HomeAttualitàCONTRO LA “MONUMENTITE”DUE INTERVENTI DI BRUNA MILANI

CONTRO LA “MONUMENTITE”DUE INTERVENTI DI BRUNA MILANI

Il primo intervento di Bruna Milani, riguarda l’opera di Franco Scepi collegata all’emergenza Coronavirus e pensata per la facciata del palazzo “Duchessa Margherita”, difronte a Palazzo Farnese;

il secondo commenta la proposta di un monumento a Pino Vommaro, il madonnaro di Largo Battisti, scomparso qualche giorno fa.

A TUTTI GLI ARTISTI LA STESSA POSSIBILITÀ

L’autopromozione di Scepi per collocare una sua opera in un luogo che, anche se non di proprietà pubblica, ricadrebbe comunque come impatto sull’estetica della città, merita una riflessione.

Diverso sarebbe se proponesse di metterla all’interno di un luogo privato dove la vedrebbe solo chi vuole vederla. Non è invece accettabile se inserita e visibile nel nostro contesto sociale.

Sono contraria per molti motivi.

   1) Cavalcare adesso il drammatico momento  che stiamo vivendo e che non è  ancora definitivamente concluso mi sembra prematuro  (non sappiamo ancora la “lezione” finale che ci dirà) e opportunistico (cioè far presto, non importa come, pur di arrivare  primi).

   2) Messa poi sul palazzo di fronte al Farnese stonerebbe ancora di più dando maggior evidenza a un edificio che invece, a mio modesto parere, doveva il più  possibile “scomparire” (ad es. con vetrate a specchio) per non impattare troppo col magnifico Farnese posto di fronte.

   3)Per quanto poco conti il mio parere  trovo davvero brutta l’opera e per nulla creativa in quanto “ricopia” le figurine della danza di Picasso.

I TRE BALLERINI opera di Picasso 1925

   4)Il punto più importante però è  che un’opera quando ricade sulla collettività deve avere un percorso pubblico con tappe obbligate:

   a) devono essere le istituzioni pubbliche a volere un’opera, sceglierne il significato, indicare un luogo di collocazione.

   b) ci vuole un concorso pubblico e trasparente affinché chiunque possa partecipare e la scelta sia la più ampia possibile.

   5) Non basta nemmeno che l’opera sia eventualmente regalata per essere accettata e imposta a tutti. Se ad es. ci fossero più artisti che volessero imporre le loro opere che si farebbe?  Un’estrazione a sorte? Un duello?

   6) È lodevole voler partecipare a un significato che ci coinvolga tutti come è  lodevole pensare di abbellire la città,  ma, se non è  esibizionismo personale e veramente si ha il senso di far parte di un insieme, allora si potrebbe lanciare l’idea  ma  si dovrebbe dare a tutti la stessa possibilità. Sono quindi assolutamente solidale con l’assessore Papamarenghi la cui posizione condivido pienamente.

Infatti  un’amministrazione pubblica seria e corretta sa che bisogna  usare molta cautela, partecipazione democratica, trasparenza e consenso prima di far ricadere su tutti e per sempre l’opera di un singolo.

MONUMENTO AL MADONNARO

È  giusto ricordarsi degli “ultimi” e riconoscere il valore della loro arte, ma non quando ricordarli sembra un lavaggio di coscienza. Si parla di fare un monumento  al madonnaro di Largo Battisti  che di fatto lì viveva ( per sua scelta o per mancanza di aiuti?) Se per sua scelta non c’è nulla da “riparare” , se per mancanza di attenzione e aiuto allora la città deve fare autocritica. Se Pino Vommaro ci interessasse  nella sua totalità di essere umano e non solo come pietosa macchietta folkloristica, dovremmo cominciare con l’onorare la sua tomba portandogli fiori, frasi, testimonianze d’affetto e rimpianto.  Ma dove è  sepolto? Non condivido l’idea di monumento,  di nessun monumento  a chiunque sia intitolato, se non passa per un pubblico concorso di idee. Se questo concorso ci fosse la mia proposta            sarebbe la riproduzione di una delle sue Madonne e col suo nome disegnati in terra in modo incancellabile, quindi un’opera piatta e colorata senza alcun inciampo o “peso” visivo.Se proprio vogliamo ricordare qualcuno facciamolo anche con chi ha dato esempio di partecipazione democratica lottando pacificamente per ottenere giustizia e che per questo è  morto. Basterebbe una targa per ricordare l’operaio piacentino di origine egiziana Abdellatif El Salam morto durante uno sciopero alla Logistica. E perché  non ricordare molti altri piacentini? Tino  Maestroni ad es.  o “Anguria ” o il “cinese” Richelmi? Se ci facciamo prendere dalla monumentite  siamo spacciati.  Se invece si vuol fare una riflessione seria su tutti i nostri personaggi strani, sugli artisti di strada o borderline allora si può pensarci. Ma dovrebbe essere un discorso generale che comprenda tutta questa speciale umanità perché, pur con le buone intenzioni, occuparci di un solo “ultimo” non si finisca per dimenticare gli altri “ultimi” creando  altra discriminazione ed emarginazione sociale, culturale e umana.

Bruna Milani 

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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