“Non sono diventata un’altra persona, sono quella di sempre, ma la mia vita é stata trasformata radicalmente dall’incontro con Cristo”. Certo, una conversione non necessariamente cambia la vita, ma può offrire una visione nuova del mondo, dare risposte, anche in età matura. E’ accaduto a Raffaella Arzani, artista piacentina molto nota e apprezzata. Cantante lirica e jazz, da anni docente di canto e recitazione, conosciuta anche per l’impegno con il Placentia Gospel Choir di cui é stata Direttore per qualche anno. Dunque un’esistenza appagata la sua, completata da soddisfazioni e interessi in vari ambiti.
L’INCIDENTE Cosa l’ha trasformata e come? E’ il 2010, a pochi metri da casa Raffaella é coinvolta in un incidente stradale spaventoso, a cui sopravvive, indenne, in modo incredibile. Un evento che la scuote, la fa riflettere e, che, seguito da altri segnali, la porta ad approfondire sensazioni che aveva già avuto, scoprendo così il desiderio di avvicinarsi alla religione cristiana, in modo più deciso. Non solo devozione ma anche studio, comprensione, approfondimento e divulgazione.
IL BACCELLERIATO IN TEOLOGIA Dopo aver studiato da sola le Sacre Scritture, ha iniziato a frequentare lo studio Teologico del Collegio Alberoni a Piacenza dove ha conseguito il Baccelleriato in Teologia, completando così la sua idea di fede come dono da portare a tutti. Al suo impegno artistico/musicale Raffaella Arzani ha aggiunto quindi l’insegnamento della Religione nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. La sua esperienza, la sua testimonianza, sono il segno di una spiritualità autentica e della gioia profonda che ne deriva.
UN RACCONTO SENZA FILTRI “La mia interiorità-racconta Raffaella- si é aperta come un fiore, non ho perso nulla, ho mantenuto gli stessi contenuti, ma ora sono in armonia con l’universo, con una tensione positiva che mi porta in avanti” Nell’intervista per Piacenza Diario, le risposte di Raffaella ripropongono in gran parte il testo integrale della traccia inviata da lei e volutamente non modificata da me. Questa nuova vita, merita di essere raccontata con parole vere e non più di tanto interpretate. Questa nuova visione del mondo di cui parla Raffaella, delle nuove priorità che regolano la sua esistenza, non possono avere intermediari. Devono uscire limpide e sicure come la via scelta da Raffaella Arzani, una direzione che oggi più che mai le appare chiara e improcrastinabile. Una forza che da’ energia alle sue giornate e senso di pienezza ad ogni suo gesto.
Raffaella sei sempre stata credente, ma a un certo punto nella tua vita è cambiato qualcosa, la fede cristiana è diventata centrale. A partire da quando e come?
Ho sempre creduto in Dio ma con una convinzione che rimaneva fuori da me, che non avvolgeva pienamente la mia persona. Avvertivo la presenza di Cristo ma non avevo la volontà di mettere a fuoco quella percezione. Già dall’età adolescenziale mi erano giunti segnali che poi in età più matura si erano fatti, oserei dire, più insistenti; li chiamavo, utilizzando un’espressione comune, “gesti provvidenziali” e non mi soffermavo sul loro vero significato né ipotizzavo di effettuare un’indagine sul cosa, perché e come essi si manifestassero. Li ritenevo semplicemente come momenti fortunati nei miei momenti più critici, se non drammatici, e chiudevo la questione pensando: “comunque sia, qualcuno o qualcosa mi ha salvata”.
Nell’estate del 2010, in seguito ad un incidente stradale potenzialmente disastroso e dal quale ne uscii sorprendentemente indenne, cominciai seriamente a pormi delle domande. Il bisogno di risposte concrete si trasformava in un’esigenza fortissima, quale un richiamo, un tendere verso qualcosa di immensamente grande. Sentivo crescere in me la convinzione che attraverso la lettura delle Sacre Scritture avrei potuto trovare risposta ai miei interrogativi esistenziali. Decisi così di procurarmi una Bibbia. Stavo uscendo di casa per andare in libreria quando suonarono alla porta: era un mio allievo di canto che, completamente ignaro del mio fermento interiore, mi portava in dono una Bibbia. Rimasi letteralmente senza parole, il mio cuore prese a battere fortissimo: quella volta il “segnale” era davvero eclatante e lo interpretai come una vera e propria “chiamata”. Quella stessa notte, eccitata come una bimba, iniziai a leggere il Libro Sacro e tutto finalmente cominciò.
