HomeCulturaIncongruo. Viaggio nella prima compagnia piacentina di teatro-danza

Incongruo. Viaggio nella prima compagnia piacentina di teatro-danza

Intervista a Claudia Passaro: studio, ricerca e passioni di una danzatrice piacentina. Danila Corgnati l’ha incontrata per noi.

Nata a Napoli ma piacentina da sempre, Claudia ha uno sguardo magnetico, una verve non comune e una capacità unica di coinvolgere chi ha davanti nel suo mondo e nei suoi pensieri.

Il suo mondo è la danza.

Prevalentemente la danza contemporanea che la vede da sempre artefice di una ricerca instancabile in una realtà artistica, quella italiana, non sempre facile.

Claudia, classe 1985, è danzatrice, coreografa ma anche organizzatrice e direttrice artistica della programmazione danza di quella bella realtà teatrale piacentina che è il Teatro Triestetrentaquattro. Uno spazio off con un centinaio di posti a sedere e una stagione teatrale di più di 60 spettacoli all’anno. Una realtà che funziona.

Quali sono stati i tuoi insegnanti di riferimento che hanno indirizzato il tuo percorso nella danza contemporanea?

– Dopo i primi studi qui a Piacenza ho iniziato a perfezionarmi con diversi esponenti del genere contemporaneo quali Alex Atzewi, Hofesh Schedter e Enzo Celli/Botega Dance Company, oltre a Kris e Swan per il genere Hip Hop.

Dopo questo periodo ha inizio quello che mi piace definire il mio periodo da freelance, sia come danzatrice che come coreografa, anche se questo ultimo ruolo non mi appartiene completamente. Amo la creazione e cerco comunque di renderla più personale possibile, ma forse per troppo perfezionismo mi avvicino alla ricerca coreografica con molto rispetto.-

Le esperienze che più hanno lasciato il segno sul tuo percorso di studi quali sono state?

– Sicuramente il lavoro con Ivan Wolfe con il quale ho approfondito la tecnica Floorwork. Una tecnica che mi appartiene completamente, molto dinamica, che sfrutta le leve del pavimento e si basa più sulla struttura scheletrica che su quella muscolare.

Inoltre ho fatto molta ricerca con differenti coreografi internazionali e le esperienze con i danzatori di Batsheva Dance Company, la compagnia più importante del mondo in termini di danza contemporanea, Sharon Fridman e Roberto Zappalá con il quale ho fatto uno workshop molto intenso, mi hanno permesso di calarmi completamente nel loro stile.-

Il tuo percorso ti ha portato poi a creare una tua compagnia: Incongruo. Come giudichi questa esperienza?

-All’inizio è nato tutto da un “gioco” coreografico con miei amici che avevano fatto il mio stesso percorso di studi e che ho poi introdotto alla tecnica Floorwork. Con queste ragazze, Martina Vitelli, Ilaria Mazzitelli, Priscilla Girometta, Veronica Polledri a cui si è aggiunto più tardi Andrea Ferrarini ed altri, ho potuto sperimentare la nuova dimensione della creazione di uno spettacolo.

Una grande spinta e una grande fortuna è stata quella di aver incontrato Filippo Arcelloni del Teatro Triestetrentaquattro che mi ha donato la possibilità di avere una sede e mi ha permesso così di superare quello che in Italia è forse il primo problema delle giovani realtà artistiche nel campo della danza, appunto lo spazio. Spazio per provare, creare e mettere in scena. Posso dire che Incongruo è una compagnia residente al teatro Trieste di Piacenza e questa è una cosa di cui vado fiera.

Dopo la creazione di alcuni spettacoli e la partecipazione a vari festival per ora la compagnia è in una fase di pausa per il naturale evolversi delle vite di ognuno.

Una bella reunion comunque l’abbiamo vissuta a giugno scorso quando abbiamo potuto esibirci all’Ariston di Sanremo, con grande emozione, nell’ambito di uno spettacolo di una scuola di danza che aveva richiesto la nostra presenza.

