Continua con successo la programmazione del Teatro di Grazzano Visconti.
Il 5 maggio é andato in scena “Il servo e il padrone” drammaturgia di e con Niccolò Curradi e Paolo Zaccaria. La storia è tratta dal romanzo di Diderot “Jacques le fataliste et son maitre”
Il tema principale del libro, e quindi anche della versione teatrale, è il rapporto tra il valletto Jacques e il suo padrone, a cui non viene mai dato un nome. I due sono in viaggio verso una destinazione che il narratore lascia nel vago, e per attenuare la noia del viaggio Jacques è costretto dal suo padrone a raccontare la storia dei suoi amori. Tuttavia, la storia di Jacques è continuamente interrotta da altri personaggi e da varie disavventure comiche. Altri personaggi del libro raccontano le proprie storie e anche loro sono continuamente interrotti.
E anche gli attori in scena a Grazzano Visconti, tra cambi di parrucche e mantelli, posizioni sul palco e luci colorate hanno dipinto i personaggi contraddittori della storia e le loro dualità.
Sarà invece “Rèvolution” in scena il 10 e lì11 maggio; si tratta di una pièce nata da improvvisazioni sui fatti importanti che danno il via alla rivoluzione francese, e che prendendo spunto da documenti storici, li intreccia con ”Al pappagallo Verde di Schnitzler e” la morte di Danton” di Buchner.
Trama l luogo è una taverna dei bassifondi parigini; i suoi avventori sono ladri, pazzi, incendiari, truffatori e assassini. Non si tratta, però, di reali delinquenti: bensì di attori. Sotto la guida dell’oste-capocomico Prospero, un’ex-compagnia teatrale in crisi ha inventato un nuovo, particolarissimo teatro: una locanda dove i nobili della migliore aristocrazia francese possono assaporare senza alcun rischio il brivido del contatto con la plebe e la criminalità cittadina. La locanda è a Parigi e la vicenda non potrebbe avvenire in un giorno particolare il 14 luglio 1789, giorno della presa della Bastiglia. La pièce è ispirata a Scritto nel 1899, Il pappagallo verde di Schnitzler, romanzo del 1899.
Il tema affrontato, oltre alla lotta di classe e l’inizio della rivoluzione, è la precarietà della realtà, è la forza trasfigurante della fantasia e dell’arte. l’irruzione della Rivoluzione Francese così inaspettata nella vita dei nobili sembra quasi uno scherzo, una buffonata così i personaggi rivoluzionari appaiono con i loro furori e ribellioni, ma anche con le loro ombre, vanità e sete di potere. I nobili con le loro gioie ma anche con le loro ombre, e i loro rimorsi. Soprattutto la pièce è una sottile e astuta commedia, in una continua e strepitosa confusione fra vero e falso, fra il teatro e il suo doppio. Gli interpreti vengono tutti dal percorso di allenamento teatrale proposto da ChezActors.
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