Un altro intervento di Public Art da parte del Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte. L’abbattimento di un palazzo Liberty in via Romagnosi ha sollevato molte perplessità, e una nota stampa che pubblichiamo.
“Sovrintendenza e Comune DOVE SIETE??” È la scritta (fatta con innocui gessetti) apparsa oggi sulla palizzata in legno di Via Romagnosi 80. Si tratta di un nuovo intervento di Public Art del Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte per denunciare l’ennesimo sfregio alla citta: la distruzione totale di un palazzo di gusto Liberty per fare spazio ad un discutibile nuovo palazzotto postmoderno. Un palazzo, quello ormai distrutto, in cui oltretutto aveva avuto sede la prima tipografia di quello che sarà poi la Coop di Vicolo de Pavone.

Al di là degli aspetti legali e tecnici su cui spetta ad altri esprimersi, e possibilmente intervenire, dal punto di vista artistico culturale è inaccettabile il fatto che: la Sovrintendenza non abbia posto sotto tutela questo palazzo, che si disinteressi completamente di quello che sta succedendo sotto i suoi occhi e che l’Amministrazione Comunale abbia dato il permesso alla realizzazione di quello che in molti, a cominciare dalla sezione di Piacenza di Italia Nostra, considerano un scempio.
Salvatore Settis nel suo saggio “Se Venezia muore” argomenta che le città anche le più famose possono scomparire completamente se perdono la coscienza culturale, artistica, storica e urbanistica di sé stesse se sono indotte all’ “oblio di sé”. E’ il rischio che corre anche Piacenza se interventi ingiustificabili come questo, ma anche come l’abbandono dell’ex albergo S. Marco o la tombatura sistematica dei reperti della stratificazione storica della città o la minaccia della costruzione del parcheggio interrato in Piazza Cittadella ecc. diventano, come pare, una prassi inarrestabile.”
Laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte




Mai e poi mai avrei immaginato che nel 2020, nel centro storico di una città millenaria come Piacenza, si potessero ancora permettere simili atti vandalici. Sono senza parole.