E’ un vulcano di idee Mauro Ferrari, sempre attento ad intercettare i cambiamenti in atto, sempre qualche passo più avanti degli altri, lo sguardo puntato sul futuro con l’energia giusta. Ecco perché è inevitabile pensare a lui, alla vigilia di una lunga stagione di elezioni amministrative, soprattutto a Piacenza dove lo spin doctor per eccellenza ha firmato la comunicazione di tante sfide. E così, dopo 33 campagne elettorali in tutta Italia, di cui 28 vinte, con candidati del calibro di Giorgio Gori, a Bergamo, e Luigi Brugnaro, a Venezia, Ferrari è già il più corteggiato tra i guru della comunicazione per Piacenza 2022 e di certo non lo nasconde.

Trasferito da poco a Marina di Carrara, impegnato in molto altro che non sia solo comunicazione politico/elettorale, Mauro Ferrari ci racconta cosa sta facendo e come vede le prossime amministrative a Piacenza
Mauro prima di arrivare a parlare di Piacenza e delle prossime amministrative, ti chiedo di cosa ti stai occupando in questo momento. Non solo elezioni, da quello che vedo sui tuoi profili social
Si infatti. Sto aiutando l’amico Francesco Parrella candidato sindaco a Diano Marina, sono quindi ancora all’opera con una campagna elettorale, ma sto facendo anche altro.
In particolare: una collaborazione come esperto senior con “Studiare Sviluppo”, una società del Ministero dell’Economia e delle finanze per il “Progetto Italiae”, per supportare il Dipartimento per gli Affari Regionali del Ministro Mariastella Gelmini nelle strategie e iniziative di comunicazione istituzionale per favorire il dialogo e la sinergia tra i territori italiani.
E a proposito di territori, sto seguendo con grande soddisfazione il viaggio in tutto il mondo del logo che ho creato per la città di Sorrento. Un segno grafico, un’idea, una sintesi di valori e suggestioni proposta ovunque, dagli aeroporti internazionali fino ai bus di Londra.