Sei direttrice artistica della sezione danza del Teatro TriesteTrentaquattro assieme a Ottavia Marenghi, con la quale ti occupi della Rassegna di danza contemporanea “Insincronia” ormai dal 2013: si tratta di una esperienza unica anche per la nostra città.

-Si, Insincronia è una rassegna alla quale tutto il team del Triestetrentaquattro ormai collabora attivamente. Lo staff infatti, oltre a me ed Ottavia, è formato anche dal direttore tecnico Alberto Marvisi e dal direttore artistico generale che è Filippo Arcelloni.

Insincronia nasce per dare visibilità alle compagnie meritevoli, ma non completamente dentro al circuito teatrale italiano. Uno spazio dedicato nella città di Piacenza che ci piacerebbe diventasse con il tempo un punto di riferimento costante per queste realtà coreografiche.

Ogni anno apriamo un bando per artisti attraverso il quale tutte le compagnie interessate possono mandare il loro materiale. In questo modo io e Ottavia visioniamo tutti gli spettacoli che ci arrivano e selezioniamo poi ciò che è più coerente non solo con la nostra visione di danza contemporanea, ma anche con ciò che possa soddisfare ed al tempo stesso educare, il gusto del nostro pubblico, che è molto eterogeneo.

Il dibattito che segue sempre lo spettacolo, nasce proprio dal bisogno di entrare più in profondità nel lavoro che si è appena visto e per permettere al pubblico di diventare più consapevole e competente.

Per questa edizione, dopo la Compagnia DNA che ha aperto la Rassegna sarà la volta il 18 novembre del collettivo Fuora Dance Project e il 16 dicembre di Frantics Dance Company.

Molti tuoi colleghi asseriscono che il vero problema della danza in Italia è che non viene considerata un lavoro a tutti gli effetti. Sei d’accordo?

Assolutamente si. Non esiste ancora la cultura europea del lavoro artistico inteso come tale. Ci sono poi poche strutture adeguate per una buona educazione artistica legate alla danza; c’è meno attenzione alle piccole realtà e un accesso praticamente nullo ai finanziamenti oltre che una disattenzione assoluta delle istituzioni.

Questo porta a realtà di danzatori sottopagati o addirittura non pagati e giovani compagnie che pur avendo buone idee non riescono a sopravvivere.

Nel nostro piccolo ad esempio ci dobbiamo ingegnare anche per sostenere spese necessarie per il Teatro. Abbiamo aperto un crowdfunding su Ideaginger.it per raccogliere i fondi necessari a sostituire il tappeto danza, con l’hashtag #cambiafacciaalteatro che scadrà il 31 ottobre. Se volete aiutarci potete farlo anche con piccole somme.-

Il tuo futuro come lo vedi?

Ho abbracciato completamente la volontà di fare parte di questo mondo anche se sono assolutamente consapevole della precarietà di questa mia decisione.

Ma è la vita che amo e che mi sono scelta.

Posso dire che le mie esperienze da operatrice teatrale e organizzatrice per il Trieste mi ha fatto scoprire anche questa passione: è una cosa che mi piace molto fare.

Poi tanti progetti, per spaziare tra tutti gli aspetti che più mi interessano, performance particolari che possano contaminare anche diversi generi artistici.

Claudia Passaro e il suo bel sorriso.

Claudia e la sua determinata personalità , la tempra di quegli artisti sempre affamati, sempre in cerca di un nuovo aspetto da svolgere e raccontare, di una nuova via da percorrere per aggiungere ogni volta un tassello di esperienza ad una storia sempre più interessante.

Ed è così, il suo bagaglio di esperienze traspare ormai visibile dalla consapevolezza delle sue parole e dalla sua affabile sicurezza.

Un bellissimo esempio di come tanto lavoro, tanta umiltà e voglia di mettersi sempre in gioco possano costruire un futuro in qualsiasi mondo si scelga di viverlo.

Anche tra i meno semplici.

 

 

Danila Corgnati
Danila Corgnati
Danila Corgnati, piacentina, é insegnante di danza e fotografa. E' una delle fondatrici e autrici della pagina FB Sopra la riga
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