Panini e il suo mondo, quanto fascino in questo percorso! E quanta competenza appassionata in Fabio Obertelli nel condurre lungo questo viaggio nella storia e nell’arte i tanti che oggi hanno preso parte alla visita guidata della mostra “Giovanni Paolo Panini, un dossier piacentino. La formazione fra Piacenza e Roma” presso Biffi Arte.
LA MOSTRA Un percorso espositivo nato per almeno due motivi: ricordare Ferdinando Arisi nel decennale della sua morte, valorizzando i suoi studi, fondamentali per la riscoperta e la valorizzazione del pittore piacentino, e regalare alla città una mostra che restituisce in modo nuovo e originale uno dei protagonisti della cultura italiana del ‘700, amato e ricercato a lungo, anche in ambito internazionale.
Circa 40 opere, tra dipinti e incisioni, raccontano dunque una parte dell’arte e della vita di Panini. E lo fanno in un dialogo serrato e proficuo in base ad un allestimento che punta proprio sul confronto e sulla dialettica, sottolineando corrispondenze, legami ed empatie tra l’artista piacentino, che fece fortuna a Roma, e il contesto di protagonisti, mode e tendenze che lo circondò per tutta la sua ascesa, fino alla consacrazione.
DIPINTI E INCISIONI Le opere esposte a Biffi Arte e illustrate oggi da Fabio Obertelli, spaziano come si diceva dalle incisioni, tra le quali figurano quelle di Galli Bibiena, Francesco Panini, figlio di Giovanni Paolo, Claude-Henri Watelet e Robert Daudet, due celebri artisti le cui opere sono esposte al Louvre e al British Museum, che avendo ripreso nelle loro incisioni diversi dipinti di Panini “testimoniano più di ogni altra considerazione l’importanza e la fama internazionale di cui godeva il grande pittore piacentino già al suo tempo.” Dunque non solo una mostra da guardare, osservare, ammirare, ma un percorso che, attraverso visite guidate e approfondimenti, ci regala l’occasione per conoscere meglio un periodo artistico e suoi riverberi culturali e di costume.
UNA MOSTRA CON LA M MAIUSCOLA A chi poi, sui social, in uno spirito di continua e perenne polemica, ha lamentato un numero limitato di opere, per poterla definire mostra, Fabio Obertelli risponde così “Una mostra dossier, appunto, realizzata in soli due mesi e con un budget sostenibile, di certo non oneroso come quello che fu impiegato per la grande mostra a palazzo Gotico, ormai 30 anni fa. Un progetto, quello messo a punto presso la Galleria Biffi Arte, volutamente concentrato su alcuni aspetti e circoscritto ad essi: in particolare una riflessione sulla formazione iniziale del grande artista piacentino, ponendo attenzione sull’ambiente pittorico dal quale il Panini subì le iniziali influenze ed apprese le prime nozioni.”
L’OMAGGIO DI PIACENZA A PANINI La mostra, perchè no, é anche un omaggio della città di Piacenza ad un suo grande conterraneo, ricordando che proprio a Piacenza Panini iniziò a strutturare quella raffinata cultura intellettuale, che ne fece il principe dell’Accademia di San Luca.
Non a caso, la mostra inizia proprio con un tributo anche visibile, il ritratto di Panini eseguito da Charles Natoire; esposta al pubblico per la prima volta, l’opera collocata nell’ingresso della Galleria Biffi Arte, ci regala l’immagine del pittore nel pieno della sua maturità (era il 1750), all’apice del di quel successo che lo consacrerà come uno dei protagonisti indiscussi della storia dell’arte internazionale del XVIII secolo.

VISITE E CONFERENZE Una cavalcata, quella della carriera di Panini, ben descritta da Fabio Obertelli durante una visita guidata molto partecipata. La prima di un programma articolato che proseguirà con altri appuntamenti, fino alla fine della mostra, il 19 marzo. Ecco quelli già fissati:
Venerdì 20 gennaio alle 18.00 una conferenza a cura di Valeria Poli sul tema “Giovanni Paolo Panini, la formazione come quadraturista e il debito culturale nei confronti di Giulio Troili”;
Marko Horak, curatore insieme a Obertelli, proporrà un’altra visita alla mostra martedì 24 gennaio alle 18.00;
infine Lucia Pini sarà protagonista di un’altra conferenza, venerdì 27 gennaio alle 18.00, sul tema “Sulle tracce della pittura di veduta dopo il Settecento”.