Territori come persone, la capacità di individuare un valore distintivo e di farne un brand è la stessa. E ti ha portato ai massimi livelli. Perché non lo hai mai fatto con Piacenza?
Non mi è mai stato chiesto, se non consideriamo un intervento minimo per la copertina di un pieghevole (Incredibile-dico io-nessuno davvero ti ha mai proposto di curare la realizzazione di un brand Piacenza??!!) No- ribadisce Ferrari- e mi dispiace molto. Aggiungo che nel caso di Piacenza, si tratterebbe di valorizzare un mix di elementi. Piacenza infatti è varia come la vita. E per raccontarla all’esterno, se mi capitasse di farlo, non lavorerei da solo, ma chiederei l’istituzione di un tavolo con persone e vissuti diversi, dall’artista alla massaia, dal filosofo al pensionato. Esperienze e sfumature eterogenee che insieme potrebbero restituire la complessità di questo bellissimo territorio.
Torniamo alla politica. Anche in questo caso un mondo eterogeneo, sempre più difficile da comunicare. Cosa è cambiato in questi anni? Quali le strategie per convincere l’elettorato?
Cominciamo col dire che una cosa resta immutata: nelle amministrative si vota soprattutto la persona e non tanto il partito, quindi bisogna lavorare sui contenuti, sulle proposte ma anche sulle emozioni. So di non dire una cosa originale e nuova, ma la sfida ogni volta è convincere quel 30% di indecisi, delusi dalla politica o semplicemente non informati o disinteressati. La chiave di volta spesso è rappresentata dalle periferie. E’ qui che bisogna cercare di intercettare priorità che non sono per forza grandi opere. Anzi- precisa Ferrari- parliamo di piccoli interventi, azioni relative al decoro, alla pulizia, alla cura degli spazi, DEL VERDE (ogni riferimento è davvero casuale…)
Quante volte-prosegue Mauro Ferrari- ho visto la rabbia di persone che proprio non riuscivano a capire perché in tanti anni non c’erano stati interventi sulle buche delle strade, sui parchi gioco vandalizzati o su altri piccoli disservizi che però nella quotidianità fanno la differenza sulla qualità della vita. Il candidato sindaco deve indossare la “giacca dell’operaio”, deve andare tra la gente vera e tra i problemi veri, ascoltando la signora che abita al settimo piano di un condominio popolare, che magari non sa neanche che si vota e che probabilmente i social non li ha mai visti. Ho conosciuto sindaci amatissimi che nel corso del loro mandato non avevano fatto nulla di eclatante, nessun progetto faraonico, ma si erano preoccupati di dare risposte alla gente su problemi apparentemente semplici, rimboccandosi le maniche in prima persona.
Quanto conta la comunicazione sui social? Sono ancora determinanti o sono in declino, almeno alcuni?
Dico spesso che non si vince senza social, ma nemmeno solo con i social…io di solito lavoro ad un piano editoriale complessivo, una matrice strategica unica che viene poi declinata in modo diverso a seconda dei canali usati, differenziati in base a target specifici. Un percorso complesso che parte da lontano e arriva in profondità. Pianifico la campagna elettorale definendo cosa sarà fatto ogni giorno dall’inizio fino al voto. Ma lavoro in modo da essere sempre in grado di affrontare l’imprevisto e, possibilmente, giocarlo a favore del mio candidato/a.
28 campagne vinte e 5 perse. Cosa hai imparato da queste poche sconfitte?
5 perse, non sempre per mia responsabilità-precisa Ferrari- ma certo quando è capitato che sia stato io a non fare tutto il possibile per vincere, ho usato questi insuccessi per riflettere, per aggiustare il tiro, per fare del fallimento un’opportunità di crescita.
E’ accaduto a Napoli e da lì, con il lavoro a Bergamo per Gori, e con gli incarichi successivi, ho iniziato con le campagne di ascolto, verticali, basate su una sorta di segmentazione che tenesse davvero conto delle diverse richieste dei diversi quartieri (vedi i 28 di Bergamo e i 750 chilometri in bicicletta percorsi da Gori per un’indagine approfondita, che poi alimentò il suo programma)
Arriviamo a Piacenza. Reggi, Trespidi, solo per citare qualcuna delle tue campagne vincenti e innovative. E quella straordinaria intuizione per Boiardi. Quel manifesto in via Colombo che ancora oggi resta un must indimenticabile per chiunque voglia fare comunicazione, non solo a Piacenza..
E si, quella di Boiardi per la Presidenza della Provincia, nel 2004, rimane una delle mie campagne di comunicazione più azzeccate (con Mauro ripercorriamo dunque quel periodo ricco di ricordi anche personali; per gli addetti ai lavori quel “la vegna bella” resta uno tormentone da svolta epocale).

A Piacenza ho lavorato con tanti e in modo proficuo-prosegue Ferrari- e in particolare con qualcuno rimane un rapporto di stima, amicizia e di collaborazione professionale anche adesso.
Quindi confermi che sarai in campo per le prossime amministrative a Piacenza? In tanti si aspettano di vedere una campagna di comunicazione firmata da te…ma la domanda è per chi? Per quale parte politica?(e qui risponde il professionista)
Confermo di avere avuto già contatti in merito ad una possibile prestazione professionale per le amministrative di Piacenza 2022…..-precisa Ferrari- ma per il momento non posso aggiungere altro. Non sarebbe corretto per me e per i miei interlocutori, in una fase ancora delicata per le scelte future.
Non ci resta che aspettare, probabilmente poche settimane, perché la macchina delle campagne elettorali sta entrando a regime. Intanto, un buon suggerimento ai candidati, e a chi li affiancherà nella comunicazione, potrebbe essere quello di leggere il tuo sito mauroferrari . Descrivi nei dettagli tutte le tue campagne elettorali, non hai il timore di essere copiato?
Me lo chiedono in tanti e io rispondo sempre “Quando tu mi copierai, io sarò già al modello successivo…”
Non solo, aggiungo io. Le idee sono importanti, ma bisogna anche avere il talento per coglierle nel momento giusto e svilupparle. Un po’ come accade con certe ricette in cucina. E lo spiega proprio Mauro Ferrari, ottimo cuoco, nel suo sito. Leggetevi la “teoria dello gnocco” e capirete!! https://www.mauroferrari.it/




