HomeAttualitàRoberta Mameli. Una piacentina nello Star-System dell'Opera barocca

Roberta Mameli. Una piacentina nello Star-System dell’Opera barocca

Nata a Roma, ma piacentina di adozione, Roberta Mameli deve il suo amore per il canto a Piacenza e alle sue tante realtà musicali di eccellenza nella formazione. 

Il soprano piacentino é stata ospite del Rotary Piacenza, invitata come protagonista di una conviviale del club, dal presidente Luigi Swich. Una serata ben “concertata”, sviluppata privilegiando la musica alle parole. Non che siano mancate un’adeguata presentazione e un’altrettanto convincente serie di apprezzamenti, ma certo a farla da padrone é stata la musica. Suoni straordinari, che ci hanno portati in epoca barocca, con stralci di concerti e opere a cui ha preso parte Roberta Mameli.

Roberta Mameli e Luigi Swich

IN TEATRI DI TUTTO IL MONDO All’estero, soprattutto. La carriera della piacentina Roberta Mameli, come si evince dal curriculum, si é sviluppata in teatri e città di tutto il mondo. Ma la formazione é piacentina. Canto e violino in Conservatorio, l’importante gavetta vocale nel Coro Farnesiano di Mario Pigazzini, poi la scelta di specializzarsi nel repertorio barocco, quindi le tante esperienze su palcoscenici prestigiosi e ambiti.

Da parte mia, almeno due considerazioni: l’ammirazione per essersi guadagnata riconoscimenti importanti in un ambito culturale internazionale difficile e selettivo e il rammarico nel constatare ancora una volta che l’Italia, ancorché patria dell’arte, non riesce a trattenere e valorizzare in modo adeguato eccellenze e talenti. Repertori come quello barocco, non per tutti i gusti, restano ancora in parte defilati; e anche se non mancano produzioni di livello anche in Italia (compresa Piacenza), resta un genere di nicchia, per intenditori preparati. Preparati da chi? Dalla formazione tradizionale, che relega la musica colta (e non) in posizione negletta? Argomento ostico. Nella serata rotariana non c’é stato spazio per questo, non era la sede. Al centro dell’attenzione l’eccellenza di un talento forgiato con studio e professionalità, che comunque ha fatto riflettere anche su questo.

LA DIFFICILE ARTE DEL CANTO Anni di studio e preparazione. Dietro ad un livello artistico come quello del soprano Roberta Mameli c’é questo e molto di più. La musica vocale Barocca, di cui nel corso della serata rotariana abbiamo ascoltato esempi appassionanti, chiede molto ai suoi interpreti. Un distillato di suoni purissimi, da intonare senza possibilità di errore, disegnando linee immaginarie di ricami sonori. Un repertorio che sorprende ogni volta per la sua modernità nelle scelte armoniche, nell’espressività delle sue melodie, nella forza della sua incisività emotiva. E grande emozione hanno suscitato le interpretazioni del soprano piacentino che, con i soci del Rotary Piacenza, ha condiviso il ricordo di concerti e impegni su palcoscenici prestigiosi.

Il tutto con grande umiltà. Roberta Mameli é davvero una protagonista dello “Star-System dell’Opera barocca..”, come titolato dallo staff rotariano, ma mi é sembrata soprattutto un’interprete consapevole del suo percorso artistico, autenticamente grata nei confronti di chi lo ha reso possibile. Un bell’esempio di come sia possibile farcela, in un mondo di prime donne come la lirica, conservando un profilo semplice e non autocelebrativo.

E un bravo va anche al presidente del Rotary Piacenza, Luigi Swich. Al club che guiderà ancora per qualche mese, ha regalato una serata diversa e particolare. Per non dimenticare che tra gli scopi del Rotary restano prioritari anche quelli di promozione e di valorizzazione delle eccellenze culturali.

 

La foto di copertina é presa dal profilo FB di Roberta Mameli

Grazie a Pasquale Alfano per alcune delle foto della serata rotariana

CURRICULUM DI ROBERTA MAMELI

Nata a Roma, Roberta Mameli si è diplomata in canto e violino presso il Conservatorio Nicolini di Piacenza, a cui hanno seguito corsi di perfezionamento con Bernadette Manca di Nissa, Ugo Benelli, Konrad Richter, Claudio Desderi ed Enzo Dara.

È regolarmente invitata ad esibirsi nei più importanti teatri e sale d’opera: Wiener Konzerthaus, Theater an der Wien, Concertgebouw Amsterdam, Cité de la Musique di Parigi, Teatro Colón di Buenos Aires, Auditorium National de Lyon, Tokyo Opera City, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Gran Teatre del Liceu di Barcellona, ​​Teatro Regio di Torino. , Grand Théâtre di Ginevra, Bayerische Staatsoper di Monaco, Staatsoper Unter den Linden e Pierre-Boulez Saal di Berlino, Shanghai Grand Theatre.

Collabora con direttori d’orchestra quali Jordi Savall, Daniele Callegari, Diego Fasolis, Fabio Biondi, Federico Maria Sardelli, Ottavio Dantone, Ton Koopmann, Leonardo García Alarcón, Jean-Christophe Spinosi, Marco Armiliato, Francesco Corti, Enrico Onofri, il compianto Claudio Abbado. , Alan Curtis, Christopher Hogwood, Václav Luks e Jeffrey Tate.

Molto richiesta per il repertorio di musica barocca, collabora con diversi ensemble su strumenti d’epoca quali Akademie für Alte Musik Berlin, Complesso Barocco, Capella Cracoviensis, Accademia Bizantina, Le Concert des Nations, La Venexiana, Modo Antiquo, Europa Galante, I Barocchisti, Cappella Mediterranea, Il Pomo d’Oro, Collegium 1704.

