Nella giornata internazionale dedicata alla donna è molto difficile scegliere di quale argomento parlare fra i tanti che la riguardano: femminicidi, disuguaglianze salariali, donne oggetto, utero in affitto, aborto, ma anche grandi donne nella vita e nell’arte, mistiche, scienziate, poetesse…o, come avviene nei gay pride, caricature di donne. Ancor meno però si riconoscono nelle donne in politica le peculiarita’ femminili cioè pensieri e approcci diversi, priorità e modalità alternative a quelle maschili viste, anzi subite , finora.
Purtroppo certe donne di potere, imitano i maschi, li seguono pedissequamente e a volte persino li superano nei loro atteggiamenti peggiori. Sono una delusione totale le donne ai vertici della politica, perché non hanno saputo portare – lì dove si decide – idee, opzioni, scelte e soluzioni diverse, senza alcun nuovo dibattito in sedi istituzionali e ancor meno fra la gente. Non ci hanno nemmeno provato, ma si sono immediatamente accodate all’idea di guerra, di armi, di morte prima ancora di tentare di prendere una posizione neutrale e dialogante. La violenza e il sopruso, sono sempre sbagliate, ma non per questo si devono per vendetta replicare in misura maggiore pensando di sconfiggerle. Dalle donne in politica ci si aspettava qualcosa di più umano: discorsi di disarmo, rifiuto di trasformare in nemici chi non lo era fino a un attimo prima o ci si aspettava un vero rispetto della nostra Costituzione, almeno questo. Ci saremmo aspettati condanna per Hamas ma anche condanna e sanzioni per Israele, sollecitazione agli USA di non inviare più armi. Invece la UE stanzia miliardi per armare l’Unione Europea che non è ancora unita su temi ben più importanti. E poi a che servono tante armi se non ad arricchire chi le produce, ad aumentare rischi di conflitti, a diventare appetibili obiettivi militari ?
A che servono tutte queste armi dato che ci sono bombe atomiche una sola
delle quali basta a distruggere il mondo per sempre ? Ecco perché non bisognerebbe provocare, istigare, creare nemici, favorire la prosecuzione delle guerre, ma si dovrebbe smussare angoli, tessere alleanze con tutti e non solo all’interno di uno schieramento imposto per essere contro un altro. Lungo e complesso discorso fatto per sommi capi, ma al di là di ogni analisi politica (che non viene mai fatta completamente, ma solo con interpretazione di parte), al di là di tutto ci si aspetterebbe che le donne si battessero come leonesse per la Vita prima ancora che per la giustizia , la libertà, la democrazia. Senza la vita non può esserci nulla di tutto questo. Quale libertà, quale giustizia, quale democrazia avranno i morti, tutti quei giovani uccisi ammucchiati lungo le strade ? O tutti quegli uomini presi per strada, legati a un palo come alla gogna e poi obbligati a combattere ?
I parenti degli ostaggi israeliani chiedono la fine della guerra: la vita dei loro cari viene prima della vendetta. Anche in Russia c’è chi chiede la fine della guerra. L’ Europa invece che da neutrale poteva avere un suo ruolo positivo, nemmeno ci ha tentato, ma gioca ai soldatini e ne parla con la tranquillità dei bambini che giocano a indiani e cow-boys. Solo le donne, quelle vere, non quelle che vogliono declinare tutte le parole al femminile, sarebbero in grado di immedesimarsi davvero nel dolore di quelli che vengono feriti, mutilati, torturati o immaginare la loro paura, i loro ultimi pensieri prima di morire e non tornare più. Tutto pare trascinarci verso la terza guerra mondiale. Come fermarla ? Come far cambiare idea a chi senza interpellarci pare l’abbia già decisa o la consideri ineluttabile?
Oggi venerdì 8 marzo da Gossolengo alle 15 partirà una camminata per la Pace. Poca cosa, si dirà, velleitaria, che non sposterà nulla della situazione tenebrosa in cui siamo. Invece è importante, perché esprime una presa di posizione in modo non violento, perché serve a incontrarci , dire ai politici che non siamo d’accordo con loro. Soprattutto non vogliamo portare mimose sulle tombe di tante vite stroncate dalla guerra: la mimosa ha un gioioso color sorriso mentre c’è ben poco da stare allegri.
Bruna Milani




Molto bello questo articolo, oggi, della cara Bruna Milani.
Sarà poca cosa fare la marcia per la pace? Parlare di pace? Dire che le donne pensano alla vita più di tutti gli esseri umani?
Finché c’è voce, finché c’è parola , finché c’è amore la vita viene celebrata
Grazie Bruna e un augurio e una speranza che non muoiano mai!