Di fronte a me si spalancò un mondo nuovo, immenso, ricco di bellezza e di luce. Mi circondavano le stesse cose di prima, frequentavo gli stessi luoghi e persone eppure vedevo e sentivo con occhi ed orecchi diversi: era come osservare il tutto attraverso una lente di ingrandimento capace di cogliere e di mettere in risalto le sfumature anche più capillari, più infinitesimali, in modo armonioso. Era cambiata la percezione sensoriale del fluire esistenziale, una dimensione che mi consentiva di gustare una lentezza temporale che pareva allungare i miei giorni; era come se alla mia esistenza umano/biologica si fosse aggiunta una componente “sovrannaturale” che sapeva di eterno e che profumava di “dono”. Con gioia infinita realizzai di aver incontrato e conosciuto Gesù, Nostro Signore e di essermi innamorata dell’eccellenza del Suo Amore. In breve tempo capii di aver ricevuto, accolto e abbracciato la fede, quella vera, quella certa e piena, quella fede che, facendo di Cristo il nucleo centrale della tua esistenza, spinge ad aprire il tuo cuore a Dio e agli altri.
Perché hai deciso di dare profondità di contenuti alla tua fede? Perché la scelta di seguire studi di teologia?
Perché tutto ciò che personalmente avevo sperimentato in tre anni non mi bastava: le letture, lo studio, l’ascolto di conferenze e di catechesi in programmi radiofonici e televisivi non erano stati sufficienti per colmare la mia “sete” di conoscenza, il mio desiderio di avvicinarmi sempre più alla Persona di Gesù. Fu per questa ragione che decisi di approfondire la mia ricerca attraverso uno studio più sistematico, più completo. Consigliata da una persona ecclesiastica, nel 2014 mi iscrissi allo Studio Teologico “Collegio Alberoni”, affiliato alla Facoltà di Teologia della Pontificia Università S.Tommaso in Roma. Ben accolta dai Padri Vincenziani che si occupano della direzione e dell’organizzazione dei corsi, iniziai un’esperienza di straordinaria bellezza che durò cinque anni e che, ancora oggi, sarei pronta a replicare senza indugio alcuno.
Ricordiamo cosa significa conseguire il Baccellierato in Teologia, che tipo di impegno è sul piano organizzativo e di tempo/energie. A Piacenza peraltro abbiamo un’ eccellenza in questo senso..
Significa immergersi in un percorso formativo lungo, impegnativo, a tratti anche faticoso, ma al contempo sorprendentemente gratificante e rigenerante. Durante questo cammino ho ricevuto una formazione che coinvolgeva la sfera umanistica e spirituale, secondo le scienze loro proprie. La teologia è la riflessione critica della fede nella Chiesa, cioè a dire, essa si avvicina alla fede argomentando e ragionando; pur non rispondendo a tutte le domande questa scienza permette di approfondire tutto ciò che ruota attorno al Mistero di Cristo. L’esperienza vissuta presso il “Collegio Alberoni” mi ha consentito di vedere i contenuti della fede con occhi continuamente nuovi, alimentando la mia stessa fede, rendendola più forte e più salda anche nel rapporto con gli altri. E’ bene infatti ricordare che lo studio della Teologia non deve essere inteso come strumento per ‘accumulare’ bensì come dono da portare, distribuire e condividere con tutti, credenti e non.
Sul piano organizzativo ho dovuto ottimizzare i tempi: tutte le mattine seguivo regolarmente i corsi, nei pomeriggi/sere mi dedicavo alla mia attività lavorativa, la notte e nei fine settimana studiavo per preparare gli esami (oltre 40). Ammetto che non è stato semplice mantenere un simile ritmo per cinque anni; tuttavia, fortemente motivata dal costante desiderio di Dio (che vegliava su di me…) e sostenuta dall’ottimo insegnamento di Professori altamente qualificati, sono sempre riuscita a superare la stanchezza che a volte mi colpiva, rimanendo sempre “sul pezzo”. E due anni fa, con immensa gioia e con mio grande stupore ho ricevuto il titolo di Baccelliere in Teologia.
Conseguito il Baccellierato in Teologia hai scelto di insegnare Religione nelle scuole. Com’è stata questa esperienza che prosegue? Riesci a conciliarla con la tua attività di docente di Canto e di artista?
Quella dell’insegnamento della religione è stata ed é un’esperienza molto appagante, che svolgo con grande passione. Un’attività che ha una forte valenza culturale e che punta ad una formazione integrale in vista di un futuro inserimento nella società. Mi piace proporla attraverso un metodo esperienziale e dialogante, basandomi sul vissuto dei ragazzi, partendo dagli aspetti biblico-teologici per poi arrivare ai temi vicini ai miei alunni. Una materia, la religione, che aiuta a formare LA PERSONA nella sua completezza, sviluppando valori come libertà, rispetto, pace, solidarietà. Vedo l’insegnamento come una missione a servizio di ragazzi che hanno tanto bisogno di essere ascoltati, ma che sono anche “spugne” nei confronti di ciò che si insegna loro.