Ha avuto un grande successo cantando il ruolo della protagonista ne «L’incoronazione di Poppea» di Monteverdi con Diego Fasolis e Akademie für Alte Musik Berlin nel 2018 alla Staatsoper di Berlino e al Teatro Ponchielli di Cremona nel 2023.

È apparsa in numerose opere barocche tra cui «Dido and Aeneas» (Belinda) di Purcell, «Catone in Utica» (Cesare) di Vivaldi, «Didone abbandonata» di Leonardo Vinci (ruolo del titolo) e «Les Indes Galantes» (Amour/Zaïre) di Rameau in una produzione di Leonardo García Alarcón/Lydia Steier al Grand Théâtre de Genève.

È stata vista sul palco in «Ariodante» (Ginevra) e «Agrippina» (Poppea) di Händel, entrambi al Festival di Drottningholm. Ha interpretato il ruolo di Aci in «Aci, Galatea e Polifemo» per il Festival George Enescu di Bucarest e la Wigmore Hall di Londra.

Per quanto riguarda il repertorio mozartiano, è stata una straordinaria Vitellia ne «La Clemenza di Tito» nella messa in scena di Pierre-Emmanuel Rousseau al Théâtre di Rennes, Angers e Nantes.

È stata Aminta (Il Re Pastore) al Teatro La Fenice di Venezia e Arminda nella produzione della Scala de La Finta giardiniera diretta da Diego Fasolis per lo Shanghai Grand Theatre.

È ospite abituale del Festival musicale Potsdam Sanssouci dove ha eseguito diverse opere rare.

La sua discografia contiene L’Incoronazione di Poppea (Naïve), Il Ritorno d’Ulisse in patria di Monteverdi; Artemisia di Cavalli (Glossa); Il Diamante di Zelenka (Nibiru); La Scola de’ gelosi di Salieri (Sony DHM) e le seguenti opere di Vivaldi: Teuzzone, Orlando furioso 1714 (Naïve), Il Farnace, L’Incoronazione di Dario (Dynamic).

Inoltre, ha pubblicato diversi album da solista tra cui “Round M: Monteverdi incontra il Jazz” (Glossa) e “Anime Amanti” (Alpha) premiati con il prestigioso Diapason d’Oro 2017.

Progetti recenti e futuri includono La Contessa ne «Le Nozze di Figaro» nella trilogia Mozart/Da Ponte ideata da Marc Minkowski e Ivan Alexandre al Teatro Verdi di Salerno, la Cantata BWV 51 di Bach sotto la direzione di Ton Koopman al Teatro Petruzzelli di Bari. , un recital solista con Il Pomo d’Oro a Venezia, i ruoli di Giunone + Eternità in « Calisto » di Cavalli in una produzione di Christopher Moulds/David Alden alla Bayerische Staatsoper, una tournée in « L’incoronazione di Poppea » (ruolo del titolo) al Teatro Sociale di Como, Teatro Fraschini di Pavia, Teatro Verdi di Pisa e Teatro Alighieri di Ravenna e Teti in «  Le nozze di Nettuno e Teti » diretto da Václav Luks al Wiener Konzerthaus.

 

 

Mirella Molinari
Mirella Molinarihttps://www.piacenzadiario.it
Mirella Molinari è una giornalista piacentina. Per 15 anni Direttore del Telegiornale di Teleducato Piacenza, è stata la prima donna a Piacenza alla guida di una redazione televisiva e una delle prime telereporter piacentine in grado di realizzare riprese e montaggi video. E proprio nel panorama della tv piacentina ha portato uno stile del tutto nuovo, più spontaneo e vero. E’ sua l’idea di un format di successo, come “Per la strada”: storie di vita vissuta, interviste girate tra le gente, nei bar all’aperto e nei luoghi simbolo della città. Come Direttore del Tg ha coordinato e condotto, oltre a due edizioni di news quotidiane, dirette elettorali, confronti politici, programmi di approfondimento e attualità come “Diario” e “Piacenza Europa”, di cui ha firmato centinaia di puntate. Responsabile anche del sito di Teleducato Piacenza fino al 2014, dal 2015 gestisce e coordina, insieme alla figlia, Laura Parmeggiani, il blog Piacenza Diario. Anche in questo caso, un primo esempio di approfondimento più vicino ai temi della gente, con lo scopo di raccontare storie vere e di raccogliere opinioni e commenti lontani da stereotipi omologati. Laureata in lettere e diplomata in pianoforte , Mirella Molinari è anche insegnante di musica e, sempre per la tv, ha curato programmi di divulgazione culturale/musicale. Tra i più apprezzati: “Scena e retroscena”, dedicato alla stagione lirica piacentina, con interviste, anticipazioni ed esclusivi “dietro le quinte” , ma anche le dirette delle prime del Municipale di Piacenza. Tra le tante, memorabile la 400esima recita di Rigoletto per Leo Nucci, condotta in diretta e in esclusiva da Mirella Molinari, nel 2008, per Teleducato. Ha curato documentari storici tra cui quello dedicato alla congiura farnesiana, in collaborazione con la Banca di Piacenza, “Margherita d’Austria, Duchessa dimenticata” e, ancora per la Banca di Piacenza, due documentari dedicati a restauri in San Sisto e presso la Collegiata di Cortemaggiore. Convinta della necessità di dare spazio ai giovani, ha ospitato in redazione decine di ragazzi, per una prima esperienza giornalistica. Ha coordinato e firmato il primo Tg realizzato da studenti, con il progetto triennale di videogiornalismo scolastico, in collaborazione con il Liceo Artistico Cassinari di Piacenza.
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