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Premierato, pregi e difetti. Ottima relazione del prof. Giuseppe Manfredi al Rotary Piacenza

Il tema del Premierato, che torna ciclicamente alla ribalta, é stato al centro di una interessante relazione proposta al Rotary Piacenza dal prof. avv. Giuseppe Manfredi, ordinario di diritto amministrativo all’Università Cattolica del Sacro Cuore – Sede di Piacenza e socio del club guidato dal presidente Luigi Swich.

Una conviviale molto partecipata nella quale Manfredi ha descritto il progetto di riforma costituzionale che riguarda l’ elezione diretta del presidente del consiglio dei ministri.

Il prof. Manfredi in primo luogo ha esposto una serie di sintetiche osservazioni sulle principali forme di governo nelle democrazie occidentali, e, in particolare, sulle forme di governo presidenziale, parlamentare, e  sul trait d’union tra questi due modelli rappresentato dal semipresidenzialismo adottato in Francia.

Impossibile non parlare del Modello Westminster, che viene considerato una tipica forma di premierato, preso spesso ad esempio per le ipotesi di razionalizzazione del parlamentarismo che passano attraverso il rafforzamento del ruolo del capo dell’esecutivo. Nel corso del suo intervento Manfredi ha ricordato anche gli antecedenti dell’attuale progetto di riforma, che risalgono in particolare agli studi degli anni cinquanta del politologo francese Maurice Duverger, e ha parlato dei progetti di riforma avanzati da Sandulli, Mortati e Galeotti tra gli anni settanta e ottanta, nonché delle proposte presentate negli anni novanta nella commissione bicamerale per le riforme costituzionali.

Dopo questa carrellata di esempi attuali e della storia, si é arrivati dunque a valutare i contenuti del progetto di riforma attualmente in discussione; Manfredi ha ricordato che esso trova un precedente nella forma di governo dei Comuni e delle Regioni.

Al centro della relazione, esposta in modo chiaro, sintetico ed esaustivo, quelli che possono essere considerati, a seconda dei diversi punti di vista e orientamenti, pregi e difetti della riforma progettata; una disanima oggettiva che ha lasciato ai rotariani presenti  la valutazione di una questione delicata e complessa.

Al termine della serata, non é mancata la disponibilità del relatore per chiarimenti e domande, spunti per un confronto che ha coinvolto diversi soci del club. Alcuni di loro, tra i quali il presidente eletto Pierluigi Petrini -che dal 1992 al 2006 è stato prima deputato e poi senatore della Repubblica – sono intervenuti con osservazioni e domande, alimentando un dibattito interessante sulla interpretazione e sui possibili effetti della progettata riforma costituzionale.

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