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Lirica. “Così fan tutte” di Mozart venerdì 10 marzo al Municipale

La Stagione Lirica 2016/2017 della Fondazione Teatri di Piacenza prosegue con l’opera Così fan tutte in scena venerdì 10 marzo (ore 20.30) e domenica12 marzo (ore 15.30). Sul palco del Municipale arriva l’allestimento – frutto della coproduzione con Festival di Spoleto, Teatro Coccia di Novara e Teatro Alighieri di Ravenna – per la regia di Giorgio Ferrara, con scene e costumi dei premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo. L’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini sarà diretta da Carla Delfrate. Gli interpreti sono Arianna Vendittelli (Fiordiligi), Lucia Cirillo (Dorabella), Thomas Tatzl (Guglielmo), Giorgio Misseri (Ferrando), Lavinia Bini (Despina) e Simone Del Savio (Don Alfonso), insieme al Coro del Teatro Municipale di Piacenza, preparato da Corrado Casati. Firma le luci Daniele Nannuzzi.

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Composta nel 1790 su un soggetto del tutto originale, a differenza delle altre due opere di Mozart e Da Ponte (Don Giovanni e Le nozze di Figaro), “Così fan tutte” miscela il registro buffo e quello serio, con una morale, sostiene Carla Delfrate, decisamente malinconica. “La beffa alla base dell’opera – sottolinea infatti la direttrice d’orchestra – è un pretesto per riflettere sull’uomo e sulle sue reazioni alle vicende della vita. Nel Così fan tutte gli eventi sono molto caricati, è inverosimile che le due donne non riconoscano i loro fidanzati solo perché sono travestiti da albanesi. È un gioco teatrale e non bisogna assolutamente lasciarsi prendere dal realismo, perché tutto quello che succede è irreale e improbabile, ma dà lo spunto a Da Ponte e Mozart per riflettere sulle reazioni umane e così parlare all’uomo dell’uomo”. E la riflessione va in una direzione ben precisa: “Mozart e Da Ponte insinuano nello spettatore il dubbio che forse le coppie scambiate avrebbero funzionato meglio delle coppie reali. Infatti dal punto di vista strettamente musicale, Fiordiligi, primo soprano, sarebbe più adatta col tenore, come era nel cliché dell’opera settecentesca, e Dorabella, secondo soprano, è più logico abbinarla col basso-baritono Guglielmo. I duetti d’amore, non a caso, avvengono tra le coppie ‘sbagliate’: le coppie ‘giuste’, i fidanzati ufficiali, non cantano mai insieme, se non nei quintetti dell’addio all’inizio dell’opera e poi nel finale ultimo. Quindi, la morale finale di Don Alfonso ‘fortunato l’uomo che prende/ogni cosa pel buon verso’ e si fa guidare dalla ragione, un omaggio alla filosofia illuministica, è una riflessione malinconica sul fatto che la vita vera va dove deve andare, ma forse la vita della finzione sarebbe stata quella più giusta”.

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Per creare un contesto adatto a questa interpretazione Giorgio Ferrara ha richiesto a Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo – premi Oscar nel 2005 per The Aviator di Scorsese, nel 2008 per Sweeney Todd di Tim Burton e nel 2012 per Hugo Cabret sempre di Scorsese – un cielo gonfio di nuvole incombenti, che rimane sia nelle ambientazioni esterne che in quelle interne, una specie di minaccia costante che ha i colori pastello

 

 

profusi dal Tiepolo nei suoi affreschi. La collocazione della vicenda in una città del Mediterraneo, Napoli, è evocata da palazzi dalle grandi finestre dalle persiane verdi; gli interni richiamano il Settecento attraverso i mobili e un grande lampadario per il salotto dove avviene il finto matrimonio. È sulla caratterizzazione psicologica dei personaggi che Ferrara ha indirizzato le scelte registiche, fedeli a una geometria severa per la quale ciascuno ha la sua parte con ‘misura’: “Despina non è la camerierina pruriginosa ma una signora consapevole, una donna che sa il fatto suo, vestita di nero, come la locandiera del Goldoni; Ferrando e Guglielmo non ‘i classici ufficiali del re’, ma sono rivestiti di una parvenza di eroicità, con corazze d’oro e qualche turcheria”.

 

Mozart, ricorda infine Carla Delfrate, “è un compositore fondamentale per la crescita e lo sviluppo di un musicista, per tutta la sua vita”. Non a caso, dopo tredici anni di esperienza, è ora anche per l’Orchestra Cherubini (fondata nel 2004 da Riccardo Muti e di cui Carla Delfrate è da sempre segretario artistico), dopo Così fan tutte e Le nozze di Figaro, rappresentate a Spoleto nel 2015 e nel 2016, di completare la trilogia dapontiana con Don Giovanni, che inaugurerà la prossima edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, sempre per la regia di Giorgio Ferrara

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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