali agli opulenti paramenti ecclesiastici sino ai fragili reperti archeologici ed in cuoio, e ai più moderni tessuti d’arredo e cimeli sportivi contemporanei.

 

Le sue competenze non si limitano allo studio e al restauro diretto delle opere, ma si estendono anche ad attività di docenza presso Istituti Universitari Italiani. Le sue lezioni spaziano da corsi improntati alla preparazione tecnica di futuri restauratori a lezioni teoriche sulla merceologia tessile e sulle tinture naturali, sino all’affiancamento di studenti durante i loro progetti di tesi triennale e magistrale.

 

La sua continua ricerca e sperimentazione in ambito tecnico-scientifico, abbinata ad una rigorosa professionalità, porta Tiziana a progettare interventi reversibili che hanno come unico obiettivo la stabilizzazione, valorizzazione e la fruizione dell’opera d’arte nel tempo.

 

Tra i meravigliosi patrimoni tessili da lei recuperati vi sono:

  • I sette arazzi raffiguranti le storie degli Atti degli Apostoli su cartoni di Raffaello,

appartenenti al Palazzo Ducale di Mantova;

  • Il famoso Biplano di D’Annunzio, delle collezioni del Vittoriale degli Italiani;
  • Il restauro dei 34 rivestimenti tessili appartenenti alla Duchessa d’Aosta, a Palazzo

          Pitti, Firenze;

  • La manutenzione straordinaria e lo studio dell’allestimento di un ciclo di arazzi

appartenenti all’Ambasciata di Malta in Roma;

  • La manutenzione straordinaria dei cinque arazzi con le “Storie di Sansone” del

Duomo di Cremona;

  • La schedatura, il restauro e l’immagazzinaggio di due rari tappeti rinvenuti nella

tomba di Tutankhamen, del Museo Egizio di Torino;

  • Il restauro dell’arazzo settecentesco “Bacco ed Erigone”, appartenente alla Banca

          Intesa San Paolo di Torino;

  • Presso il Palazzo del Quirinale dal 2003 al 2021 ha portato a compimento numerosi progetti degni di menzione: (1) l’ allestimento di 20 arazzi Medicei in occasione della grandiosa mostra “Il Principe dei Sogni”, (2) il restauro di 24 pannelli cinesi della dinastia Quing, in seta dipinta, (3) lo studio e la manutenzione dei parati tessili della sala rinascimentale dello Zodiaco, (4) il restauro di due arazzi settecenteschi della serie di “Don Chisciotte” e il restauro dell’arazzo ‘’L’Arcolaio’’ della serie Teniers di Lille. (4) la schedatura informatizzata di tutti gli arazzi appartenenti alle collezioni del Quirinale.

 

Tiziana non è solo una restauratrice affermata, ma una custode della bellezza che ogni giorno continua a dedicarsi al suo lavoro con grinta, curiosità e voglia di condividere e accogliere. Il suo laboratorio, ubicato in  un palazzo storico del Centro di Piacenza, è infatti spesso visitato da studenti e brulicante di giovani restauratori che hanno voglia di osservare, imparare, e migliorarsi, entusiasti di riempire i loro occhi di   bellezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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