Il fascino dell’antichissima abilità umana dello scrivere a mano va perdendosi anche se qualcuno ancora s’ incanta davanti ai manoscritti antichi con quelle iniziali colorate e complesse, alcune addirittura sono stupendi dipinti, vere opere d’arte.

Anche la scrittura non così preziosa era comunque più bella di oggi. Le lettere dell’alfabeto avevano regole precise di forme e proporzioni. Lo si imparava alle elementari su fogli predisposti con righe e spazi nei quali ogni lettera andava perfettamente inserita. Scrivere con inchiostro e pennino era difficile: c’era il rischio di sbavare e sporcarsi, richiedeva grande controllo della mano e molta attenzione.

Poi vennero le penne a sfera e si perse il chiaroscuro dato dalla pressione sul foglio (leggero in salita più calcato in discesa), ma almeno la forma era salva.
Si partiva tutti con la stessa grafia che si personalizzava durante la crescita. Oggi molti studenti non sanno neppure tener bene una penna in mano. Si vedono bambini della scuola primaria non solo con le teste chine sul braccio o sul foglio mentre scrivono ( danneggiandosi la vista e la colonna vertebrale) ma tenendo malissimo la penna scrivono male e con fatica quindi non volentieri. I cosiddetti “ausili” come computer e cellulari, aumentano la velocità di scrittura a scapito dell’abilità manuale e di un pensiero meditato ed espresso graficamente nella miglior estetica possibile.

La grafia è il ricamo del nostro pensiero sul foglio, il suo ritratto, la nostra traccia identificativa, la nostra unicità opposta all’anonimato dell’omologazione. Esiste infatti la grafologia cioè la scienza che attraverso i segni della scrittura individua la personalità dello/a scrivente.
In ogni epoca si conquista e si perde qualcosa, l’importante è non subire i cambiamenti e le novità, ma saperli valutare, scegliere, magari adattarli alla situazione, graduarli se necessario e fare continuamente il bilancio fra i vantaggi e gli svantaggi , i benefici e i rischi. Questo dovrebbe essere il compito principale e urgente soprattutto di chi si occupa dei giovani che sono in evoluzione, perché dalla qualità della loro formazione dipende la qualità della loro vita oggi e quella della società futura. Consapevole di tutto questo nella delicata fase che stiamo attraversando, l’Associazione culturale “NEL NUOVO MONDO” propone a tutti, soprattutto a genitori e docenti, un ciclo di incontri, con riflessioni e proposte, sul tema della scrittura manuale al tempo della tecnologia. Il primo incontro si terrà a Gossolengo sabato 27 gennaio presso l’ex biblioteca comunale in via XXV Aprile, 4. Per informazioni e prenotazioni Trotta 339 338 3332 o Zilli 347 5148091.

Questo primo incontro sarà sul tema “L’INVARIANTE NELLE CRISI STORICHE DELLA SCRITTURA ” a cura di Flavio Tabanelli docente di matematica e fisica che ha operato in vari istituti e scuole elementari e materne. Ha collaborato con musei. È ideatore e sperimentatore di materiali di sviluppo
(Montessori, Doman), è appassionato di teatro che usa anche per la didattica. La scrittura è nostro personalissimo segno e il prof. Tabanelli ne parlerà da angolazioni insolite per molti. Appuntamento intrigante quindi imperdibile.
Bruna Milani




Si tratta sicuramente di una bella iniziativa, bella come lo stile della grafia, che è una vera e propria arte ricercata e portata avanti nel tempo, almeno fino a tempi recenti; mi duole ricordare purtroppo che già quando andavo io a scuola, e parliamo di 50 anni fa, la mia grafia era “pessima” rispetto alle belle grafie che si potevano vedere nei corsivi del passato… è un peccato che già da allora si sia abbandonato questo importante insegnamento nelle scuole, oggi tuttavia, è oltremodo importante ricominciare ad insegnare lo scrivere corsivo ai nostri figli, perché anche se esistono mezzi tecnologici più pratici e veloci, il corsivo fa parte di noi, della nostra storia e perderlo sarebbe un errore imperdonabile!
Bello! Grazie
Grande iniziativa! Bravi, parteciperò sicuramente
In quanto insegnante di scuola primaria da trent’anni, sono particolarmente interessata a capire il perché non si scriva più in corsivo a partire dall’inizio della prima classe, senza passare dall’apprendimento della scrittura dello stampato maiuscolo e poi minuscolo, che sono unicamente caratteri di stampa e quindi di lettura.
Interessante articolo che mette in luce l’ importanza della scrittura in corsivo,cosa che purtroppo si sta perdendo nella scuola. Ben vengano iniziative che cercano di proporre tematiche così significative e fondamentali per lo sviluppo dell’ apprendimento ( e non solo) nel bambino in età scolare