È stato un cittadino che, con grande responsabilità e senso civico, ha fatto circondare col nastro bianco e rosso un edificio che si affaccia su Piazza Cittadella.
I colori del nastro non sono in onore di Piacenza tutt’altro: bianco e rosso per segnalare PERICOLO. E’ da un mese, infatti, che si staccano pezzi di intonaco dal fascione dell’edificio, ormai storico, costruito in memoria di tutti i mutilati di guerra e di servizio.

Ma proprio adesso che la guerra è argomento e terrore quotidiano non c’è attenzione per un “monumento” dedicato ai morti e agli invalidi di guerra (“caduti” è un eufemismo per attutire l’urto della parola vera) . Proprio adesso che il nostro primo pensiero e la nostra prima preghiera dovrebbero essere per quelle vite schiantate e mutilate dalla violenza quest’incuria sembra uno spregio.
Guardando questo edificio dovremmo provare un grande rispetto per coloro a cui è dedicato. Invece nessun rispetto, nessun intervento di ripristino e messa in sicurezza. Non solo cadono calcinacci, ma crescono persino piantine nelle crepe dei muri.

Il presidente di UNMS (invalidi di servizio), Maurizio Rivetti, ha da tempo segnalato il pericolo e chiesto un sopralluogo a chi di competenza, ma senza risultato. L’edificio è in parte proprietà della ASL e in parte dell’Associazione Caduti e invalidi di Guerra. Sconsolante che nessuno intervenga a risanare quanto è deteriorato, sia per evitare che qualcuno si ferisca, sia per rendere dignitosamente onore a coloro ai quali l’edificio è dedicato.

Un edificio ricordo, tappa della nostra storia civile e umana dovrebbe essere conservato in perfetto stato e non dare di Piacenza un’immagine di sciatteria e menefreghismo. Una triste e brutta cartolina di Piacenza non più l’antica romana Placentia, “città che piace”, ma purtroppo quella che piace sempre di meno.
Bruna Milani



