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IL MILITE IGNOTO “SVELATO”DAL POETA

Notizie di guerre, orrori e morti ci invadono ferendoci continuamente. Secoli di presunta evoluzione non sono serviti a niente tant’è che per risolvere i conflitti si ricorre ancora alla violenza. Di certo invece si sono “evoluti” gli armamenti: sempre più tecnologici e più micidiali, orribili anche solo a vedersi.

In contrasto a tutta questa potente, mortifera modernità stringe il cuore il pensiero della fragilità di tutti quei giovani soldati mandati a morire e a diventare assassini. Se pensiamo alle ultime due guerre mondiali, (ma succede ancora) sappiamo che moltissimi di questi ragazzi venivano da campagne e montagne, che erano poveri, semplici, innocenti. <<Forse in tasca alcuni non avevano nemmeno la foto della fidanzata, ma ancora quella della mamma>> dice Pietro Labò, giovane poeta piacentino, affascinato dalla figura del milite ignoto al quale ha dedicato una poesia tanto empatica da farci conoscere e rivivere sia l’interiorità del milite che la sua situazione.

Versi intensi e commoventi, apparentemente ardui per l’insolito stile poetico fatto anche di neologismi e di uso assolutamente originale di tocchi “antichi” elaborati in modo personalissimo. Certamente Labò è unico in questo genere. Imprenditore trentenne, già noto per le sue invenzioni e brevetti industriali riconosciuti a livello internazionale. I suoi talenti sono diversi, la sua mente vasta e la sua sensibilità speciale.

Un poeta vero, della poesia che si fa vita. Infatti non si è limitato a fare “retorica ” come qualcuno potrebbe pensare. No, lui ha deciso di arruolarsi volontario nel prestigioso Corpo della Croce Rossa come semplice milite e così restare il più vicino possibile a tutti: “Dalla gente per la gente, a loro servizio e a servizio della Nazione”.

Piozzano 5 novembre 2023

Fra tante manifestazioni per la Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate del mese scorso a Piozzano c’è stata quella forse più significativa. Il 5 novembre si è voluto ricordare anche il centenario del Monumento ai Caduti opera dello scultore Ugo Rancati. Programma classico: raduno in Piazza dei Tigli, Santa Messa officiata dal parroco don Fabrizio Bonelli, corteo, deposizione di una corona ai caduti, scoprimento di una targa a ricordo del centenario del Monumento.

Piozzano, “Monumento ai Caduti” di Ugo Rancati

Dopo il saluto del sindaco Lorenzo Burgazzoli è seguita la commemorazione ufficiale con l’intervento del Presidente dell’A.N.C.R. Generale Raffaele Campus.
È itervenuto Fabrizio Zanetti presidente dell’Associazione Combattenti e Reduci di Piozzano che con l’Associazione Gruppo Alpini del paese hanno promosso l’evento. Erano presenti tra gli altri Patrizia Calza sindaco di Gragnano e vicepresidente della Provincia, il sindaco di Agazzano Maurizio Cigalini, il Maggiore Barbera comandante della compagnia carabinieri di Bobbio, il Tenente Colonnello degli Alpini David Vannucci oltre ad altre autorità civili e militari.

Testimonianze simboliche Labari, Gagliardetti, Bandiere. La ricorrenza è stata arricchita dall’accompagnamento della Banda Musicale “Giubbe Rosse” di Ponte dell’Olio e dai canti della Scola Cantorum P. Guglielmetti di Agazzano. Evento, quello di Piozzano, sottolineato dal sempre suggestivo brano “Il silenzio” eseguito alla tromba, occasione di ricordo e riflessione completata, verso la fine della cerimonia, con la lettura della poesia “Milite ignoto” del poeta Labò il quale prima di iniziare la coinvolgente lettura ha posto ai presenti (ma in realtà a noi tutti) la domanda: <<Chi è oggi per voi il milite ignoto? >>.

il poeta Pietro Labò a Piozzano

Poi ha “svelato” il Milite Ignoto attraverso la sua toccante poesia concludendo, dopo le sue commoventi parole, con l’esclamazione in più lingue: <<Mai più la guerra!>> velleità? Utopia? Proprio ora che ovunque c’è guerra? Nient’affatto, bisogna pure che qualcuno continui ostinatamente a credere nella parte migliore dell’umano e i poeti riescono a farlo. Se non possono con la sola Poesia impedire la guerra, possono acuire la sensibilità sul tema e persino ridurne i danni, curarne tutti i feriti , amici o nemici, a riprova che si può essere tutti fratelli.

Ungaretti seppe dire in un solo verso tutta la fragilità e la precarietà, della vita di un soldato. Walt Whitman, grandissimo poeta americano, dopo l’orrore vissuto in guerra continuò la sua esistenza come infermiere. Il poeta Georg Traki nato a Salisburgo ma di origine slava, dopo aver assistito da militare ai massacri in Galizia non resse , impazzì e poi sì suicidò tanto insostenibile è, ai poeti, la disumanià poiché la poesia è, al contrario, la più vera, profonda e consapevole espressione dell’umanità.

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E Poesia non è sinonimo di buonismo, ma coscienza del mondo e aiuto, in certo qual modo è salvezza. Lo hanno ben capito a Piozzano, tanto che la poesia di Labò verrà per sua volontà donata alla sede nazionale del Corpo Militare della Croce Rossa di cui egli ha profondamente voluto far parte.
Un onore quindi per lui proseguire in un Corpo dai principi umanitari così nobili e antichi (1866) a servizio dei feriti di tutte le nazioni e delle persone in difficoltà . Labò ha deciso di farne parte per mettere non solo la sua penna, ma anche la sua esistenza a servizio del prossimo ed essere un uomo di pace. Degno della vita.

Bruna Milani

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