Tornando al tema della conciliazione tra religione e musica, trovo sia molto facile. Non sono due discipline distanti-racconta Raffaella Arzani- entrambe si sviluppano nell’area umanistica, culturale; entrambe viaggiano sull’autenticità del tuo vissuto interiore, il canto non a caso è l’espressione di ciò che è più recondito in te, e il canto liturgico si può definire fede in atto, con valenza teologica. Le mie attività restano le stesse come artista e docente di canto, ovviamente con lo sforzo di conciliare dal punto di vista organizzativo i tanti impegni. Da alcuni anni collaboro anche con il Settore Apostolato Biblico Diocesano di Piacenza e mi dedico all’animazione biblica.
Una riflessione su come la fede, vissuta con consapevolezza e profondità, ha cambiato la tua vita. Di come l’abbia arricchita; di come, penso, abbia cambiato prospettiva nel dare valore e peso a cose e persone
Il termine ‘fede’ significa ‘fiducia’, una caratteristica di cui l’uomo dispone sempre e in ogni luogo: il bambino fa esperienza di fiducia quando si sente al sicuro con i propri genitori, crescendo impara a fidarsi degli amici, quando si innamora si fida della persona amata, diventato adulto confida nel medico che ha scelto, nel proprio commercialista… In buona sintesi, la fede umana è la radice delle relazioni. La fede religiosa, nello specifico quella cristiana, si connota come atto fiduciale di fronte all’evento-Gesù, come relazione fiduciale nei confronti di Gesù, il Vivente-Risorto, nel cui rapporto si risolve la verità dell’uomo; la coscienza di tale rapporto è la molla che dà senso ai giorni e persino alla fatica umana. Questo è ciò che la fede, dono prezioso di Dio e asse portante della mia esistenza, mi fa sperimentare. Gesù Cristo, Figlio di Dio e Salvatore, è il perno attorno al quale ruota la mia vita: mi fido, mi affido e confido in Lui. Come Papa Francesco afferma nella sua Lettera Enciclica Lumen fidei, la fede “conosce in quanto è legata all’amore, in quanto l’amore stesso porta una luce. La comprensione della fede è quella che nasce quando riceviamo il grande amore di Dio che ci trasforma interiormente e ci dona occhi nuovi per vedere la realtà” (n. 26).
E’ grazie a questo nuovo sguardo che la mia vita è cambiata: ne ho scoperto il significato e il fine. A fronte di un riorientamento esistenziale che si è tradotto in uno spostamento di priorità, di valori e di attenzione e cura per il prossimo, oggi avverto il mio vivere, in tutte le sue dinamiche, come un un “servizio” da rivolgere a Dio e agli altri.
La consapevolezza di esistere perché creata, voluta e perciò amata suscita in me il senso di appartenenza a Dio nonché la speranza certa di rientrare nel Suo progetto di salvezza disegnato, in Cristo, per l’umanità intera. E la gioia che provo è immensa.

CHI E’ RAFFAELLA ARZANI Dopo aver conseguito il Diploma in Canto Artistico presso il Conservatorio di Musica “G.Nicolini” di Piacenza mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Istituto Universitario di Lingue Moderne (I.U.L.M.) di Milano. Inizio ad esercitare la professione di cantante lirica (soprano) esibendomi in contesti operistici e concertistici che mi portano in numerose città italiane e all’estero. Per due anni (1987-1989) collaboro con la Compagnia Stabile dell’Operetta diretta da Roberto Brivio.
Dopo diversi anni di impegno nel mondo della lirica, nel 2001 mi avvicino alla musica jazz sperimentando una nuova vocalità; grazie alla collaborazione di capaci musicisti del settore, inizio una vivace attività concertistica portando avanti, tra rassegne e locali del nord d’Italia, un progetto che intende miscelare la mia esperienza classica con i colori della musica afroamericana. Nel 2004 realizzo l’album Slow Burn, una rivisitazione originale di alcuni dei brani più significativi del panorama jazzistico internazionale.Nel 2012 assumo la Direzione Artistica e Musicale del Placentia Gospel Choir presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.
Dal 1990, parallelamente all’attività artistica, svolgo attività didattica in qualità di docente di canto e di recitazione presso accademie di musica; dal 2010 guido laboratori vocali di musica afroamericana. La mia attività didattica comprende anche corsi di educazione vocale per insegnanti e corsi di riabilitazione vocale postoperatoria.




sono il baritono giuseppe milli la mia mail g.milli@baritono .org tel 3477506819 ho debuttato con il soprano raffaella arzani nel 1987 in bohe’me nel concorso m.battistini di rieti per la regia della maestra franca valeri e la direzione d’orchestra del maestro maurizio rinaldi chiedo se mi potete mettere in contatto con raffaella ho il video del nostro debutto da inviarle via mail grazie infinite giuseppe milli