HomeVideoReportageTORNANO NELLA CHIESA DI SAN LAZZARO LE STATUE RUBATE 25 ANNI FA

[VIDEO]TORNANO NELLA CHIESA DI SAN LAZZARO LE STATUE RUBATE 25 ANNI FA

Sono tornate a casa dopo 25 anni le statue rappresentanti due “virtù” e i putti settecenteschi del mausoleo dedicato al Cardinale Alberoni nella Chiesa di San Lazzaro. La restituzione si è svolta in modo ufficiale alla presenza delle massime autorità e di Mons. Adriano Cevolotto, Vescovo della Diocesi di Piacenza-Bobbio

Le statue realizzate in marmo bianco da Giovanni Antonio Cybei , furono rubate nel 1996 e ritrovate dai carabinieri che ne impedirono l’esportazione. “Le abbiamo bloccate prima che venissero vendute all’estero” ha ricordato il  colonnello Giuseppe De Gori Comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna illustrando i dettagli del ritrovamento.

Per completare il gruppo scultoreo che arricchisce il monumento dedicato al Cardinale Alberoni nella Chiesa di San Lazzaro, ora mancano ancora due statue rappresentanti le virtù di fede e fortezza. “Aspettiamo la  restituzione delle due opere mancanti-ha dichiarato il Presidente dell’Opera Pia Alberoni Giorgio Braghieri –Quelle ritrovate faranno parte  di una mostra dedicata a Cybei, per ora rinviata a causa del Covid”.

Intanto Piacenza celebra questa restituzione, un torto rimediato ma, soprattutto, dopo un anno senza arte e cultura a causa della pandemia, il piacere di ammirare opere di grande valore. Ancora una volta è l’Opera Pia Alberoni, in seno alle tante iniziative culturali di cui è promotrice, a ricordarci che Piacenza ha tanto da raccontare, tasselli di storia ed eccellenze di arte che aspettano di mostrarsi e, in molti casi, di avere un’adeguata valorizzazione.

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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