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“Diamanti “di Özpetek conquista anche i piacentini (non tutti). La musica é straordinaria

Un film corale, al femminile, con piccole storie intrecciate a quella principale. E la musica, straordinaria, protagonista di un film che ha riportato Özpetek al centro del grande cinema e che ha conquistato il podio come film italiano più visto del 2024.

Diamanti, l’ultimo film di Ferzan Özpetek, ha conquistato gran parte del pubblico anche a Piacenza. Certo resta valida anche questa volta l’idea di un regista divisivo, che può piacere molto, oppure per nulla. In questo caso si tratta di un’opera affidata ad un cast di grandi attrici (che non ricorderemo qui, perché noto e conosciuto) incentrato sulla loro recitazione, sulla capacità di rendere speciali anche i dialoghi più banali.

Nella storia di questa sartoria negli anni ’70 a Roma, di banale in realtà non c’é nulla. Il regista racconta con maestria una realtà complessa e la vita di chi ci lavora. Piccoli drammi, gioie e dolori famigliari, sogni e delusioni sulle sfondo di un’epoca di conquiste e nuove consapevolezze per il mondo al femminile.

Costumi, ovviamente, recitazione, regia, ambientazione. Il mondo di Özpetek si ripropone anche in questo film. La forza delle attrici fa da traino alla storia e le incursioni del regista, una sorta di dietro le quinte che svela quello che nel film non si vede, presentano un modo insolito di raccontare anche la gestazione del film, che in qualche modo diventa organica all’opera stessa.

Strategica la colonna sonora, realizzata da Giuliano Taviani e Carmelo Travia. Chi ha visto il film é sicuramente uscito dal cinema con la melodia in testa e per giorni, probabilmente, questo motivo nostalgico e penetrante é rimasto presente, in modo profondo.

Un brano emozionante e romantico, declinato con timbri e sfumature diverse a seconda delle scene del film. A quanto si legge, un tessuto musicale “al quale si è giunti dopo un lungo lavoro di composizione e confronto costante con il regista. Sulle note di “Diamanti Theme”, tema principale della colonna, è nata una nuova collaborazione con Giorgia, che ne ha scritto il testo e arricchito la musica.”

La musica é stata eseguita dalla Roma Film Orchestra diretta dal Maestro Alessandro Molinari e registrate e mixate presso la Digital Records di Roma da Goffredo Gibellini.”

A un anno di distanza da quello di Paola Cortellesi, “C’é ancora domani”, un altro film interessante sul mondo femminile. Le conquiste, la voglia di libertà, il lavoro, le violenze, i sacrifici, le nuove sfide. Una cifra poetica, anche se disincantata, racconta quel periodo (anni ’70) e un pò della Roma del cinema e del teatro, tra bizze e capricci di prime donne e registi. Ma racconta soprattutto una quotidianità senza tempo, con donne/diamanti al centro della storia.

Il finale lascia gratificati (per chi ama il genere), anche se non svela proprio tutto. Le piccole storie trovano una conclusione, o la fanno intuire, i rapporti cambiano, si trasformano, e il regista propone spiragli autobiografici legati alle sue prime esperienze come aiuto regista. ma non solo. Negli ambienti della sartoria, ormai svuotata e chiusa, restano solo i reverberi di una storia di emozioni e sentimenti. E un ricordo, racchiuso in un nascondiglio segreto, che fa immaginare nuovi sviluppi e segreti non svelati.

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